Vero Nome: Richard Morgan Fleihr
Altezza: 185 cm
Peso: 112 Kg
Data di nascita: 25 Febbraio
1949Luogo di nascita: Charlotte, North Carolina

Debutto nel Pro: 10 Dicembre 1972
Manovra risolutiva finale: Figure 4 leg lock


WOOOOOOOO! In ogni arena, ad ogni chop nell'aria risuona un solo grido: WOOOOOO!!! Sul ring può esserci il campione assoluto oppure il più sfigato dei jobber, ma il grido è sempre lo stesso: WOOOOOOOO!!! Semplice, ma ad effetto. Ed è questa la filosofia di Ric Flair, forse la leggenda per eccellenza del wrestling. Un lottatore che ha fatto del mestiere e della determinazione le sue armi di lotta. Richard Morgan Fleihr, questo il vero di nome di Ric Flair, non ha mai conosciuto i suoi genitori ed ha vissuto un'infanzia non proprio semplice. Ma grazie ad una incredibile determinazione e ad una straordinaria forza di volontà riesce, già nei tempi scolastici, a distinguersi nel campo della lotta libera mostrando da subito uno stile inconfondibile ed un carisma eccezionale.

Nel 1972 inizia, nella AWA, la sua avventura nei circuiti ufficiali del wrestling, sotto la guida attenta di Verne Gagne e Billy Robinson, i suoi tutor. Anche grazie ai loro insegnamenti Flair riuscirà presto a conquistare le prime cinture, per la precisione entro il 1975 riuscirà a far suoi il Mid-Atlantic Tag Team Title, Mid-Atlantic Heavyweight Title, l'US Title e l'US Tag Team Title. Era chiaro a tutti che Ric Flair era pronto al grande salto di qualità, ma il fato gli gioca uno scherzo davvero pesante... in compagnia di Johnny Valentine e David Crockett, Flair viaggiava in un piccolo aereo privato, quando ci fu uno schianto. Pur scampando alla morte, Flair si rompe il collo e riduce male la sua schiena. Per i medici è chiaro che la sua carriera è finita. Non solo. Flair rischia anche di non poter più camminare. E invece, quasi contro ogni dettame della scienza medica, Flair risale su un ring già sei mesi dopo! Questo episodio fa riflettere su quanto sia sottile per Flair il confine tra uomo ed eroe. Di questo pauroso incidente a Flair rimarrà in eredita uno strano modo di cadere di schiena. Basta vedere un suo incontro per capire che il Nature Boy ha dovuto costruire tutto uno stile affinchè la sua schiena fosse risparmiata da impatti al suolo che sicuramente gli avrebbero potuto una volta ancora compromettere la carriera.

In NWA Flair esordisce in coppia con un altro grande passato, Greg "The Hammer" Valentine, col quale conquista i titoli di coppia. Era il 1977 e in quello stesso anno Flair conquista il titolo US della NWA che prenderà e lascerà diverse volte fino all'81, instaurando faide per il possesso con grandi personaggi quali Ricky Steamboat, Jimmy Snuka e lo stesso ex compagno di tag Greg Valentie. Una curiosità di quegli anni: nel '79 Flair sconfigge Buddy Rogers, l'originale Nature Boy, conquistando una volta per tutte il diritto di proprietà sul suo nome di battaglia. Nell'81 perde il suo ultimo titolo US da un'altro stranoto del ring, Roddy Piper, ma questo è solo l'inizio della sua incredibile sequela di successi: infatti pochi mesi dopo, per la precisione il 17 settembre dell'81, conquista il suo primo alloro assoluto in NWA contro Dusty Rhodes. Di qui le faide contro Harley Race e Kerry Von Erich, che nonostante porteranno Flair a perdere il titolo alcune volte, in altrettante occasioni Flair saprà riconquistarlo. In quegli anni Flair fu anche protagonista di uno scontro con Bob Buckland, per l'esattezza nell' 84, in cui i due allora campioni delle due principali federazioni di wrestling professionistico degli USA si diedero battaglia per determinare il campione assoluto ma, nonostante gli sforzi, il match si concluse in pareggio. Quindi Flair mette ancora in palio la cintura contro una sfilza di grandi atleti (oltre al solito Rhodes anche Nikita Koloff, Ronnie Garvin, Rick Martel e Ricky Steamboat), ma riesce ad uscirne sempre vincitore e nell'86 decide di aumentare ancora il suo peso in NWA, formando la storica stable dei Four Horseman che comprendeva Ole Anderson, Tully Blanchard, il manager JJ Dillon e Arn Anderson, con il quale la collaborazione durerà fino all'inizio degli anni 2000. Ma questa stable non aiuto Flair a detenere ancora la cintura, infatti nell'86 sarà ancora Rhodes a strappargliela in un ottimo cage match. Flair ovviamente la riconquista poco dopo, ma la riperde a favore di "mani di pietra" Ronnie Garvin nell'87. Ma il rematch tra i due, uno Steel Cage passato alla storia per crudezza ed intensità, rivedrà Flair di nuovo sulla vetta della federazione.

