Vero
Nome: Roy Wayne Farris
Data di nascita: 25 Gennaio 1953
Debutto nel
Pro: 1978
Luogo
di nascita: Memphis,
Tennessee
Altezza: 185 cm
Peso:
GLI ESORDI E IL DEBUTTO DA
FACE
Roy Wayne Farris debutta nel mondo del
wrestling all’età di 25 anni nelle federazioni di Memphis. In seguito, grazie al
cugino Jerry the king Lawler, ottiene un breve stint nella AWA, fin quando
riceve la chiamata da parte della WWF. Dopo alcune apparizioni negli
house show, effettuate da campione nord americano della Stampede Wrestling
(federazione nella quale stava militando saltuariamente), si fa conoscere dagli
spettatori americani durante la puntata di wrestling challenge del 28 settembre
1986, interpretando il sosia di Elvis Presley. Il suo comportamento da face
non entusiasma il pubblico, e Vince McMahon decide di affiancargli Jimmy Hart
come manager, segnando il passaggio ad heel, durante l’episodio di Wrestling
challenge del 14 dicembre.
L’ASCESA E IL REGNO
INTERCONTINENTALE
Il nuovo atteggiamento
sbruffone e irritante, unito alle pessime performance canore esibite sul ring
per imitare il suo idolo, lo rendono uno dei personaggi più odiati dell’epoca,
portandolo negli alti ranghi della federazione. Entra in rivalità con Jake
the snake Roberts al quale, durante un’intervista allo Snake’s pit, distrugge la
chitarra in testa. Il colpo ricevuto da Jake risulterà talmente duro da
infortunarlo realmente, dando inizio ai suoi problemi per abuso di
antidolorifici prima e di droghe poi, usati per evitare di non partecipare a
Wrestlemania III. Proprio a Wrestlemania 3,
Honky tonk man riesce a sconfiggere il serpente, diventando un degno pretendente
al titolo intercontinentale, passato nella stessa serata dalla vita di Macho Man
a quella di Ricky Steamboat. Jake riuscirà a prendersi una piccola rivincita nel
post match, attaccando il rivale col fido Damian, mentre il cantante Alice
Cooper si occupava di Jimmy Hart. L’opportunità per il titolo
IC gli capita il 2 giugno 1987, durante le registrazioni di Superstars (la
puntata andrà in onda il 20 giugno) e, in un match di soli 4 minuti, riesce a
sconfiggere The Dragon, spostandosi all’ultimo da un doppio schienamento. Per anni sono state
alimentate voci concernenti il fatto che Honky Tonk Man fu scelto all’ultimo
momento come rimpiazzo di Butch Reed, che non si presentò all’arena. In realtà,
si può notare tranquillamente “The natural” festeggiare assieme agli altri heel
la vittoria di Honky nello spogliatoio. Questo mito è stato alimentato dal fatto
che Reed aveva tenuto molti match contro Steamboat negli house show, ma fu
sfatato, oltre che dalle immagini tv, anche da un’intervista shoot dello stesso
Butch che negò la veridicità di questa storia.
Il suo primo rivale da campione diventa l’ex detentore della cintura, ovvero Randy Savage, in procinto di passare a beniamino del pubblico. Durante Saturday night’s main event 12, in onda il 3 ottobre 1987, Honky viene sconfitto da Savage per squalifica, non facendogli ottenere quindi la cintura, situazione che caratterizzerà il suo regno titolato. Ma il match in sé rimarrà un pezzo importante nella storia della federazione in quanto, con l’aiuto della Hart Foundation, il campione colpirà Macho Man con la chitarra, dopo il tentativo di Miss Elizabeth di frapporsi tra loro, e quest’ultima riuscirà ad ottenere l’aiuto di Hulk Hogan, dando vita ai Megapowers. A wrestlemania 4, sarà Brutus the Barber Beefcake a sconfiggere il campione intercontinentale, ma ancora una volta solo per squalifica. Brutus riesce ad ottenere un rematch per Summerslam ma, pochi giorni prima, viene infortunato (storyline) da Outlaw Ron Bass, perdendo l’occasione di laurearsi campione (lo stesso avverrà due anni dopo, ma per il grave e reale incidente che Beefcake subì durante un’esibizione di sci nautico). Rimasto senza sfidante, Honky lancia un’open challenge per il ppv estivo, affermando di non aver paura di nessuno, e che non vorrà conoscere il suo avversario sino al momento dell’incontro. Purtroppo per lui, la sfida fu raccolta da un Ultimate Warrior che stava bruciando le tappe e che, in pochi secondi, pose fine al più lungo regno intercontinentale della storia (1 anno, 2 mesi e 27 giorni).
