Vero nome: Alvin Burke
Data di nascita: 23 ottobre 1973
Luogo di nascita: Liberty City (Miami), Florida
Altezza: circa 1.90 m
Peso: circa 115 kg
Precedenti identità: Antonio Banks
Mossa finale: The Playmaker
Altre mosse tipiche: big boot, knee drop, running low kick

Titoli Vinti:
WWE United States Title


Alvin Burke nasce a Liberty City, nei pressi di Miami, il 23 ottobre 1973. Il sobborgo in cui Alvin cresce non è certo dei migliori e il ragazzo si trova così ad avere problemi con la giustizia sin dalla giovane età. Nel 1990 Burke viene infatti arrestato per rapina a mano armata e finisce in carcere: riconquista definitivamente la libertà solo nel 1999 con il proposito di cambiare vita e, per farlo, decide di provare a intraprendere una carriera da lottatore di wrestling professionista. Dopo un periodo di allenamento sotto la guida dell’ex lottatore WCW Norman Smiley e dopo aver scelto il ring name di Antonio Banks, Alvin Burke inizia così a combattere nelle varie federazioni sparse per gli Stati Uniti: il 20 aprile 2003, a TNA Xplosion, Banks viene battuto da Eric Watts, mentre il 24 giugno ha addirittura l’opportunità di esibirsi in un dark match precedente all’edizione di WWE SmackDown, venendo sconfitto proprio dal suo ex allenatore Norman Smiley. Meno di due mesi dopo, invece, il futuro MVP lotta nello show principale della TNA, Impact, perdendo, in coppia con Sal Rinnauro, da un grande tag team come quello degli America’s Most Wanted.

Nei mesi successivi Antonio Banks si segnala principalmente in due federazioni non di primissimo piano, ma fondamentali per la sua crescita: la NWA Florida e la Full Impact Pro (FIP). Nella prima Banks ottiene quasi solamente successi, tra cui quello del 10 dicembre 2004 contro Lex Lovett e quello dell’11 giugno 2005 contro Ron Niemi. E’ alla FIP, tuttavia, che il nome di Antonio Banks inizia a diventare importante: in questa compagnia ha infatti l’opportunità di affrontare lottatori già noti, come CM Punk, da cui viene battuto il 7 gennaio 2005, ma soprattutto, grazie all’affermazione su Scoot Andrews, ottiene una shot al FIP Heavyweight Title, detenuto da Homicide. Il match valido per la cintura si tiene allo show Ring of Honor del 19 febbraio e purtroppo Banks non riesce a imporsi. Nella primavera del 2005, sempre alla FIP, Antonio Banks ha un breve feud con Sean e Phil Davis, denominati Heartbreak Express. Il 24 giugno Banks fa quindi coppia con Don Juan per affrontare il tag team rivale, ma viene inaspettatamente tradito dal compagno, che si allea con i suoi due nemici. Solamente una sera dopo, tuttavia, Antonio Banks fa team con la Ring Crew Express per sconfiggere proprio Don Juan e gli Heartbreak Express. Con il sopraggiungere dell’estate il wrestler di colore compare spesso anche alla Coastal Championship Wrestling: in questa federazione ottiene, il 12 agosto, il successo in un Triple Threat match comprendente anche Mikey Batts e Lex Lovett, mentre la sera successiva conquista una prestigiosa affermazione battendo Jerry Lynn.

Il 29 agosto Antonio Banks torna ad effettuare un tryout con la WWE, venendo battuto, in un dark match precedente all’edizione di Raw, da Mideon. Nella stessa settimana Antonio lotta anche prima dei tapings di SmackDown, perdendo nell’occasione, in tag con Buck Quartermain, dagli Shane Twins, conosciuti poi con la sfortunata gimmick dei Gymini. Le esibizioni di Banks suscitano apprezzamento nella dirigenti di Stamford, che gli offrono così un contratto di sviluppo, inviandolo alla Deep South Wrestling. Prima di dedicarsi esclusivamente alla DSW, Antonio Banks effettua le sue ultime apparizioni nelle indies, tra cui spicca sicuramente quella del 10 settembre 2005 nello show Wrestle Reunion, dove perde da una leggenda come Jake “The Snake” Roberts. Il 3 novembre 2005 Banks lotta il suo primo match alla Deep South Wrestling, venendo sconfitto da Kid Kash. Le sue prime settimane nella nuova realtà sono piuttosto faticose, poiché viene battuto anche da Palmer Cannon il 15 dicembre. Il 22 dicembre è invece un giorno decisivo per la carriera del wrestler di colore, dal momento che fa il suo esordio con la fortunata gimmick di “MVP” Montel Vontavious Porter, imponendosi inoltre su Ray Gordy. Con il sopraggiungere del nuovo anno Porter forma un tag team con Eric Perez: il 20 aprile, dopo aver avuto la meglio su Damien Steel e Ray Gordy, i due annunciano la loro intenzione di conquistare i titoli di coppia della federazione. Solamente una settimana dopo, tuttavia, vengono sconfitti dagli High Impact, in un risultato che si replica anche nello show del 25 maggio. L’1 giugno MVP e Perez si riscattano, battendo i Major Brothers, mentre sette giorni dopo Montel si impone in un match uno contro uno su Brett Major.