Gli avversari di Flair si susseguono in maniera vorticosa e il Nature Boy soffrirà soprattutto per gli attacchi delle nuove leve Lex Luger e Sting, che però non riusciranno a metter fino al suo regno. Chi ci riuscirà, in un altro match storico e imperdibile, sarà Ricky Steamboat, già diverse volte suo avversario in passato. Ovviamente Flair non farà passare molto tempo prima di riconquistare il titolo... Ma Sting si rimette in mezzo tra Flair e l'NWA World Heavyweight Championship e ne nasce un match incredibile, un sicuro must-see per ogni vero fan di questa disciplina, a Clash of The Champions. Un match che finisce in pareggio e che rimarrà nella memoria di ogni appassionato. Sting comunque riuscirà negli anni successivi a strappare il titolo a Flair, il quale tra l'altro subì anche un serio infortunio alla schiena per causa di una manovra troppo brusca di Terry Funk (altro ex-campione NWA, diventato poi una leggenda dell'hardcore). Nel 1990 la NWA cambia nome diventando la WCW (da National Wrestling Alliance a World Championship Wrestling, n.d.r.) e più frequenti diventeranno anche i contatti con il Giappone. Tanto che Flair perderà anche il titolo da una stella made in Japan di nome Tatsumi Fujinami, vittoria però viziata da uno screw-job arbitrale. Ovviamente Flair riconquista il titolo poco tempo dopo, a Superbrawl.

Siamo alla fine del '91 e nascono i primi screzi con la dirigenza della WCW e in particolare col vicepresidente Jim Heard. Flair vanta un numero impressionante di titoli vinti, una fama mondiale e la qualità degli incontri che lo vedono protagonista è sempre altissima, crede quindi di dover ricevere un trattamento adeguato da parte della dirigenza, sia in termini di considerazione morale e umana che economica. E invece la proposta delle federazione è un drastico taglio dello stipendio e insicurezza sulla detenzione dell'alloro assoluto. Flair è insistente e la WCW decide di privarlo del titolo. Mai mossa fu più sbagliata. Ric Flair approda in WWF proclamandosi vero e unico campione assoluto con tanto di cintura alla vita. Incredibile! Flair si porta dietro la sua cintura di campione assoluto della WCW! Uno smacco clamoroso peru na dirigenza che non l'ha saputo rispettare come il Nature Boy meritava.

In WWF è festa grande. Flair si propone subito con tono altezzoso e egocentrico e il suo obiettivo è solo uno: conquistare la cintura di campione della WWF per dimostrare che lui è davvero il solo, unico, indiscutibile campione del mondo. Roddy Piper, vecchia sua conoscenza in NWA si mette sulla sua strada e Flair non fatica troppo a sbarazzarsene. Hogan è il vero obiettivo, ma dato che forse Flair non è nel miglior momento della sua carriera per condizione fisica, scende a patti con Kane, The Undertaker (questo il nome d'esordio del becchino. So che poi sarà anche il nome del fratello... senza parole, n.d.r.) che aiuta alla fine del ' 91 a sconfiggere Hogan, piazzando una sedia sul ring, proprio dove Taker stava eseguendo la sua tombstone piledriver ai danni di Hogan. L'arbitro conta tre e il titolo è del becchino, davanti ai fans che addirittura scoppiano in lacrime per le condizioni dell'Hulkster, il quale sembrava non riuscire a riprendere conoscenza.

Di lì, per una serie di vicissitudini, il titolo viene reso vacante e Flair ha finalmente la sua chance: sarà proclamato nuovo campione del mondo colui che vincerà la Royal Rumble del '92. Il piano di Flair è perfetto e ormai la cintura sembra nelle sue mani. Se non che i dadi della vita fanno uscire il numero tre... Flair sarà il terzo ad entrare nella Royal Rumble a fronte di trenta partecipanti. Sembra impossibile vincere. Non è mai successo che qualcuno riuscisse a stare in una rissa reale per un'ora intera. Ma, incredibile a dirsi, Flair ce la fa e l'edizione del '92 sarà ricordata come la miglior Royal Rumble di ogni tempo. A rimanere sul ring alla fine erano rimasti in tre: Hulk Hogan, Sid Justice e appunto Flair. Hulk e Sid in quel periodo erano molto amici e tutti si aspettavano che potessero di comune accordo sbarazzarsi di Flair, ma Sid compie l'errore della vita e elimina Hogan. Hulk non ci sta e afferra Sid per la mano cercando di portarlo fuori ring e Flair, come un falco, sfrutta il momento e scaraventa il colosso Sid fuori dal ring, sopra la terza corda. Flair è il nuovo campione della WWF. Un tripudio tra la folla dimostra quanto Flair in quel momento sia amato, forse ancor più di Hogan, nonostante la sua propensione ad essere heel. Il regno di Flair però durerà solo qualche mese. A Wrestlemania 8 Macho Man Randy Savage riesce infatti a strappargli la cintura nonostante un infortunio al ginocchio procuratogli da Mr. Perfect (che allora fungeva da manager di Flair. Hennig stava recuperando da un infortunio, ma non voleva lasciare la scena e il ruolo di manager di Flair gli consentiva di poter essere ai vertici pur senza lottare). Ma questo infortunio perseguiterà ancora Savage e per Flair sarà un gioco da ragazzi rifare suo il titolo.