LA CADUTA ED IL DUO CON GREG
VALENTINE
La sconfitta così bruciante
fu una punizione voluta da Vince McMahon nei confronti di Honky Tonk Man,
sembrerebbe per motivi contrattuali. Da quel momento la carriera del sosia del
re del rock’n’roll subirà una brutta sterzata negativa. Dopo un ulteriore periodo da
singolo, in cui collezionerà solo sconfitte, forma i Rhytm’n’blues con Greg
Valentine. I risultati, nonostante la buona prova sostenuta a wrestlemania 5
contro la Hart Foundation, non cambieranno. A Summerslam 1989 combatte un
match singolo contro il neo arrivato Dusty Rhodes, subendo l’ennesima sconfitta. Con Valentine si esibisce a
wrestlemania 6 in una “performance” canora, col solo risultato di essere
interrotti dai Bushwackers. Riuscirà in qualche modo ad
entrare ancora nella storia del wrestling, facendo parte del Million Dollar Team
che, alle Survivor Series 1990, vedrà tra le sue fila il debutto di uno storico
personaggio del mondo del wrestling: Undertaker.
L’ADDIO ALLA WWF E GLI ULTIMI
ANNI
Viene annunciato come
partecipante alla Royal Rumble 1991 ma, poco prima di essa, lascia la
federazione. Effettua qualche apparizione
in federazioni indipendenti fino al 1994, anno in cui debutta in WCW mantenendo
lo storico nome di Honky Tonk Man. Purtroppo per lui i momenti di gloria sono
finiti, e viene rilasciato dopo pochi mesi da Eric Bischoff. Nel 1997 fa il suo ritorno
nella WWF, prima in qualità di commentatore di Raw e, in seguito, quale manager
di Billy Gunn, rinominato Rockabilly. Parteciperà alla Royal Rumble
1998 in sostituzione di Triple H (dal quale si farà accompagnare al ring, assieme
a Chyna) resistendo per 20 minuti prima di essere eliminato da Vader. Tornerà successivamente sugli
schermi televisivi alla Royal Rumble 2001, entrando a sorpresa e subendo una
veloce eliminazione da parte di Kane. Nonostante l’età, continua ad
esibirsi nelle federazioni indipendenti, tornando one night only in WWE per
sfidare, a Cyber Sunday 2008, il campione intercontinentale Santino Marella,
impegnato nell’angle dell’Honk-a-meter, col quale l’italiano contava i giorni
mancanti al superamento del record di "regno più lungo da campione
intercontinentale" detenuto proprio, come abbiamo già detto, dal nostro Honky
Tonk Man. Ottiene la vittoria, ma alla maniera con la quale ha spesso
mantenuto lui stesso la cintura, cioè per squalifica. Il giorno prima di
Wrestlemania 25 introduce l’amico Koko B.Ware nella WWE Hall Of Fame (evento al
quale ha presenziato anche il sottoscritto, con tanto di foto ed autografo),
nella quale, prima o poi, sarà d’obbligo anche la presenza del “più grande
campione intercontinentale di tutti i tempi”.
Realizzazione a cura di Daniele "Fuso" Fusetto