La prima apparizione di Montel Vontavious Porter a SmackDown si ha in pompa magna il 4 agosto: MVP si presenta elegantemente vestito e ricco di gioielli, dando mandato al suo agente di trattare con il General Manager Theodore Long per un suo eventuale contratto. Una settimana dopo Porter ha l’occasione di conquistare il titolo massimo DSW, ma viene battuto dal campione Ryan O’Reilly a Six Flags. Per i mesi di agosto e settembre MVP compare settimanalmente a SmackDown, ma ovviamente (non avendo ancora firmato un contratto secondo la storyline) non combatte, limitandosi a sostenere ripetutamente di meritare un ingaggio degno dei big, un ingaggio da MVP insomma. In questo periodo Porter non abbandona comunque la DSW, venendo sconfitto il 9 settembre addirittura da Ric Flair. Il 27 settembre la telenovela legata a MVP arriva finalmente a termine: Theodore Long tiene infatti una press conference in diretta su WWE.com, annunciando di aver raggiunto un accordo per far diventare Montel Vontavious Porter un lottatore di SmackDown. Una piccola postilla a riguardo: l’hype con cui il sito WWE presentò nei giorni precedenti il grande annuncio di Theodore Long non era esente da richiami sarcastici a quanto avvenuto pochi giorni prima in TNA, dove era stato annunciato a sorpresa l’arrivo dell’ex campione WWE Kurt Angle.

A No Mercy 2006 MVP effettua così il suo debutto ufficiale su un ring della federazione di Stamford, presentandosi con uno strano costume intero che lo caratterizzerà di lì in avanti, e avendo la meglio sul carneade Marty Garner. Nell’edizione seguente di SmackDown iniziano tuttavia le grane per Porter, che viene sfidato da Kane, fresco di arrivo nello show blu dopo aver perso un Loser Leaves Raw match contro Umaga. Porter affronta così la Big Red Machine, ma, resosi conto della grande forza dell’avversario, si fa intenzionalmente contare fuori. Una settimana dopo copione molto simile, con Montel che lotta contro Kane e si procura volontariamente una squalifica eseguendo un colpo basso. Il 3 novembre MVP fa coppia con Mr. Kennedy, ma i due vengono nettamente battuti dai Brothers of Destruction: Kane e The Undertaker. Il riscatto di Montel arriva dapprima quando, grazie all’aiuto proprio di Mr. Kennedy, sconfigge Kane in uno Street Fight, e poi quando si impone sempre sulla Big Red Machine, senza alcun aiuto esterno, il 24 novembre in uno Steel Cage match. A Survivor Series MVP ha un battibecco nel backstage con Mr.Kennedy e decide di interferire a suo sfavore nel First Blood match che vedeva il wrestler del Wisconsin opposto a The Undertaker. I piani di Porter non riescono però alla perfezione e così MVP, con il suo run-in, causa la vittoria di Kennedy. Più tardi nella serata l’atleta di colore partecipa a un classico match a eliminazione cinque contro cinque, venendo però eliminato dopo pochi minuti dalla Five Star Frog Splash di Rob Van Dam.