Siamo ora nell'autunno del '92: Flair in un anno ha già conquistato per due volte il titolo mondiale e un giovane sulla rampa di lancio, Bret Hart, gli chiede una title shot. Flair ci sta e in un evento per il pubblico canadese The Hitman strappa a Flair la cintura in un incontro bellissimo. Il mondo è sbigottito quando nell'edizione successiva di WWF Superstars Bret si presenta per un'intervista con Mean Geen Okland con la cintura portata in spalla. Bret ringrazia calorosamente Flair per l'opportunità datagli. Probabilmente se Flair non avesse accettato quella sfida Bret non sarebbe oggi ricordato come uno dei wrestler migliori di ogni tempo e sinceramente le polemica che stanno in questi giorni (2004, n.d.r.) intercorrendo tra i due sembrano insensate agli occhi di chi ha assistito a tale evento. Per Flair è però in programma un'altra faida, nientemeno che contro The Ultimate Warrior, ma la cosa non va a termine, probabilmente per il fatto che Ellwig era in quei periodi invischiato in una brutta vicenda di doping e che Flair iniziava ad avere problemi con la dirigenza di Stamfoard. Fatto sta che l'epilogo della carriera di Flair in WWF in quegli anni è un match contro il suo ex manager Mr. Perfect, che in un'edizione di RAW del '93 lo sconfigge in match nel quale il perdente avrebbe dovuto lasciare la federazione. Flair viene riaccolto a braccia aperte in WCW, tant'è che in quello stesso anno riuscirà a strappare la cintura a Barry Windham, in match per la realtà tutt'altro che entusiasmante. Però di quel match passeranno alla storia i cartelli dei fans che portavano la scritta: "Signor Windham, per favore, restituisca al Signor Flair la sua cintura". In quel periodo Flair era face e il pubblico WCW lo accolse come una manna dal cielo. Ancora un feud per Flair contro "l'uomo chiamato Vader" che lo vede perdente e poi di nuovo vincitore per portare la cintura fino a Bash at The Beach del '94 dove fu nientemeno che Hogan a strappargliela. Hogan aveva anche lui avuto problemi con la dirigenza della WWF e così fu accolto in WCW. In quel match, davvero notevole, Flair non riuscì a mantenere il titolo nonostante la sua manager di allora (Sensational Sherry, altra conoscenza della WWF) avesse cercato in ogni modo di distrarre l'Hulkster.

Flair per un po' rimane fuori dal main event e ricuce, tra odio e amore, il rapporto con i Four Horseman. Nella stable entrano nel frattempo anche Brian Pillman (in realtà per lui si tratta di un rientro, visto che anche precedenza aveva fatto parte della squadra) e Chris Benoit. Poi ancora uno scontro Hogan , perso di nuovo. La stipulazione prevedeva che il perdente lasciasse la federazione, ma Flair già dopo qualche mese, mancava all'economia dello spettacolo targato WCW e così prima una partecipazione in uno show storico targato NJPW svoltosi in Korea del Nord in cui perse da Antonio Inoki, poi il rientro in grande stile. Si guadagna infatti il diritto di sfidare l'allora campione Macho Man vincendo un triple Threat (Luger e Sting i suoi avversari) e si riprende il titolo. Siamo nel ' 95, l 'evento è Great American Bash e grazie all'interferenza dei fidati Four Horseman, Flair è di nuovo sul tetto della WCW.   Ma Macho Man non accetta la sconfitta e chiede un rematch. Vince, e riperde di nuovo da Flair che nel '96 cede però la cintura di nuovo, stavolta a The Giant (ossia Big Show che conquista un titolo assoluto a soli 23 anni). In quell'anno curioso un incontro che vide opporsi a Great American Bash Flair e Arn Anderson in tag a due giocatori della NFL. Uno di questi, Steve "Mongo" McMichael, entrerà a far parte dei Four Horseman. Ancora nel '96 Flair batte Konnan per il titolo US (Flair non vinceva questo titolo da moltissimi anni), ma dovette rendere vacante la cintura a causa di un brutto infortunio alla spalla procuratogli da Kensuke Sasaki in un show in Giappone.

