Vero Nome : Randy Keith Orton
Altezza: 193 Cm
Peso: 110 Kg
Data di nascita: 1 Aprile 1980
Provenienza: St. Louis, Missouri
Debutto Nel Pro: 2000
Manovra Risolutiva Finale: RKO

Titoli Vinti: 
- Intercontinental Champion
- WWE World Heavyweight Title


Randy Keith Orton nasce il 1 Aprile 1980 a St. Louis. Evidentemente la passione del wrestling per Randy è stato qualcosa che gli è stato tramandato geneticamente: infatti è figlio di “Cowboy” Bob Orton Junior. e nipote di Bob Orton Senior. Gli occhi della federazione di Stamford sono subito puntati su di lui; infatti gli viene offerto un contratto dalla OVW, federazione satellite della WWE, nella quale debutta nel Giugno del 2000.

Agli inizi del 2001, a Christmas Carol, Randy riesce a battere Robbie D. Dopo meno di un mese, il 14 Febbraio 2001, Randy conquista l’OVW Hardcore Title battendo Mr.Black. Il 5 Maggio dello stesso anno riesce a conquistare l’OVW Hardcore Title (che nel frattempo aveva perso) una seconda volta, riuscendo a battere l’allora campione Flash Flanagan. Il 27 Giugno riesce a battere anche Rico Costantino e dopo soli 2 mesi si toglie un atra soddisfazione battendo, il 9 Agosto 2001, “The prototipe” John Cena al quarto show annuale in memoria di Brian Pillman. Nel mese di Ottobre 2001, Randy comincia a fare una serie di Dark Match con la WWE ; proprio durante uno di questi, che lo vedeva contrapposto all’allora giovane promessa Brock Lesnar, Randy subisce un infortunio alla spalla che lo costringe a rallentare la sua ascesa in WWE.

Il suo debutto in uno show televisivo della WWE, si registra il 25 Aprile 2002 in un edizione di smackdown! dove riesce a battere Hardcore Holly in un match decretato dal proprietario della federazione : Vince McMahon. Dopo questo match scoppia un piccolo feud tra Randy e Bob che però non porterà a nulla di buono da ricordare. Il 30 Maggio 2002 arriva per Randy una grandissima opportunità: potrà sfidare il campione indiscusso, The Undertaker, in un match valevole per il titolo. Randy era però ancora troppo inesperto per poter battere una leggenda vivente come Taker. Dopo questa sconfitta, Randy ritorna nelle “tenebre”. Affronta infatti, in diversi match, altri giovani emergenti quali Lesnar e Batista. Il 10 Agosto 2002 vola poi a Melbourne, in Australia, per il tuor della WWE “Global Warning”. In questo show, in coppia con Mark Henry, riesce a battere D-Von Dudley e Batista.

La dirigenza di Stanford decide comunque di spostarlo nel roster di Raw in quanto non vedevano grosse possibilità per lui nel roster di Smackdown! Il debutto nello show del lunedì sera della WWE avviene il 23 Settembre 2002 quando riesce a battere Steven Richards. Purtroppo, però, dopo poche settimane, Randy si infortuna nuovamente alla spalla ed è costretto a lasciare le scene per un pò. Nel 2002 fu nominato “Rookie dell’anno” dalla rivista Pro Wrestling Illustrated. Randy torna a Raw nel Gennaio 2003 dove forma una stable dallo spirito puramente heel con Triple H, il leader del gruppo, Ric Flair e Batista: L’Evolution.