Nella puntata di SmackDown successiva all’evento MVP affronta The Undertaker, in una sfida terminata in No Contest, e apprende inoltre che ad Armageddon si sarebbe trovato di fronte nuovamente Kane, questa volta in un Inferno match. Il 17 dicembre, al ppv, Porter disputa un buon incontro, ma la Big Red Machine fa valere la sua maggior esperienza in questa particolare tipologia di contesa e riesce così a imporsi. Il 12 gennaio 2007 MVP, affrontando Big Vito, prende parte al torneo SmackDown Sprint, una competizione le cui regole prevedevano che la superstar che si fosse imposta nel suo incontro nel più breve tempo avrebbe ottenuto una shot per il World Heavyweight Title alla Royal Rumble. Porter non è tuttavia nelle migliori condizioni fisiche, risentendo ancora delle ustioni dell’Inferno match, e non riesce dunque a ottenere la shot, dovendosi così accontentare di partecipare alla Rissa Reale. Proprio nel corso della rissa MVP non sfigura affatto, venendo eliminato solo per quartultimo dal vincitore The Undertaker. Le settimane seguenti si rivelano piuttosto anonime per MVP, fino a No Way Out, quando viene inserito in un Six man tag team match in cui fa squadra con gli MNM per affrontare il campione U.S. Chris Benoit e gli Hardy Boyz. La vittoria va al team rivale, ma MVP è autore di una buona prestazione, tanto da guadagnarsi la possibilità di competere in un Triple Threat di qualificazione per il Money in the Bank Ladder match di Wrestlemania contro Finlay e Chris Benoit. Nell’occasione il successo va all’irlandese grazie al pin eseguito proprio su Benoit e così MVP, arrabbiato per aver perso senza essere stato schienato, sfida The Crippler per un match a Wrestlemania con in palio il titolo degli Stati Uniti.

Le settimane precedenti all’evento vedono Porter affrontare e sconfiggere facilmente presunti campioni di wrestling provenienti da stati non certo ricchi di tradizione, come il Liechtenstein, l’Honduras e l’Etiopia. A Wrestlemania 23 le cose vanno però in modo del tutto diverso, poiché Chris Benoit sfrutta le sue grandi capacità tecniche e schiena MVP dopo il Flying Headbutt. La prestazione messa in scena da MVP è tuttavia probabilmente la migliore della sua carriera e gli serve così, oltre che a zittire diversi critici, a ottenere una nuova opportunità titolata per Backlash. Il 13 aprile, a SmackDown, Montel sconfigge Chris Benoit in un No Title match, ma al ppv la cintura gli sfugge ancora una volta, poiché il canadese è abile a imporsi con un roll-up. Nell’edizione di SmackDown del 4 maggio MVP reclama a gran voce una nuova shot per lo U.S. Title: il General Manager Theodore Long gli dice che la otterrà solamente se riuscirà a battere Kane nel main event della puntata. L’atleta di colore raccoglie la sfida e, grazie all’interferenza di William Regal e Dave Taylor, sconfigge la Big Red Machine, garantendosi una nuova opportunità per Judgment Day, questa volta in un 2 on 3 Falls match. Nello SmackDown del 18 maggio MVP compie un ottimo allenamento battendo Matt Hardy (e non sarà l’ultima volta che avrà a che fare con lui), ma è a Judgment Day che stupisce tutti, imponendosi chiaramente con il punteggio di due a zero su Chris Benoit e laureandosi così nuovo WWE United States Champion.

Successivamente alla conquista del titolo MVP stringe una breve alleanza con il campione del mondo Edge, ma i due vengono battuti a Saturday Night’s Main Event da Chris Benoit e da Batista. Nell’edizione di Raw dell’11 giugno si tiene un’importante Draft Lottery: MVP si presenta così nello show rosso, ottenendo anche una vittoria pulita sul campione Intercontinentale Santino Marella. Porter non viene comunque selezionato tra coloro che avrebbero dovuto cambiare roster, ma a trasferirsi a SmackDown è nientemeno che Ric Flair, il quale rivolge subito il suo interesse verso il titolo degli Stati Uniti detenuto da MVP. Il 22 giugno, a SmackDown, Ric Flair e Batista battono MVP ed Edge, ma solo due giorni dopo, in quel di Vengeance, Montel schiena il Nature Boy con la sua Playmaker, confermandosi campione. Nell’edizione di SmackDown del 6 luglio MVP affronta Matt Hardy in una contesa non valida per il titolo: l’incontro si rivela molto piacevole e vede la sorprendente vittoria di Matt, che si sente così in diritto di richiedere una title shot per The Great American Bash. MVP accetta la sfida e, solamente sette giorni dopo, si accanisce al centro del ring sul membro del Team Xtreme, dopo che questi aveva appena sconfitto Chris Masters. Prima del ppv MVP ha l’opportunità di partecipare a una Battle Royal con in palio il titolo mondiale reso vacante da Edge, ma viene eliminato proprio da Matt Hardy. A The Great American Bash Porter mostra tuttavia ancora una volta di non essere campione per caso, battendo Hardy dopo una contesa di buon livello.