Una volta ripresosi, Flair instaura una faida con la NWO e con Piper in particolare, ma non avrà gran successo. In rotta con la dirigenza Flair viene di nuovo sospeso. Simao nel ’97 e Flair tornare solo l’anno successivo, il ’98. Protagonista di un siparietto di dubbio gusto in cui il Nature Boy simula un attacco di cuore, Flair vive un periodo in cui è molto stretto il legame coi suoi amici di sempre, i Four Horseman. Riuscirà anche a battere Bischoff meritandosi la carica di presidente della WCW per tre mesi. Entra in gioco anche uno dei figli di Flair, David, aspirante lottatore, che aiuterà il padre a prevalere nel suo confronto con il NWO e con Hogan (allora campione assoluto) in particolare, tanto che David riuscirà anche a vincere un match con Bischoff così da consegnare al padre la proprietà della WCW a tempo stavolta indeterminato. Ma a Supebrawl IX, proprio quando Flair era impegnato sul ring con Hogan con l’alloro in palio, David lo tradisce consegnando all’Hulkester la vittoria. Ma Flair avrà la rivincita ad Uncensored ’99. Grazie alla sua carica di presidente, Flair corrompe l’arbitro Charles Robinson il quale gli regala, di nuovo contro Hogan, il quattordicesimo alloro assoluto nel corso di un first blood cage match. Flair però riperde il titolo a Spring Stampade ’99, in match fatal four way decisamente entusiasmante. Al match partecipavano leggende come lo stesso Flair, Hogan (che dovette però abbandonare dopo pochi minuti a causa di un infortunio al ginocchio), Sting e il meno quotato DDP. Ma Page la spunta grazie alla sua  Diamond Cutter. Ric Flair, scosso dalla sconfitta, vive di manie di magnificenza tanto da apparire rinchiuso in un manicomio a Nitro… Nel frattempo il suo rivale di sempre, Roddy Piper lo sfida e tra loro ci saranno due incontri che termineranno con la vittoria di Flair, il quale decide di nominare lo stesso Piper vicepresidente della WCW.

Flair instaura poi un feud con lo stesso DDP, che però lo vedrà sconfitto e così si chiude l’anno ’99. Nel 2000 Ric Flair se la vedrà prima con Terry Funk, che riuscirà a battere, e poi con Hogan, contro cui però non ha speranze. La WCW vive però un momento di gran confusione ci vogliono Russo e Bischoff per fare un po’ d’ordine. I due dichiarano vacanti tutti i titoli, ma Flair fallirà anche l’assalto ai titoli di coppia. Scoppia però di nuovo la grana “David Flair” che si riallea con Russo, accusando suo padre di averlo trascurato. Ma the Nature Boy si prende la sua rivincita sul ring. Si allea con i New Brood, un gruppo di giovani promesse, e vince una Battle Royal appassionante diventando first contender per il titolo assoluto che strappa a Jeff Jarrett. Quindicesimo titolo assoluto per Flair, che durerà però solo lo spazio di poche settimane. Infatti Russo di nuovo lo priva dell’alloro perché non ritiene Flair in condizioni di salute tali da poter portare avanti degnamente un regno. Ci pensa però Kevin Nash a dare a Flair quel che è di Flair, battendo Jarrett per il titolo e riconsegnandolo a Flair perché secondo Big Daddy Cool è il Nature Boy il vero campione. E siamo a 16 titoli assoluti, un record. Ma Jarrett non ci sta e nella stessa edizione di Nitro si riprende la cintura. Andiamo ora a Great American Bash del 2000. Doveva essere questa la resa dei conti nella faida che vedeva di fronte da una parte Russo e David Flair, dall’altra Ric Flair. Ric vince grazie all’aiuto degli altri due suoi figli (Russ e Ashley), ma solo la sera dopo Russo e David lo sfidano in un handicap match. Ric accetta, ma perde e a causa della stipulazione è costretto ad abbandonare ancora una volta la WCW. Tornerà mesi dopo con un ruolo dirigenziale e sarà lui a inserire nel roster quel wrestler mascherato (rivelatosi poi Animal, ex dei L.O.D.) che parteciperà al disgraziato main event di Sinn 2001, il PPV in cui Sid  incappò in quello sciagurato e raccapricciante incidente in cui si stacco di netto una gamba. Sulla scia dei Four Horseman Flair crea una nuova stable chiamata the Magnificent Seven, con Scott & Rick Steiner, Jarrett, Lex Luger, Buff Bagwell e Animal. Questi saranno protagonisti anche di un siparietto di dubbio gusto in cui spezzavano cosce di pollo fritto rivedendo le immagini di Sid che si spacca la gamba la sera successiva a Sinn… Sul ring, Flair, torna appena in tempo per l’ultimo PPV della storia della WCW, Greed, prendendo parte a un match che lo vedeva in tag con Jeff Jarrett affrontare i Rhodes, padre e figlio, match tra l’altro perso dal Nature Boy. Siamo arrivati alla fine della WCW. Il fallimento e l’acquisto della federazione da parte di Vinnie O’ Mac e Flair che ha l’onore di prender parte al main event dell’ultima edizione di Nitro, contro Sting. Un match accademico che vede Ric soccombere alla Scorpion Deathlock.

