Vero Nome:
Aurelian Smith Junior
Proveniente da: Stone Mountain, GA
Nato il: 30 maggio '55
Peso e altezza: 267 libbre per 6,5 piedi
Debutto nel ring: 13 maggio '75
Mossa risolutiva: DDT
L'Italia per lui e per il suo pitone impazziva
e anche se non ha mai indossato cinture importanti è rimasto nella memoria di
qualsiasi fan di questo sport-show: stiamo parlando di Jake Roberts, o meglio
ancora, di Jake The Snake! Devo essere sincero... solo il fatto di digitare il
suo nome mi riempie di emozioni e ricordi... Cerchiamo di rivisitare al meglio
la carriera di questo immenso quanto contraddittorio personaggio.
Altro figlio d'arte. Suo padre, Grizzly Smith,era un big man che ha girato per
le federazioni di mezza America. Ma chi ha principalmente insegnato a Jake
l'arte della lotta è stato Stu Hart, che tra il '75 ed il '79 s'è preso cura
di fare dello Snake un buon lottatore. Prima di questo, comunque, Jake aveva
calcato il ring della Mid-South federation, una piccola indie e per indies girerà
anche ad addestramento concluso.
Nei primi anni ottanta firma un contratto con
Ma non sarà questa la federazione che lo evidenzierà agli occhi della WWF.
Piuttosto sarà in NWA, nell'85, che Jake saprà farsi notare. Qui darà vita ad
un ottimo feud contro Shawn Michaels, conquisterà i titoli di coppia (insieme
al futuro "Barbarian") perdendoli solamente contro il team di De Biase
(Million Dollar Man nella federazione di Stamford). Col titolo nordamericano
cucito alla vita, Roberts riceve la chiamata che segnerà la svolta della
carriera:
Jake diviene molto popolare ed insieme molto… heel. Gli viene assegnato un
siparietto, lo “Snake’s Pit” dove ha modo di dimostrare tutta la sua
malvagità e questo angolo gli consentirà di incrementare ancora la stima di
fans e bookers con scene molto originali e una cattiveria che lo portò a
confronti storici, come quello contro Ricky “The Dragon” Stemboat, opposto
al quale però otterrà solo sonore disfatte.
Passa poi ad un altro avversario di fama, l’Honky Tonk Man, che affronterà
nell’87 a WMIII e contro di lui e contro The Mouth of South lancerà l’ira
di Damian, il suo fedelissimo pitone. E con Jimmy Hart avrà in futuro numerose
altre diatribe.
Nel frattempo la sua prima chance di conquistare un titolo importatnte in
federazione, quello intercontinentale; nientemeno che contro Macho Man Randy
Savage, ma Roberts non ha scampo contro un avversario di tale portata e la
chimera d’una cintura sfuma. Ma a fare da palliativo per la disfatta, sempre
nel 1987 c’è la vittoria nella Battle Royal (20 uomini nel ring, da
confondere con
Due elementi importanti caratterizzano la carriera dello Snake nell’88: una è
che Jake è tanto popolare che viene deciso il suo passaggio a face, la seconda
il feud contro Rick Rude, The Raveshing. Vi ricorderete tutti che Rude aveva la
gimmick del rubacuori, dell’amante promiscuo e instancabile… ebbene… con
chi avrà l’idea di provarci? Proprio con la moglie di Roberts, ossia Sheryl!
Ovvio che lo Snake tenterà di difendere l’onore suo e della moglie in diverse
occasioni, dentro e fuori dal ring e da ricordare è senza dubbio il match tra i
due svoltosi a WMIV, incentrato nell’ambito del torneo per la cintura di
campione del mondo. Il match finì addirittura in pareggio per sopraggiunti
limiti di tempo, ma entrambi i wrestlers ne uscirono con una figura perlomeno
egregia.
In un SNME (Saturday Night Main Event) la sua rivalità con Rude sarà lo
specchietto per le allodole affinché si imbastisse un altro feud memorabile,
ossia quello che vedeva opporsi Roberts all’indimenticabile Andrè The Giant.
Fu proprio il gigante ad intervenire a favore dell’amico Rick Rude e Roberts
non esitò ad aizzargli contro il suo pitone! Andrè cerco di scappare
sbraitante ed alla fine addirittura svenne per la paura! A questo punto bisogna
guardare con uno sguardo solo le due successive Wrestlemania.
Nella V Jake contro Andrè e la fine dell’incontro con la squalifica del
gigante causata dall’interferenza di Ted Di Biase “The Million Dollar Man”
(già rivale di Roberts in altre federazioni) e
In questi anni Jake Roberts avrà anche modo di farsi notare per le sue
prestazioni alle survivor series dove fu sempre capitano dei suoi team e
protagonista assoluto.