Nonostante la battuta d’arresto rimediata, Matt non si arrende e continua a insidiare MVP chiedendo un rematch: il 3 agosto i due si affrontano in una sfida a braccio di ferro, in cui è Hardy a imporsi. Montel, arrabbiato per la sconfitta, chiede e ottiene la rivincita in un match di wrestling, ma, dopo pochi minuti dall’inizio, preferisce farsi contare fuori. I piani per questo feud prevederebbero probabilmente la resa dei conti a Summerslam, ma a MVP viene diagnosticata la sindrome di Wolff-Parkinson-White, un problema cardiaco che poteva avere conseguenze molto gravi e che, scoperto fortunatamente in tempo, lo costringe a stare qualche settimana senza combattimenti. Montel non abbandona tuttavia le scene, ma inaugura un suo personale talk show (il V.I.P. Lounge) e continua la rivalità con Hardy, sfidando il fratello di Jeff in ogni modo. A Saturday Night’s Main Event viene sancito tra i due un incontro di boxe, ma MVP trova un sostituto addirittura nell’ex campione dei pesi massimi Evander Holyfield, il quale però, infastidito dai continui e inutili consigli di Porter, lo colpisce dopo pochi minuti con un potente destro. I problemi di salute di MVP intanto migliorano decisamente e così Theodore Long annuncia che avrebbe concesso una title shot alla strana coppia formata da MVP e Matt Hardy contro i campioni di coppia Deuce e Domino. Prima che la sfida avvenga è però in programma Summerslam e qui Hardy e Porter si affrontano in una sfida a chi beve più birra: questa volta è Matt a chiamare un sostituto e si tratta addirittura di Stone Cold Steve Austin, che ben presto colpisce MVP con la sua Stunner.

Il 31 agosto, a SmackDown, Matt Hardy e Montel Vontavious Porter battono Deuce e Domino, conquistando così i titoli di coppia e replicando il successo sia nella puntata successiva, sia a Unforgiven. Ha così inizio una convivenza piuttosto difficile tra i due, dal momento che MVP si considera il capitano del team e non fa nulla per nasconderlo, mentre Matt coltiva sempre l’ambizione di strappare a Montel la cintura degli Stati Uniti. Il 29 ottobre MVP ospita Hardy nel suo V.I.P. Lounge e quest’ultimo comunica al campione U.S. di avergli organizzato un match per la serata contro il suo vecchio nemico Kane: la sfida si tiene e si conclude con la squalifica di MVP, ma tutto questo porta, due settimane dopo, a un incontro di coppia (fortunatamente non valido per i titoli) che vede Hardy e Porter soccombere ai Brothers of Destruction. A No Mercy, nel frattempo, Matt e MVP si sfidano in una rivedibile gara vinta da chi sarebbe riuscito a mangiare più pizza in due minuti: Matt si impone e finisce addirittura col vomitare parte della pizza addosso al preziosissimo vestito di Montel. In previsione di Cyber Sunday la WWE decide di finalmente di far scontrare MVP e Hardy, dando ai fans la possibilità di scegliere tra un match di wrestling, uno di boxe e uno di arti marziali. Sfortuna vuole, però, che pochi giorni prima dell’evento, in un incontro di coppia che vedeva MVP e Matt opposti a Finlay e Rey Mysterio, Hardy si procuri un piccolo infortunio, essendo così impossibilitato a lottare a Cyber Sunday. Nel backstage del ppv Matt incrocia Porter, dicendo di avergli trovato comunque un incontro per la serata, in quanto avrebbe difeso il titolo degli Stati Uniti contro un lottatore scelto dal pubblico tra Kane, Mark Henry o The Great Khali: i fans selezionano in massa la Big Red Machine, ma ancora una volta MVP decide intenzionalmente di farsi contare fuori dal ring, mantenendo così la cintura.