Ma Flair non finisce insieme alla WCW. Si procura infatti il 50% del pacchetto azionario che era in mano ai figli di Vince proclamandosi co-proprietario della WWF! Indice per Vengeance 2001, storico PPV, un torneo che assegnasse il titolo indiscusso di campione del mondo che vide partecipare Stone Cold, The Rock, Angle e Y2J, con Jericho che a sorpresa, ma con pieno merito, batte in finale Stone Cold laureandosi primo undisputed champion della storia. Come però si può immaginare la convivenza Flair-Mc Mahon alla presidenza della WWF non è delle più facili, tanto che Vince sfida Flair in un match Hardcore per la Royal Rumble del 2002 e se Flair avesse perso sarebbe stato costretto a cedere la sua parte di proprietà a Vince. Il match fu godibile e ovviamente Flair non perse. Ma Flair non potè nulla quando Taker lo sfidò. Taker, fedelissimo di Vince Mc Mahon, disapprovava il ruolo di Flair all’interno della federazione e a WMXVIII dà al Nature Boy una sonora lezione, nonostante Arn Anderson avesse tentato di aiutare il suo amico di sempre… Vista l’atmosfera insostenibile sembra sensata una sola decisione: dividere il roster. Fu così in una indimenticabile edizione di RAW prese luogo lo storico draft. Flair e Mc Mahon avevano diritto di scegliere a turno un wrestler fino a formare il proprio roster: Flair era proprietario di RAW, mentre Vince Mc Mahon di Smackdown! Questa situazione di proprietà divisa durerà però ancora poco e Vince riuscirà ad accaparrarsi tutta la proprietà della federazione, mantenendo però in piedi i due roster e affidandoli a due General Manager: Eric Bischoff per RAW, suo figlia Stephanie per SD! Flair torna allora al wrestling attivo, instaurando un bel feud con Y2J, che nel frattempo aveva perso la cintura assoluta. Flair avrà la meglio a Summerslam, ma nell’evento successivo, in match valido per la cintura Intercontinentale (che Flair non possederà mai in carriera) Jericho gioca sporco e batte furbescamente il giocatore più sporco del mondo (the dirtiest player in the world, altro appellativo storico di Flair). Ma ecco che dalla mente di Flair sta nascendo qualcosa… Flair individua infatti in Triple H un suo erede designato e aiutandolo a mantenere il titolo di campione di RAW contro RVD, the Nature Boy dà il la alla formazione della stable che ha caratterizzato la WWE dal 2002 ad oggi: l’Evolution. Certo, RVD non la prese bene e a No Mercy si prese la vendetta battendo Ric in un match non entusiasmante.

Nel 2003 l’Evolution avrà la sua affermazione e Flair si esibirà anche in match indimenticabili, come quello per il titolo contro lo stesso HHH, che gli volle regalare come riconoscimento questa chance. Il match si svolse durante un’edizione di RAW a Charlotte, North Carolina, paese natale di Flair. Incontro indimenticabile in cui Flair dette il meglio di se stesso pur perdendo. Alla fine, off-air, grandissima festa per un Ric Flair 53enne che dichiarò che sul ring si sente sempre come un ragazzo di 20 anni. Oppure il match a Bad Blood contro HBK. Grande incontro con tanto di bump sul tavolo per Flair che strappò la vittoria grazie all’interferenza di un Orton proiettato nella sua nuova gimmick di legend killer (e HBK capitolerà poi anche a Orton). Nello stesso anno, a Summerslam 2003, Flair sarà di nuovo utilissimo alleato di HHH, aiutandolo a mantenere la cintura nella seconda elimination chamber della storia (nella prima, Survivor Series 2002, HHH cedette la cintura a HBK). Famoso un siparietto in cui Flair era intento a procurare a Goldberg un clamoroso Blade Job. Ma il 2003 non è privo di cinture per Flair. Riuscirà infatti con Batista a strappare quelle di coppia ai Dudleyz, con un misto di furbizia e mestiere. Ciò a conferma del fatto che l’Evolution è una stable che funziona. In quel periodo infatti l’Evolution possedeva 4 cinture per 4 membri: tag per Flair e Batista, IC per Orton e WHC per Triple H.

Nel 2004 Flair parteciperà ancora con Batista alla Royal Rumble, riuscendo a sconfiggere i Dudleyz in table match e rimanendo campioni di tag. Cintura poi girata a RVD e Booker-T e poi ancora ripresa e di nuovo persa, stavolta in favore di Benoit (che era anche campione WHC in quel momento) e Edge (di ritorno da un lungo stop per infortunio). Nel frattempo però v’era stato il segmento appassionante del feud tra Orton e Foley che coinvolse l’intera Evolution e anche The Rock, tanto che a WMXX prese luogo un bell’handicap match che vedeva appunto opporsi l’Evolution (Orton, Flair & Batista) e i Rock’n’Socko Connection. Flair resistette ad un people’s elbow e Orton schienò Foley dopo la sua RKO, regalando al team di Flair la vittoria. Flair è sempre più legato alle vicende dell’Evolution e i mesi a venire verranno caratterizzati dagli incontri-scontro con Eugene e William Regal. Inoltre Flair si impegna in un match ben combattuto contro lo Hurricane, stipulato a causa di una diatriba Helms e Flair stesso. Ma presto Flair è di nuovo nel main-event. Infatti l’ormai ex membro dell’Evolution Randy Orton, lo sfida dicendogli che il ruolo di leccapiedi di Triple H è indegno per una leggenda del suo calibro. Flair viene toccato nell’orgoglio e ne nascono i presupposti per un bellissimo cage match svoltosi a Taboo Tuesday. Anche Flair fu inserito tra le leggende “uccise” dal Legend Killer, ma uscì dal match a testa alta e abbracciando Orton. Però Flair presto torna sui suoi passi: non voleva infatti disgregare del tutto la sua creatura: l’Evolution, tanto da battere di nuovo Orton impedendogli per la stipulazione del match di poter affrontare HHH per la cintura assoluta.