L’Evolution a Raw fa il bello e cattivo tempo divenendo in pochissimo tempo odiatissima e creando timore e scompiglio nel backstage. Gli esecutori di tutte le bastardate dell’Evolution sono molto spesso proprio Randy Orton e Batista che erano i due nella miglior condizione fisica, in quanto Flair era ormai vecchio e Triple H pieno di acciacchi. Però per Randy il periodo degli infortuni non finisce qui: infatti nel mese di Marzo è costretto a fermarsi per circa due mesi a causa di un problema alla caviglia ed altri al piede.Appena ritorna a Raw, Randy lo fa con una gimmick nuova: quella del “Legend Killer”, l’uccisore di leggende che batterà tutte le vecchie e nuove glorie della WWE. Come vedremo, riuscirà a mantenere questa “promessa”. Nel frattempo comincia un feud proprio con una delle leggende che riuscirà a battere: Shawn Michaels. Il 15 Giugno 2003, in occasione del Pay Per View “Bad Blood” al “Compaq Center” di Houston in Texas, randy fa uno “sgambetto” a Shawn Michaels interferendo nel match che lo vedeva contrapposto al “giocatore più scorretto del mondo” Ric Flair causando cosi la sua sconfitta. I due si rincontrano nello stesso ring, in occasione del secondo Elimination Chamber Match della storia, nel PPV “Summerslam 2003” dove a salire sul ring saranno, oltre a Randy Orton e Shawn Michaels, anche Kevin Nash, Chris Jericho Bill Goldberg ed ovviamente il campione del mondo Triple H (il 24 Agosto 2003 a Phoenix in Arizona). Nel main event della serata la furia distruttiva di Bill Goldberg si abbatte su tutto e tutti sancendo difatti l’eliminazione del nostro Randy, di Shawn Michaels e di Chris Jericho senza però riuscire a portare a casa il titolo che resta nelle mani di HHH grazie all’aiuto dell’Evolution. Nel mese successivo, al PPV Unforgiven, Randy ha la possibilità di affrontare in un match uno contro uno il suo rivale Shawn Michaels.Il 21 Settembre 2003 al “Giant Center” di Hershey in Philadelphia, Randy Orton riesce a battere HBK in un “Legend Vs. Legend Killer Match” grazie all’interferenza del “Nature Boy” Ric Flair. Shawn riesce però a prendersi una rivincita, battendo Randy nell’edizione di Raw del 10 Novembre 2003. Le battaglie tra i due non finiscono però qui.

Shawn e Randy si affronteranno infatti anche nel PPV Survivor Series (16 Novembre 2003 all’ American Airlines Arena” di Dallas in Texas) in un “Survivor Series Elimination Match”.Orton fa parte del team di Bischoff insieme a Scott Steiner, Mark Henry, Chris Jericho e Christian mentre Shawn fa parte del team di Austin insieme ai Dudley Boyz, Booker T e Rob Van Dam. L’unico sopravvissuto dell’incontro è proprio Randy Orton che riesce a schienare prima Rob Van Dam e poi, per la vittoria finale, anche Shawn Michaels. C’è però da sottolineare la superba prova di Shawn Michaels che è stato schienato da Randy solo dopo un interferenza di Batista che lo ha colpito con la sua devastante Sit Down Powerbomb. Nel tempo che ci separa dal PPV di dicembre, Armageddon, Randy Orton avvia una faida con l’allora campione intercontinentale Rob Van Dam. Il 14 Dicembre 2003, proprio al PPV Armageddon alla “TD Waterhouse Arena” di Orlando in Florida, Randy affronta RVD in un match valido per il titolo intercontinentale. Randy non si lascia scappare quest’occasione e batte Rob Van Dam diventando per la prima volta nella sua carriera Campione Intercontinentale WWE. Nella puntata di Raw del 15 dicembre 2003, Randy vuole aggiungere un altro nome alla lista di leggende da lui battute: infatti dopo Fabulous Moolah, Sgt. Slaughter e Shawn Michaels, Randy vorrebbe inserire il nome della leggenda dell’Hardcore Mick Foley. I due si dovrebbero affrontare in un match nella stessa serata, ma Foley che non lottava da 2 anni e mezzo dopo esser arrivato sul ring decide di tornare indietro. Viene inseguito da Randy che gli dice di “tornare sul ring se ha le palle”. Foley rifiuta e Orton gli sputa in faccia, ma Mick niente, non reagisce, e scompare nella notte.