Nell’edizione di SmackDown successiva all’evento MVP viene battuto da Kane, questa volta però in un No Title match. Sette giorni dopo, invece, lui e Matt Hardy sconfiggono i Major Brothers confermandosi campioni di coppia, pur continuando i loro attriti. Attriti che esplodono definitivamente la settimana successiva, quando The Miz e John Morrison si presentano dalla ECW per tentare l’assalto alle corone: i due sfidanti sfruttano un problema alla gamba sinistra di Matt Hardy e riescono a schienarlo, conquistando così i titoli. Un infuriato MVP chiede un immediato rematch, che si conclude però pochi minuti dopo, quando Matt cede per il dolore. Porter a questo punto finge di voler aiutare Hardy a rialzarsi, ma in realtà lo massacra in modo brutale, lasciandolo poi sul ring a contorcersi per il dolore. Pochi giorni dopo, a Survivor Series, MVP è inserito in un team comprendente anche Umaga, Mr. Kennedy, Big Daddy V e Finlay: loro avversari sono Triple H, Kane, Rey Mysterio e Jeff Hardy; il quinto membro sarebbe dovuto essere proprio Matt, che però è impossibilitato a combattere sia nella storyline, per via dell’attacco portatogli dal suo ex partner, sia realmente, a causa di un forte attacco di appendicite. In questo incontro a eliminazione, comunque, MVP non brilla, venendo schienato da Jeff Hardy, che vendica così parzialmente il fratello. Pochi giorni dopo, a SmackDown, si tiene una cerimonia al centro del ring presentata da JBL: in questa circostanza l’ex campione WWE loda MVP per le sue azioni ai danni di Matt Hardy, regalandogli anche un prezioso anello. Si presenta però a interrompere il tutto Rey Mysterio, desideroso sia di vendicare Matt, sia di ottenere lui stesso una shot per il titolo degli Stati Uniti. MVP e Rey si affrontano più tardi nella serata in una contesa non valida per la cintura ed è Montel a prevalere.

Sette giorni dopo, però, nel corso di un incontro di coppia, Rey Mysterio riesce a schienare in maniera pulita MVP, ottenendo così la possibilità di lottare per il titolo degli Stati Uniti ad Armageddon. Prima del ppv MVP ospita nel suo V.I.P. Lounge “Freebird” Michaels Hayes, arrivando ben presto a parole pesanti e alla rissa con l’ex manager degli Hardy Boyz. Ad Armageddon, invece, Porter adotta il suo consueto stratagemma per conservare il titolo, facendosi intenzionalmente contare fuori dal ring. Nella prima edizione di SmackDown del 2008 MVP affronta Finlay e viene battuto scorrettamente dall’irlandese, in una contesa comunque non titolata. Tornato nel backstage si mostra piuttosto arrabbiato e lancia una sfida nientemeno che a Ric Flair, dichiarando che alla Royal Rumble lo avrebbe sconfitto, ponendo così fine alla sua carriera. Va infatti aggiunto che, per via di una decisione di Vince McMahon, il Nature Boy avrebbe dovuto appendere gli stivali al chiodo non appena avesse rimediato una battuta d’arresto. Il 18 gennaio Flair si presenta come ospite al V.I.P Lounge e, per nulla intimorito dalla giovane età dell’avversario, si dichiara molto confidente per il match della Royal Rumble. I fatti danno ragione a Ric, poiché pochi giorni dopo, nella splendida cornice del Madison Square Garden, l’ex sedici volte campione del mondo fa cedere MVP alla sua Figure Four Leg Lock. Nell’edizione seguente di SmackDown si tiene il rematch tra i due e questa volta Flair si impone solamente per squalifica, venendo inoltre malmenato da Porter dopo il suono del gong. In questa stessa puntata viene deciso che, così come stabilito per Raw, anche tra i migliori wrestlers di SmackDown si sarebbe tenuto un Elimination Chamber a No Way Out, con in palio la possibilità di lottare per il World Heavyweight Title a Wrestlemania 24. MVP viene inserito nel pericoloso incontro insieme a The Undertaker, The Great Khali, Big Daddy V (unico wrestler proveniente dalla ECW), Finlay e Batista: proprio The Animal, nell’ultima puntata di SmackDown prima di No Way Out, sconfigge Porter. Al ppv la prestazione di MVP è più che dignitosa per un debuttante nell’Elimination Chamber, ma la vittoria va comunque a The Undertaker, con Montel eliminato da Finlay.


Realizzazione a cura di Mattia "Heart Break Kid" Fariselli

Aggiornata al mese di Febbraio 2008