Siamo al 6 dicembre 2004, quando in una edizione di RAW a Charlotte, casa di Flair, il Nature Boy è costretto a non potersi esibire davanti al suo pubblico a causa di problemi di natura fisica. La prima apparizione degna di nota nel 2005 avviene durante New Years Revolution, il main event è un’elimination chamber che vede impegnati HHH, Jericho, Benoit, Edge, Orton e Batista. HHH arriva in finale con Orton allora Flair distrae l’arbitro speciale HBK permettendo a Batista di colpire Orton con una devastante clothesline e ad HHH di eseguire il Pedigree vincente. A fine macth l’Evolution festeggia a centro ring il decimo titolo di the Game. Ma i guai per l’evolution solo solo all’inizio: infatti, Batista, inizia a mirare al world heavyweight championship di HHH. Alla Royal Rumble HHH affronta e sconfigge Orton da solo (visto che l’Evolution era bandita da bordoring) mentre  sia Flair che Batista partecipano alla rissa reale entrando rispettivamente col numero 30 e 28. Flair all’inizio sembra allearsi con Batista ma, appena l’animale si distrae, il Nature Boy tenta di eliminarlo (senza successo però). E alla fine è proprio Batista ad aggiudicarsi la rumble... e andrà a WM 21 a sfidare chi? Nelle settimane successive HHH tenta di convincere Batista ad andare a Smackdown ed affrontare JBL per il titolo WWE. Ma prima della firma del contratto Batista scopre il complotto ordito alle sue spalle dagli stessi HHH e Flair per non farlo restare a Raw e, prima finge di firmare per il match contro JBL, ma poi, rivela le sue intenzioni stendendo Flair e somministrando a HHH una Batista Bomb sul tavolo. Poche settimane dopo, a Charlotte, Ric Flair viene chiamato all’ardua impresa di affrontare Batista. Il match è abbastanza a senso unico nonostante le continue interferenze di HHH. Infatti Batista si libera del 16 volte campione del mondo con una Batista Bomb. Si arriva così a WM 21 dove HHH (con Ric Flair come manager) affronta Batista. Anche stavolta le continue interferenze di Flair non impediscono a Batista di vincere per la prima volta il titolo di campione dei pesi massimi. 

Ric Flair continua ad avere un ruolo secondario nel feud tra HHH e Batista. I due si riaffrontano a Backlash e anche qui Batista conserva il titolo. Allora HHH si prende un piccolo periodo di stop e Flair ha la possibilità di dimostrarsi ancora quel grande wreslter che è. Affronta prima Tomko poi Christian sconfiggendoli entrambi ma quest'ultimo non gradisce la sconfitta: parte un pestaggio ai danni del Nature Boy ma arriva The Animal a salvare il suo ex-amico. Allora Flair ricambia il favore quando Batista affronta Edge per il titolo: l’arbitro è a terra e arrivano Christian e Tomko a dar man forte a Edge ma Flair si precipita sul ring stendendoli entrambi e permettendo a Batista di eseguire la micidiale Batista Bomb ai danni di Edge. A fine match i due si abbracciano ma parte la musica di the Game!!!!! HHH arriva sullo stage con lo sledgehammer e Flair colpisce Batista con un low blow permettendo al suo miglior amico di massacrare l’Animale. Questo porta ad una altro match: un Hell in a Cell a Vengeance. Ma, per la terza volta consecutiva, HHH finisce vittima della Batista Bomb. Allora HHH si prende un periodo di meritato riposo mentre Flair continua ad essere presente a Raw. Flair affronta Angle la sera dopo Vengeance ma è l’eroe olimpico a spuntarla grazie alla sua Ankle Lock alla fine di un bellissimo match. Flair torna poi a settembre durante il Carlito’s Cabana: subito scintille tra il campione intercontinentale e il Nature Boy.. addirittura Carlito sputa la mela in faccia a Flair che non esita a massacrarlo e costringerlo alla fuga. Interviene al Carlito’s Cabana anche la settimana successiva quando Masters e Carlito iniziano a pestare HBK: alla fine sono proprio Ric e HBK a festeggiare sul ring. Ne scaturisce così un tag team match tra HBK e Flair vs Masters e Carlito. Ma prima che il match inizi Flair viene trovato in un lago di sangue nel backstage. Allora si trasforma in un handicap match. Nelle fasi conclusive Flair torna ancora bendato e sanguinante ma prima che applichi la figure 4 leg lock a Masters, Carlito lo colpisce con un low blow e Chris lo fa cedere alla Masterlock.