Non si hanno più notizie di Mick Foley fino alla Royal Rumble 2004 (il 25 Gennaio 2004 al “Wachovia Center” di Philadelphia in Pennsylvania) quando entra nella rissa Reale al posto di Test con un solo scopo: Eliminare Randy Orton (che fino ad allora era stato uno dei mattatori insieme a quello che sarà poi il vincitore: Chris Benoit). Foley riesce in questo intento ed elimina sia Orton che se stesso. Nasce cosi uno dei feud più belli del 2004. Le provocazioni da puro Heel di Orton e le risposte tra le ovazioni del pubblico di Foley. I loro contrasti ricevono sempre più spazio nelle varie edizioni di Raw e si decide cosi di farli affrontare in un match a Wrestlemania XX, nello Showcase Of The Immortals !!! I due non sono però soli: infatti con Randy Orton si schierano Batista e Ric Flair mentre con Mick Foley si schiera The Rock, riformando cosi la Rock N ’ Sock Connection. Il match che il 14 marzo 2004 si disputa al Madison Square Garden di New York City è abbastanza gradevole e vede tra i suoi protagonisti principali proprio Randy e Mick. A vincere il match sono proprio i 3 dell’Evolution che, in superiorità numerica, riescono a battere la Rock N ’ Sock Connection. Foley però non ci sta e decide di sfidare nuovamente Randy Orton, ma questa volta in un match 1 contro 1 e con il titolo Intercontinentale in palio per il PPV Backlash; inoltre Foley sfida Orton in un terreno che gli è molto congeniale, in un “No Holds Barred Match”. Il match che si vede il 18 Aprile 2004 al “Rexall Place” di Edmonton in Canada è davvero superbo, di sicuro uno dei migliori dell’intero anno. Un incontro in pieno stile Hardcore con filo spinato, sedie, bastoni, mazze e puntine da disegno a fare da contorno all’odio che i due fanno trapelare dai loro occhi. Incredibilmente Randy riesce a battere la leggenda dell’Hardcore proprio nel terreno a lui congeniale ed aggiunge cosi anche il nome di Mick Foley alla sua sempre più lunga lista di Leggende Battute.

Nei mesi di Maggio e Giugno a Raw si mette in mostra un atleta da poco passato allo show del lunedì direttamente da smackdown: Shelton Benjamin. Shelton si pone subito alla ribalta ottenendo due incredibili vittorie contro Triple H e mettendosi cosi contro tutta l’Evolution. Proprio per questo, scoppia una rivalità tra lui e Randy Orton ancora detentore del titolo intercontinentale , cintura che interessa molto all’atleta di colore. Shelton riesce a battere Randy in un edizione di Raw in un match valevole, all’inizio, per il titolo in possesso del giovane Orton. Però, il general manager di Raw Eric Bischoff, riesce con uno dei suoi imbrogli a far diventare il match da valevole per il titolo a NON valevole per il titolo. Cosi Shelton decide di sfidare Orton per il PPV Bad Blood con in palio il titolo intercontinentale. I due si affrontano in un match abbastanza buono che viene vinto da Randy che riesce quindi a conservare la sua cintura di campione. Randy conserva la sua cintura di campione intercontinentale da 7 mesi ed è questo per lui una sorta di record: infatti nessun lottatore, negli ultimi 7 anni, è riuscito a tenere la cintura di campione per cosi lungo tempo. A Vengeance, il Legend Killer viene chiamato a difendere il titolo intercontinentale contro Edge: il match messo in piedi dai due non è niente male, lungo nella sua durata ma alla fine Randy finisce contro il paletto senza protezione (tolta proprio da lui) e Edge lo colpisce con la Spear per laurearsi nuovo campione intercontinentale. Nelle settimane successive Orton si aggiudica una battle royal valida per il posto di number one contender a Summerslam contro Benoit. Anche in questa occasione viene mostrato un buon match ed alla fine, Orton, senza aiuti da parte dell’Evolution, riesce a colpire Benoit con l’RKO e diventare il più giovane campione del mondo della storia WWE. La sera dopo, a Raw, Benoit ottiene un rematch e qui Randy per conservare il titolo ha bisogno dell’intera Evolution che distrae il canadese permettendogli di connettere con l’RKO e rimanere campione del mondo. Finito il match, i suoi amici dell’Evolution sembrano essere felici per lui, ma è una trappola: infatti poco dopo lo attaccano brutalmente con Triple H che poi finisce l’opera con il Pedigree. Randy, però, nelle seguenti edizioni di Raw sputa in faccia a The Game e così il GM decide un match tra i due ad Unforgiven, per i titolo dei pesi massimi. Il match è abbastanza godibile e Randy sembra poter chiudere con l’RKO ma l’arbitro è KO e arriva tutta l’Evolution, più the Coach come arbitro speciale, e per il giovane Randy non resta altro da fare che capitolare dopo un Pedigree eseguito su una sedia.