Ma un altro nemico l’attendeva al varco… un cattivissimo modello (Rick
Martel) lo accecò col suo profumo a base di veleno! Arrogance, si chiamava il
profumo e gli occhi di Jake smisero di vedere. I fan cominciarono a sostenere
Roberts più che mai e questo, cieco, ma mai domo, riuscì a portare a casa una
vittoria importantissima contro The Model a WMVII in un match in cui entrambi
erano bendati (blindfold match). In verità Martel barò togliendosi le bende
dagli occhi, ma il DDT di Roberts non lasciò scampo.
Ma una tragedia sta per investire il nostro eroe… Earthquake odia Damian e
decide che l’esistenza del pitone sia già stata troppo lunga… Lo ucciderà
presto a suon di drops. Jake è sconvolto e per un po’ non si sentirà più
parlare di lui né del suo pitone ormai deceduto… Breve intramezzo: qua
bisogna fare un’analisi della situazione. Roberts era stato accecato dal
“Model” ed i suoi occhi non vedevano più bene come una volta e la morte di
Damian lo sconvolse totalmente. E Roberts al suo ritorno non era più lui.
Indossava infatti quelle diaboliche e famigerate lenti a contatto che rendevano
i suoi occhi diabolici ed il suo nuovo serpente, Lucifer, gli aveva conferito
una personalità che chiamare perfida sarebbe poco… ORA JAKE E’ HEEL! Anzi,
è forse uno dei più malvagi personaggi che
Siamo agli albori degli anni ’90 e Jake trova il modo migliore per farsi
odiare dai fans: rovinare l’evento più romantico della WWF: il match made in
heaven, ossia il matrimonio tra Macho Man e Miss Elizabeth (RIP). Siamo a
summerslam ’91 (un’edizione discutibile in quanto a capacità sul ring dei
wrestlers) e i due piccioncini vogliono celebrare la loro unione davanti ad orde
di telespettatori commossi dall’amore reciproco dei due. E Roberts che fa?
Quello che farebbero tutti ad una coppia di sposi: un regalo. Ma questo regalo
si rivelerà una trappola… Nella scatola c’è niente meno che… UN COBRA!
Quello fu solo un avvertimento. Dobbiamo infatti aspettare qualche settimana
affinché questo cobra morda Savage e succederà in un SNME che vedeva Macho Man
impossibilitato a lottare a causa della stipulazione speciale di un match perso
contro Ultimate Warrior. In quell’occasione Jake riuscì a immobilizzare Randy
Savage usando le corde del ring e il suo Lucifer fece il resto. Fu un momento
drammaticamente alto per
E visto che la vendetta è un piatto che va gustato freddo Randy Savage ebbe una
chance di battere via pin Jake Roberts solo a fine del ’91, in un PPV chiamato
This Tuesday e la sfruttò a pieno. Ma Jake, dando alito alla sua malvagità,
massacrò Macho Man nel dopo match e colpì anche Miss Elizabeth attirandosi i
cori sdegnati del pubblico (come forse solo il grande Andy Koufmann sapeva fare
negli anni in cui inventò il wrestling intragenere vedendosela poi con Jerry
Lawler, ma questa è un’altra storia…).
Ma la faida fra Macho Man e Jake Roberts ebbe degli strascichi, infatti nella RR
del ’92 fu proprio Macho Man ad eliminare Jake, scagliandosi contro di lui con
ogni forza e fu così che Jake vide svanire i suoi progetti di conquistare la
vittoria nella Royal Rumble combinati con Undertaker, col quale lo vedremo
apparire in tag in diverse occasioni. Ma ecco come il loro feud terminò
definitivamente: poco dopo
A WMVIII la resa dei conti: in un match davvero affascinante Jake riuscì a
tener testa al mostro che il Taker era, ma i suoi DDT non bastarono e Taker ebbe
la meglio grazie ad una Tombstone effettuata fuori ring (bisogna precisare che
rivedendo le immagini la testa di Jake non sfiorò neanche il pavimento in
quell’occasione…).
Un po’ a causa dei suoi noti problemi di dipendenza da alcool e droghe, un
po’ perché non erano previsti shots per il nostro Jake, quella WM segnò per
diverso tempo l’ultima apparizione di Roberts in WWF. Ma uno del suo talento
non poteva rimanere senza contratto a lungo, e
Jake impedì a Sting di avere la possibilità si sfidare Vader per il titolo e
poi lo umiliò a Clash of the Champions 20 quando portò alla vittoria la sua
squadra contro quella dello Stinger in un survivor tag team match con quattro
lottatori per parte.
Era il ’92 e
Jake riuscì a tornare nel ring solo nel ’93, in Messico nella AAA dove
partecipò ad alcuni importanti eventi avendo a che fare con lottatori osannati
nella loro patria come Konnan o Cien Caras. Con quest’ultimo lottò in coppia
contro lo stesso Konnan e anche qui la disfatta fu totale. Fino al ’94 si
succedettero le avventure messicane di Jake (che lottò anche in tag con un
giovane Eddie Guerriero), fino a quando Jim Cornette non lo chiamò alla SMW (Smoky
Mountain Wrestling) della quale diventò anche campione assoluto.
