
N°35 Deuces soft tournament
Amici appassionati di wrestling benvenuti a un
nuovo appuntamento con la Black Hole Slam, quando ormai anche Sacrifice è
trascorso. E’ sempre difficile commentare questo pay per view, trattandosi di un
evento inserito tra Lockdown e Slammiversary, ovvero i due spettacoli
maggiormente importanti per la TNA dopo Bound For Glory: naturale dunque che si
possa trattare di un ppv di transizione, in cui si preferisca non sparare tutte
le cartucce. Sacrifice 2008, tuttavia, non è stato male; si è trattato anzi di
uno spettacolo più che gradevole, nonostante un torneo che sarebbe potuto essere
sfruttato meglio e un main event già scontato in partenza e divenuto tale ancor
di più dopo il forfait di Kurt Angle.
Fermiamoci un attimo proprio sul triple threat: mi ha piuttosto stupito la
scelta di Kaz come terzo membro in sostituzione di Angle, poiché, pur essendo
Kaz un grandissimo wrestler che a me sta anche simpatico, si poteva optare per
un nome più pesante, Sting su tutti, ma anche un AJ Styles non sarebbe stato
fuori luogo. La motivazione di tutto questo sta comunque nel fatto che, come
detto sopra, Sacrifice è un ppv assolutamente di transizione, per cui ci può
stare l’aver preservato Sting in vista di un futuro scontro con Samoa Joe, che
mi auguro di vedere. Il match, nonostante il finale già scritto, è stato
comunque tutt’altro che brutto (e non era comunque difficile prevederlo), ma le
difese importanti per Joe saranno ben altre. Già l’8 giugno, a Slammiversary, si
terrà il classico King of the Mountain, in cui nessun campione del mondo è mai
riuscito a conservare la sua cintura. Dipendesse da me, quest’anno deciderei di
concludere questa tradizione, poiché il periodo da detentore del samoano non può
finire dopo soli due mesi, ma deve almeno arrivare alla fine dell’estate, pur
non apprezzando io i regni eccessivamente lunghi dei wrestlers face. Auguri
invece ad Angle, che per l’ennesima volta nella sua carriera si trova a dover
fronteggiare dei seri problemi fisici: auguri di poter tornare al più presto al
top, ma auguri anche di affrontare l’infortunio con maggiore lucidità rispetto
ad altre occasioni, anteponendo stavolta la salute al voler combattere a tutti i
costi.
Non è un mistero che, maggiormente rispetto all’incontro con in palio il titolo
mondiale, il ppv fosse incentrato sul Deuces Wild Tournament valido per le
corone di coppia. C’è da dire che nel complesso il torneo è stato sufficiente,
ma poteva venir sfruttato decisamente meglio. Non ha alcun senso, per prima
cosa, dare grande hype durante le edizioni di Impact alle coppie formate dagli
otto wrestlers “singoli” e poi far eliminare tutte queste quattro coppie al
primo turno, peraltro in incontri non memorabili, dando così l’impressione che
si sarebbe potuto partire tranquillamente dalle semifinali con i tag teams veri.
Mi aspettavo anche qualcosa di più dalla gestione di Awesome Kong come partner
di BG James, mentre mi ha invece stupito il turn heel di Booker T, non tanto per
il fatto in sé, ma perché ritenevo che il turn del lottatore di colore potesse
avvenire nel prossimo futuro contro Sting.
Ancor più del passaggio a heel di Booker T, la conseguenza più importante di
questa strana competizione tra tag teams mi sembra sia stata l’inizio di un feud
tra Sting e James Storm. Solo qualche mese fa avrei fatto grandi feste per
questa notizia, ma ad oggi mi sembra piuttosto fuori luogo. Storm non ha infatti
purtroppo alcuna credibilità, avendole prese un po’ da tutti nel recente
passato, da Rhino fino a Eric Young. Mi sembrerebbe quindi piuttosto strano, e
anche senza senso, che una leggenda come Sting conceda il job a un wrestler la
cui credibilità è davvero scarsa (seppur lui non ne abbia colpe). Non sarei
stupito quindi se questa rivalità si concludesse a Slammiversary esattamente
come fu l’anno scorso per quella tra lo stesso Sting e Christopher Daniels,
ovvero vittoria netta dell’ex campione WCW in sette minuti e chiusura del feud.
Tornando al torneo, sacrosanto è invece stato il successo dei LAX, sicuramente
una coppia che per capacità sul ring e impatto sul pubblico stramerita di
portare quelle cinture, da cui anzi per troppo tempo Homicide e Hernandez sono
stati tenuti alla larga.
A Sacrifice ha anche debuttato il Terrordome match, con in palio una shot per il
titolo X-Division, andata come tutti ormai sappiamo a Kaz. Poco da dire sulla
scelta del wrestler da far trionfare (trattandosi come già detto di un elemento
validissimo) e anche per quanto riguarda l’incontro in sé mi sento di esprimere
un giudizio abbastanza positivo, nonostante una confusione eccessiva. Come detto
più volte, del resto, mettere in scena un incontro brutto con tutti quei
lottatori abili sarebbe una vera e propria impresa, in cui ancora la TNA non è
ancora fortunatamente riuscita. Dove la federazione ha invece offerto una vera e
propria porcheria è stato il post-match della contesa femminile, vinta poco
prima da Gail Kim, che potrà finalmente avere la sua resa dei conti con Kong.
Senza troppa diplomazia devo dire che la scena della rasatura di Roxxi Laveaux è
stata davvero vomitevole e non fatico dunque a comprendere i Fire Russo del
pubblico (dettati forse non molto dalla razionalità –poiché credo che nessuno
sappia con certezza se sia stato proprio Vince l’autore di quell’obbrobrio- ma
sicuramente dalla delusione per assistere a un angle così brutto). Restando a
quei cori, è stato divertente notare come siano stati ripresi in maniera molto
sarcastica dalla WWE nel corso del dialogo tra John Cena e William Regal a Raw
ed è la seconda volta recentemente che a Stamford ironizzano sulla TNA, dopo il
“grazie per essere venuto” di Kennedy al sosia di Scott Hall. Volendo indicare
qualcosa di positivo emerso dal match femminile, c’è sicuramente la scoperta di
un’ottima knockout heel in Angelina Love, ma, insomma, qui il booking ha fatto
proprio cilecca.
Bene, anche per oggi è tutto. L’appuntamento è come sempre tra due settimane per
la Road to Slammiversary che sarà ormai lanciatissima, sperando che il ppv
dell’anniversario della TNA possa regalarci grandi emozioni.
Buon week-end