Orton inizia poi un feud con Ric Flair che culmina in un match a Taboo Tuesday dove i fan votano per uno steel cage match che si rivelerà molto spettacolare per l’ottima prestazione dei due atleti: alla fine Orton si impone sul Nature Boy con l’RKO ma Flair, a fine match, lo abbraccia cosciente di avere davanti un grande campione. A Survivor Series il team Orton (Maven, Jericho, Benoit e Orton) affronta il team HHH (Batista, Snitsky, Edge e HHH) uscendone vincitore quando Orton connette con l’RKO su HHH nonostante The Game l’avesse colpito con un low blow. Nelle settimane successive i componenti del team Orton vengono chiamati a ricoprire una sera ciascuno il compito di GM. Quand’è il turno di Orton sancisce una battle royal per determinare il number one contender al titolo mondiale: i vincitori sono Benoit ed Edge (per via di un pareggio), quindi, entrambi, affrontano HHH in un triple threat match. Verso la fine del match Benoit fa cedere Edge e lui intanto lo schiena quindi il titolo viene dichiarato vacante e verrà assegnato a New Years Revolution in un elimination chamber tra HHH, Randy Orton, Benoit, Edge, Chris Jericho e Batista con HBK nel ruolo di special guest referee. Il match vede opposti alla fine Randy Orton e HHH ma, mentre HBK è distratto da Flair, Batista (già eliminato) colpisce Orton con un devastante braccio teso che consente ad HHH di eseguire il micidiale Pedigree e ottenere la vittoria. Alla Royal Rumble viene sancito HHH vs Randy Orton di nuovo per il titolo del mondo ma nel match Orton si infortuna gravemente alla testa e diventa quindi facile per HHH ottenere la vittoria.