Qui faceva sua un’attitudine estremamente “heel” attraverso la quale riuscì
ad egemonizzare su se stesso le vicende della federazione, fino a che il 5
luglio del ’94 dovette cedere indietro il titolo a Dirty White Boy.
Se da una parte questa scelta di privarlo di un titolo, poi non così
prestigioso come quello della SMW, gli procurò un grave sconforto mentale,
dall’altra questo può essere considerato l’incipit ad un ritorno ottimo in
WWF. Infatti Roberts nel ’96 fu richiamato a Stamfoard per
A questo punto, un Jake notoriamente incline all’uso di Alcool, tra la
leggenda e la realtà mise in primo piano il fatto che grazie alle sacre
scritture era diventato un uomo nuovo e migliore (anche un certo Gorge W. Bush
ha fatto dichiarazione del genere in tempi non sospetti…n.d.r.) e questo
character venne apprezzato da Vinnie Mac il quale gli diede delle chance.
Jake poteva contare su un nuovo pitone (chiamato Revelation, come le rivelazioni
della bibbia che era solito leggere il suo padrone) e con esso sconfisse
wrestlers di livello quali Tatanka e Ysaac Yankeem (la gimmick scialacquata del
dentista pazzo di quello che sarebbe diventato nientemeno che uno dei migliori
monster heel della storia della WWF/E, ossia Kane) e partecipò in elimination
tag team match 3 vs
Dopo una shot per l’IC title contro Goldust (titolo che Jake non ha mai
conquistato… cosa incredibile se si considera che uno del talento di Roberts
non ha mai vinto un titolo nella federazione di Stamfoard!) è tempo del
famigerato torneo King of the Ring.
Jake batte in sequenza: Triple H (al momento in cui la bio viene redatta World
Heavyweight champion, n.d.r.) e Bradshaw (al momento in cui la bio viene redatta
WWE Champion, n.d.r.) guadagnandosi il diritto di far parte del PPV a tema, nel
quale riuscì anche a passare l’ostacolo Vader (per squalifica), il quale però
lo distrusse dopo il match a suon di calci e pugni. E siamo in finale: Jake era
ridotto uno straccio e Stone Cold, l’altro finalista, ebbe vita facile…
Niente da fare per Jake, neanche il torneo King of the Ring lo vide mai quale
Re, ma ebbe il merito di coniare quella che è la frase più celebre del periodo
d’oro dell’attitude WWE: "Austin 3:16 says I just whipped your ass!"
rivoltagli da Steve Austin. E ancora oggi in tutte le arene aleggiano decine di
cartelli con su scritto “3:16”, ossia 3:16, il versetto del vangelo che Jake
recitava e ripreso poi da SCSA, in maniera, diciamo… pagana.
Perso per perso, perlomeno questo 1996 gli valse titoli in tutte le riviste
specializzate come miglior performer dell’anno. Magrissima consolazione per
Jake Roberts…
E Jake, desolatamente, rimase in WWE fino all’inizio del ’97, avendo però
tempo di instaurare un feud con un Jerry Lawler al tramonto, partorire
un’altra leggenda dell’era attitude (Rocky Maivia, alias The Rock: Jake era
nel match d’esordio di Rocky alle Survivor Series ’97) e partecipare alla
Royal Rumble del ’97 dove neanche fece bella figura, eliminato subito dallo
stesso Steve Austin che gli aveva qualche mese prima “whippato” il suo “ass”.
Quando le porte della WWE per lui erano chiuse si riaprì l’avventura
messicano, ma durò solo pochi mesi e fu una continua tragedia… Però
l’onore di lavorare ancora in tag con Eddie Guerrero non gli mancò.
Poi
Da qui in poi solo apparizioni nelle indies per raccimolare i soldi necessari ad
una vita economicamente dignitosa, ma anche la possibilità di partecipare ad un
altro grande evento: l’ultimo match del former WWF champion Yokozuna (RIP) col
quale combattè in coppia. Poi la
saggia scelta di ritirarsi in Inghilterra dove ha aperto una scuola di wrestling
che ha avuto gran seguito.
Jake Roberts è indubbiamente uno dei migliori wrestlers mai apparsi nella scena
americana, uno con una gran tecnica, un gran personaggio, un ottimo
intrattenitore, uno amatissimo da face e odiatissimo da heel, uno con capacità
al microfono semplicemente straordinaria e tutto questo non gli è bastato per
salire nell’olimpo di quelli che in WWF/E hanno ottenuto almeno una cintura.
Misteri di Stamfoard. Ma fateci caso: la vita della WWE è segnata da episodi…
e in quegli episodi molto spesso JAKE THE SNAKE ROBERTS è presente. E questa
non può essere solo una coincidenza. Da parte mia posso solo dire che da
ragazzino era il mio preferito in assoluto e di certo non sono l’unico a
pensarla così…
Aggiornata al mese di Ottobre 2004
Realizzazione a cura di Merio "The Butcher" Martinelli