Ma Flair interviene di nuovo al Cabana quando Carlito stava per sputare la mela ad Ashley e lo avvisa che: "Carlito is going to school!". Infatti ad Unforgiven Carlito dovrà difendere il titolo IC dall’assalto del Nature boy. Ad Unforgiven il match è abbastanza godibile e, proprio quando Carlito mastica la mela, Flair lo colpisce e riesce ad imprigionarlo nella figura 4 e vincere per la prima volta nella sua carriera il titolo IC. Flair lo difende la sera dopo dall’assalto dell’ex detentore Carlito ma anche qui Flair applica la Figure 4 e, appoggiandosi alle corde, fa cedere Carlito. Ma Carlito non gradisce la sconfitta così assieme a Masters pesta il Nature boy durante un’intervista con Maria. Nella puntata di Raw del 3 ottobre HHH fa il suo ritorno a fianco di Ric Flair contro Masters e Carlito: il match è a senso unico! Alla fine Flair impedisce a Masters di colpire HHH con lo sledgehammer mentre lui esegue il Pedigree su Carlito. Ma a fine match HHH massacra selvaggiamente Flair. HHH spiegherà l’accaduto dicendo che lui soffre nel vedere Ric Flair nel suo nuovo apice di mediocrità. A Tabbo Tuesday i fan votano per uno steel cage valido per il titolo IC e a grande sorpresa è proprio Flair a vincere uscendo dalla gabbia. Ma HHH non gradisce la sconfitta e alla fine di un match (vinto da Flair) tra il Nature Boy e Conway arriva e tenta di strangolarlo con una catena. Allora Bishoff sancisce un Last Man Standing per Survivor Series. Al ppv il match tra Flair e Triple H è davvero durissimo e si trasforma presto in un bagno di sangue: Ric resiste a ben tre Pedegree, ma alla fine deve capitolare sotto i colpi dello Sledgehammer di HHH. The Nature Boy, seppur sconfitto, esce dunque a testa alta.

Pochi giorni dopo, fatti che nulla hanno a che fare col wrestling turbano la vita di Flair: sua moglie Beth chiede, infatti, il divorzio, definendo tra l’altro Ric un poco di buono, che ama alcool e droghe; probabilmente a causa dello stress derivato da questo episodio, Flair, dopo un incidente automobilistico, finisce per fare a botte con un altro conducente, venendo così fermato dalla polizia. Nell’edizione di Raw del 5 dicembre Edge e Lita salgono sul ring, prendendo platealmente in giro Flair per quanto gli era accaduto. La settimana successiva The Nature Boy torna in azione, venendo sconfitto da Kurt Angle in un match valido come qualificazione all’Elimination Chamber di New Year’s Revolution. Dopo il match Flair viene nuovamente canzonato da Edge, il quale sostiene che gli unici scontri che Ric può ormai vincere sono quelli contro gli altri automobilisti. Flair torna alla vittoria il 19 dicembre quando, nella puntata di Raw andata in onda dall’Afghanistan, sconfigge Jonathan Coachman, mantenendo il titolo Intercontinentale. Il 2 gennaio, però, Ric viene nuovamente umiliato da Edge, il quale mostra un filmato di se stesso, travestito da Flair, mentre malmena uno sfortunato automobilista. A New Year’s Revolution Ric Flair sconfigge Edge per squalifica, mantenendo l’IC title, ma nella stessa serata Edge si rifà ampiamente: schiena infatti John Cena, diventando per la prima volta WWE Champion. Solo una sera dopo il ppv, Ric Flair accorre a interrompere la Live Sex Celebration di Edge e Lita, venendo però colpito con una sediata dal lottatore canadese. Per chiudere una volta per tutte la loro rivalità, Edge e Ric Flair si affrontano, nella puntata di Raw del 16 gennaio, in un TLC match valido per il titolo WWE: pur non riuscendo a ottenere vittoria e titolo, Ric è autore di una prestazione fantastica, dimostrando, a 57 anni, di poter essere ancora protagonista, anche in pericolosi match a stipulazione speciale. The Nature Boy si prende una piccola rivincita la settimana successiva quando, insieme a John Cena, sconfigge Edge e Chris Masters.