Si avvicina Wrestlemania 21 e Orton sceglie di sfidare Undertaker in un Legend vs Legend killer match. Il becchino accetta: il match tra i due è molto bello e coinvolgente, interviene anche Bob Orton fresco di Hall of Fame in aiuto del figlio ma Undertaker lo sistema facilmente e, grazie ad un infortunio alla spalla di Orton, il becchino riesce ad ottenere la vittoria grazie alla Tombstone piledriver. Nel corso della Draft Lottery, Orton viene spostato a Smackdown dove cerca una rivincita su Taker... la ottiene a Summerslam in un altro match molto bello e riesce a connettere con l’RKO e vincere quando interviene il padre mascherato a distrarre il becchino. Il loro feud si protrae fino a No mercy dove viene sancito un Handicap Casket Match tra Undertaker e gli Orton (padre e figlio). Anche in questa occasione sono Randy ed il padre ad aggiudicarsi la contesa e, a fine match, danno fuoco alla bara dove avevano imprigionato il Dead Man. Orton comunica poi ai fan che ora ha un nuovo obiettivo riconquistare il titolo del mondo detenuto da Batista. L’occasione per Randy si presenta ben presto, quando, il 14 ottobre, affronta Eddie Guerrero in un match valido per il titolo di primo sfidante, venendo però sconfitto per squalifica. In quel periodo iniziano anche le scaramucce tra Raw e SmackDown, che porteranno poi al match delle Survivor Series: Orton affronta Rey Mysterio in un incontro che avrebbe permesso al vincitore di entrare a far parte del team dello show blu, ma, ancora una volta, perde per squalifica, a causa di un’interferenza del padre notata dall’arbitro. I piani della WWE per Randy, inizialmente, non erano infatti di impiegarlo nel match 5 vs 5, sopraggiunge però un evento improvviso a cambiare le carte in tavola: il 13 novembre 2005 scompare infatti, all’età di 38 anni, Eddie Guerrero. Eddie avrebbe dovuto far parte del team di SmackDown e il suo posto viene preso così proprio dal Legend Killer. Nella puntata di Raw di tributo a Latino Heat, Orton affronta poi, in un match non titolato, il campione WWE John Cena, perdendo nuovamente per squalifica. Alle Survivor Series, il contributo di Randy per la sua squadra si rivela decisivo: rimasto solo ad affrontare Shawn Michaels, riesce a colpire HBK con la sua RKO, consegnando così a SmackDown una prestigiosissima vittoria. Orton stabilisce, inoltre, un particolare record, essendo stato per il terzo anno consecutivo l’unico sopravvissuto nei classici match a eliminazione delle Survivor Series che lo vedevano impegnato. Quando Randy, raggiunto sul ring da tutto il resto del suo roster, sta celebrando la vittoria, si spengono però le luci e alcuni druidi recanti una bara iniziano a fare il loro ingresso nell’arena: Undertaker era tornato, e aveva un solo preciso obiettivo: vendicarsi del Legend Killer.

Nella puntata speciale di SmackDown del 29 novembre, Orton riesce a colpire Undertaker con la sua RKO cogliendolo di sorpresa, non contento Randy posiziona il becchino sul retro di una macchina e fa andare l’automobile a sbattere in retromarcia a tutta velocità contro lo stage. Il 2 dicembre Orton si presenta sul ring di SmackDown, vantandosi di aver tolto di mezzo Undertaker una volta per tutte, ma il becchino fa sentire la sua presenza all’arena, sostenendo che Orton non riuscirà mai a ucciderlo e proponendo un’ultima sfida tra i due per Armageddon, questa volta nella stipulazione più cruenta: l’Hell in a Cell. Nelle settimane successive Orton è vittima dei mind games del becchino, che riesce a farlo impazzire, tanto da mandarlo in cura da una psicologo. Sul finire della puntata del 16 dicembre, l’ultima prima del ppv, Randy riesce però a risollevarsi quando ruba al becchino la sua amata urna, non prima di averlo colpito con essa. Ad Armageddon però, in un match buono ma non eccezionale, Orton non può nulla contro la forza del becchino, che lo schiena dopo averlo colpito con il Tombstone Piledriver. Archiviato, negativamente, il feud con Undertaker, per Randy si apre una nuova pagina nell’edizione di SmackDown successiva al ppv: Orton sostituisce, infatti, l’infortunato Booker T nella serie al meglio dei sette match, che vedeva il lottatore di colore opposto a Chris Benoit, con in palio l’assegnazione del titolo degli Stati Uniti. Al momento dell’entrata in scena di Randy, Booker T conduceva già per tre a uno e Orton, dopo due sconfitte per squalifica, riesce a ottenere la vittoria nel settimo e decisivo match. Chris Benoit, ovviamente, non la prende bene e sfida Orton in un No Holds Barred, che si tiene nella puntata di SmackDown del 27 gennaio; la vittoria va al lottatore canadese, ma Orton ha già inquadrato il suo prossimo obiettivo: vincere la Royal Rumble.

Il 29 gennaio Randy partecipa dunque alla rissa reale e la fortuna gli è amica nel sorteggio, in quanto il numero che gli viene assegnato è il 30. Quando, però, il Legend Killer resta solo sul ring con Rey Mysterio commette l’errore di pensare di aver già vinto, venendo così eliminato a sorpresa dal folletto di San Diego. Orton, comunque, vuole fortemente la possibilità di competere nel main event del roster di SmackDown a Wrestlemania, così, nelle settimane successive alla Rumble, sfida Mysterio per un match con in palio lo spot di N°1 Contender. Rey inizialmente rifiuta, ma poi quando Randy, pur di provocarlo, arriva a offendere la memoria di Eddie Guerrero, in una storyline francamente di pessimo gusto, accetta la sfida accecato dalla collera. Il match si tiene il 19 febbraio a No Way Out, qui la vittoria va proprio a Orton, che schiena Mysterio aggrappandosi alle corde e lasciando l’atleta di origini messicane in lacrime al centro del ring. Lo stesso Mysterio, comunque, in virtù della vittoria sporca di Randy, verrà aggiunto al main event di Wrestlemania dal General Manager Teddy Long: il Legend Killer e l’inventore della 619 avrebbero dunque affrontato il campione Kurt Angle in un Triple Threat match. Prima di Wrestlemania c’è però il ritorno di uno show che da tanti anni mancava dalle scene WWE: il Saturday Night’s Main Event: in questo programma i tre componenti del match titolato di SmackDown avrebbero affrontato i main eventers di Wrestlemania per quanto riguarda Raw, ovvero John Cena e Triple H. Orton, Angle e Mysterio si allenano per questo match facendo team nell’edizione di SmackDown del 17 marzo, quando sconfiggono gli MNM e Mark Henry; a Saturday Night’s Main Event, però, i tre, come era prevedibile, arrivano a colpirsi tra loro, consegnando la vittoria a Raw, con schieramento vincente effettuato da John Cena proprio su Randy Orton.

Nelle ultime puntate di SmackDown prima del grande evento, comunque, è Kurt Angle a mostrarsi l’uomo più in forma tra i tre e a guadagnarsi il ruolo di favorito. A Wrestlemania, però, in un match breve ma molto gradevole, è Rey Mysterio a sorprendere tutti e a vincere il titolo, dopo aver schienato proprio Orton con la combinazione 619-West Coast Pop. Nel frattempo la reputazione di Randy nel backstage è in continuo peggioramento, i suoi atteggiamenti arroganti non sono graditi a molti senatori dello spogliatoio, così la dirigenza WWE decide di infliggergli sessanta giorni di sospensione. Per giustificare la futura assenza di Orton, la WWE decide di farlo infortunare (in chiave mark) da Kurt Angle nella puntata del 14 aprile, alla conclusione del loro match che aveva visto vincitore l’eroe olimpico. Il ritorno di Randy avviene qualche giorno prima del previsto quando, nella puntata di Raw del 5 giugno, colpisce con un RKO il suo nemico Kurt Angle, che nel frattempo era approdato alla nuova ECW. Uscendo dall’arena Orton, inoltre, si candida per sfidare Angle al ppv ECW One Night Stand. Pochi giorni prima dell’evento, allo speciale WWE vs ECW, Orton dichiara che il suo contratto con SmackDown si è concluso, e che può ormai essere considerato a tutti gli effetti un wrestler di Raw. A One Night Stand, Randy, che tra l’altro viene bersagliato dai fischi dell’esigente pubblico ECW, non può nulla contro la furia dell’eroe olimpico ed è così costretto a cedere alla micidiale Ankle Lock. La rivalità tra Angle e Orton prosegue, però, anche dopo il ppv: i due, infatti, dapprima si affrontano in una delle prime puntate del nuovo show ECW, in un match di coppia che vede Angle e RVD sconfiggere Edge e Orton, dopodichè Randy chiede la rivincita ad Angle in un match uno contro uno, questa volta però non nell’ostile territorio della ECW, ma al ppv di Raw Vengeance. Proprio a Vengeance, il 25 giugno, Orton ottiene la sua vendetta, quando finalmente riesce a schienare Kurt Angle, dopo averlo colpito con la sua RKO.