Alla Royal Rumble 2006 Ric Flair entra con il numero 5, ma viene eliminato, dopo nemmeno un minuto, dal suo nemico Triple H. Lo stesso HHH sconfigge Flair a Raw, nel corso di un torneo che assegnava una title shot per Wrestlemania. Il momento non troppo positivo per Ric continua, quando, nell’edizione di Raw del 20 febbraio, viene battuto da Shelton Benjamin, che pone così fine al lungo regno da campione Intercontinentale del Nature Boy. La riscossa, però, non tarda ad arrivare: solo una settimana dopo, infatti, Ric Flair sconfigge Carlito, guadagnandosi così un posto nel “Money in the Bank” Ladder match, previsto per Wrestlemania 22. Il 6 marzo Flair prova a riconquistare la cintura Intercontinentale, ma riesce a battere Shelton Benjamin solamente per squalifica. Nel frattempo nascono contrasti sempre più forti tra Flair, lo stesso Benjamin e Rob Van Dam; ovvero i partecipanti al Money in the Bank per quanto riguarda il roster di Raw. I tre arrivano a confrontarsi a parole nella puntata del 27 marzo, qui ciascuno di loro promette la vittoria. Il 2 aprile, a Wrestlemania 22, Rob Van Dam batte Ric Flair, Shelton Benjamin, Finlay, Lashley e Matt Hardy, in un match molto spettacolare. La prestazione di Ric è comunque, ancora una volta, encomiabile: The Nature Boy viene, infatti, inizialmente trasportato fuori dal ring per infortunio, ma verso la fine rientra, giocandosi la vittoria sino all’ultimo. Il giorno seguente Flair sale sul ring di Raw per ringraziare i suoi tifosi, che lo hanno sempre sostenuto. A interrompere le parole del sedici volte campione del mondo si presenta, però, un uomo che parla una lingua mista tra inglese e spagnolo: questi dice di chiamarsi Armando Alejandro Estrada e di essere il manager di un nuovo wrestler, che cambierà la faccia di raw, Umaga. Il bulldozer samoano, dopo l’introduzione del suo manager, arriva immediatamente sul ring, si avventa su Flair e lo lascia esanime al suolo. Ric si prende una piccola rivincita quando, nell’edizione di Raw del 24 aprile, attacca Umaga e lo costringe alla fuga. A Backlash nella resa dei conti tra i due, però, il lottatore proveniente dalle isole del Pacifico fa valere tutta la sua potenza: Flair, dopo pochi minuti di match, deve così soccombere alla micidiale Samoan Spike.

The Nature boy, dopo questa dura sconfitta, si prende un periodo di pausa e si ripresenta a Raw solo nel corso della puntata del 12 giugno, quando interrompe un promo di Mick Foley. Trai i due non correva buon sangue da anni, come testimoniato anche dai rispettivi libri: Ric, infatti, non considera Foley una leggenda del ring, ma solamente uno stuntman glorificato, divenuto famoso a causa delle sue cadute dalla gabbia. A Vengeance Ric Flair sconfigge Mick Foley in un 2 on 3 falls, dopo il match, però, il sedici volte campione del mondo subisce l’attacco della leggenda hardcore, che lo colpisce con la sua classica mazza avvolta nel filo spinato. Già nell’edizione di Raw immediatamente successiva al ppv, Flair chiede a gran voce di potersi vendicare di Foley, e vuole farlo sul terreno del rivale, quindi in un match in cui tutto sarebbe stato lecito. Il 10 luglio Ric sfida nuovamente Foley, ma viene interrotto da Paul Heyman, che lo invita allo show ECW in programma la notte successiva, per affrontare il campione The Big Show. Flair non si fa pregare e si presenta nel brand più estremo di tutta la WWE: pur non riuscendo a sconfiggere il gigante, Ric è autore, ancora una volta, di una prestazione fantastica, finendo addirittura per cadere su delle puntine. Il 24 luglio, dopo l’ennesima dichiarazione bellicosa lanciata verso Mick Foley, il Nature Boy fa coppia, nel main event della puntata, con John Cena per sconfiggere Edge e Johnny Nitro. Il 7 agosto, dopo settimane di discorsi e di sfide lanciate, Mick Foley accetta finalmente di scontrarsi ancora una volta con Flair: il match si sarebbe tenuto a Summerslam e sarebbe stato un “I Quit”, come quello che lo stesso Flair combattè nel 1989 contro il mentore di Mick Foley, ovvero Terry Funk. Nell’edizione successiva di Raw, il Nature Boy viene aggredito da Foley alla conclusione del suo match con Johnny Nitro; Flair si rifà, però, allo show ECW della notte seguente, quando attacca la leggenda hardcore, prendendosi l’ultima parola prima del match in ppv. A Summerslam l’incontro si rivela, come da previsioni, violentissimo e il sangue inizia molto presto a scorrere: la vittoria va a Flair quando Foley pronuncia le parole “I Quit” per salvare non se stesso, ma la sua amica Melina, che intervenuta a bordoring, stava per essere colpita dal Nature Boy.

Archiviato positivamente il feud con Foley, Flair, nella puntata di Raw immediatamente successiva a Summerslam, affronta Randy Orton: Ric, a causa della stanchezza derivata dagli sforzi del giorno precedente, viene ben presto colpito dalla RKO e schienato, ma, poiché il Legend Killer continua a malmenarlo anche dopo la conclusione del match, l’arbitro cambia decisone, assegnando d’ufficio la vittoria al Nature Boy. Dopo due settimane di sosta Flair si ripresenta a Raw il 4 settembre, ma viene, nuovamente, interrotto da Armando Alejandro Estrada e attaccato da Umaga; fortunatamente questa volta Kane viene in suo soccorso. La settimana seguente Ric affronta dunque Umaga, ma il match termina in No Contest dopo un’altra interferenza di Kane, che attacca nuovamente il bulldozer samoano. Nell’edizione di Raw successiva a Unforgiven, ppv a cui Flair non partecipa, Ric affronta e sconfigge Johnny della Spirit Squad, stable che detiene i titoli di coppia.


Realizzazione a cura di Merio "The Butcher" Martinelli

Aggiornata al mese di Ottobre 2006 a cura di Mattia "Heart-Break-Kid" Fariselli