Archiviata questa pagina se ne apre una ben più importante per Randy, che il 26 giugno viene sorpreso dalle telecamere a osservare, con sguardo molto interessato, un video musicale di Brooke Hogan, figlia dell’immortale Hulk. Il 10 luglio, dopo aver sconfitto agevolmente Val Venis, Orton si impossessa del microfono e dichiara che sarà presente a Saturday Night’s Main Event, show in cui Hogan aveva in programma di effettuare un’apparizione, accompagnato dalla figlia. Pochi giorni dopo, all’evento del sabato sera, Orton sale effettivamente sul ring al cospetto dell’immortale e, dopo aver scambiato teneri sguardi con Brooke, sfida Hulk per un match a Summerslam: Legend vs Legend Killer. Hogan ovviamente non si fa pregare e accetta; la sfida sembra così incanalata sui binari della sportività, ma, quando Hulk sta abbandonando l’arena, Randy lo sorprende alle spalle e lo colpisce con una RKO sul cofano di una macchina. La risposta di Hogan naturalmente non si fa attendere: Hulk si presenta a Raw il 24 luglio, con lo scopo di insegnare a Orton il rispetto. Randy si rifiuta di salire sul ring, ma vi viene scaraventato da Jerry Lawler; dopo un accenno di rissa in cui ha la peggio, il Legend Killer preferisce darsi alla fuga. La settimana successiva Orton irride Hogan con una parodia del reality show dell’immortale “Hogan Knows Best”, mentre il 7 agosto Randy sconfigge Jerry Lawler, vendicandosi per il fatto di due settimane prima. Nel frattempo Hulk Hogan si infortuna al ginocchio, ma, dopo qualche giorno di suspense, fuga ogni dubbio e dichiara che sarà presente a Summerslam. Nell’ultima puntata di Raw prima del più grande evento dell’estate Hulk si presenta sul ring e spazza via un suo sosia, ovviamente ingaggiato da Randy Orton. Il 20 agosto, a Summerslam, Orton colpisce Hogan con l’RKO e lo schiena per un conteggio di tre, ma l’arbitro, accortosi che il piede dell’immortale si trovava sulla corda, fa ripartire il match e a quel punto per Randy non c’è più nulla da fare: Hulk Up, Big Boot, Legdrop of Doom, 1…2…3.

Sconfitto da Hogan, Orton si ripresenta a Raw molto aggressivo e ha immediatamente un diverbio con Carlito, il quale lo irrideva per i fatti di Summerslam. Il 28 agosto Randy attacca Carlito quando quest’ultimo si trovava in atteggiamenti intimi con Trish Status; il lottatore caraibico si vendica nella notte stessa, costando al Legend Killer la sconfitta in un match con Jeff Hardy, valido per una title shot alla cintura intercontinentale. Il 4 settembre Orton, Edge e Lita sconfiggono John Cena, Carlito e Trish Status, con RKO vincente di Orton sulla bellissima lottatrice canadese; la faida tra Orton e Carlito si fa ormai sempre più aspra e viene così deciso che i due si affronteranno a Unforgiven. Al ppv, Randy viene messo in seria difficoltà dal caraibico, ma alla fine riesce a risollevarsi e a chiudere il match in modo pulito con la sua RKO.


Realizzazione a cura di Dario "NiXeL101" De Marco

Aggiornata al mese di Ottobre 2006 a cura di Mattia "Heart-Break-Kid" Fariselli