Vero Nome: Aurelian Smith Junior
Proveniente da: Stone Mountain, GA
Nato il: 30 maggio '55
Peso e altezza: 267 libbre per 6,5 piedi
Debutto nel ring: 13 maggio '75
Mossa risolutiva: DDT


L'Italia per lui e per il suo pitone impazziva e anche se non ha mai indossato cinture importanti è rimasto nella memoria di qualsiasi fan di questo sport-show: stiamo parlando di Jake Roberts, o meglio ancora, di Jake The Snake! Devo essere sincero... solo il fatto di digitare il suo nome mi riempie di emozioni e ricordi... Cerchiamo di rivisitare al meglio la carriera di questo immenso quanto contraddittorio personaggio.
Altro figlio d'arte. Suo padre, Grizzly Smith,era un big man che ha girato per le federazioni di mezza America. Ma chi ha principalmente insegnato a Jake l'arte della lotta è stato Stu Hart, che tra il '75 ed il '79 s'è preso cura di fare dello Snake un buon lottatore. Prima di questo, comunque, Jake aveva calcato il ring della Mid-South federation, una piccola indie e per indies girerà anche ad addestramento concluso.
Nei primi anni ottanta firma un contratto con la Mid-Atlantic Championship Wrestling dove, pare incredibile, entrò a far parte di una stable che a voi appassionati dovrebbe ricordare qualcosa: si chiamava Legion of Doom! Si, la stessa LOD che in WWF sarà tra i tag più popolari della storia. Con Hawk ed Animal, Jake Roberts affinerà le sue tecniche e soprattutto saprà sviluppare la sua personalità tanto che si opporrà, in incontri tra i migliori della suddetta federazione, ad un altro grande: Dusty Rhodes. Ma il salto di qualità è ancora lungi da arrivare, infatti, dopo qualche cintura conquistata, passa alla WCCW. E' il 1984 e subito fa suo il titolo tv della federazione.
Ma non sarà questa la federazione che lo evidenzierà agli occhi della WWF. Piuttosto sarà in NWA, nell'85, che Jake saprà farsi notare. Qui darà vita ad un ottimo feud contro Shawn Michaels, conquisterà i titoli di coppia (insieme al futuro "Barbarian") perdendoli solamente contro il team di De Biase (Million Dollar Man nella federazione di Stamford). Col titolo nordamericano cucito alla vita, Roberts riceve la chiamata che segnerà la svolta della carriera: la WWF lo vuole per metterlo contro Hulk Hogan! E' il 1986 e Wrestlemania II lo aspetta a braccia aperte, tanto che quel palcoscenico lo vide vincitore contro George Wells.
Jake diviene molto popolare ed insieme molto… heel. Gli viene assegnato un siparietto, lo “Snake’s Pit” dove ha modo di dimostrare tutta la sua malvagità e questo angolo gli consentirà di incrementare ancora la stima di fans e bookers con scene molto originali e una cattiveria che lo portò a confronti storici, come quello contro Ricky “The Dragon” Stemboat, opposto al quale però otterrà solo sonore disfatte.
Passa poi ad un altro avversario di fama, l’Honky Tonk Man, che affronterà nell’87 a WMIII e contro di lui e contro The Mouth of South lancerà l’ira di Damian, il suo fedelissimo pitone. E con Jimmy Hart avrà in futuro numerose altre diatribe.
Nel frattempo la sua prima chance di conquistare un titolo importatnte in federazione, quello intercontinentale; nientemeno che contro Macho Man Randy Savage, ma Roberts non ha scampo contro un avversario di tale portata e la chimera d’una cintura sfuma. Ma a fare da palliativo per la disfatta, sempre nel 1987 c’è la vittoria nella Battle Royal (20 uomini nel ring, da confondere con la Royal Rumbe ) che rappresenterà forse la sua migliore affermazione su un quadrato.
Due elementi importanti caratterizzano la carriera dello Snake nell’88: una è che Jake è tanto popolare che viene deciso il suo passaggio a face, la seconda il feud contro Rick Rude, The Raveshing. Vi ricorderete tutti che Rude aveva la gimmick del rubacuori, dell’amante promiscuo e instancabile… ebbene… con chi avrà l’idea di provarci? Proprio con la moglie di Roberts, ossia Sheryl! Ovvio che lo Snake tenterà di difendere l’onore suo e della moglie in diverse occasioni, dentro e fuori dal ring e da ricordare è senza dubbio il match tra i due svoltosi a WMIV, incentrato nell’ambito del torneo per la cintura di campione del mondo. Il match finì addirittura in pareggio per sopraggiunti limiti di tempo, ma entrambi i wrestlers ne uscirono con una figura perlomeno egregia.
In un SNME (Saturday Night Main Event) la sua rivalità con Rude sarà lo specchietto per le allodole affinché si imbastisse un altro feud memorabile, ossia quello che vedeva opporsi Roberts all’indimenticabile Andrè The Giant. Fu proprio il gigante ad intervenire a favore dell’amico Rick Rude e Roberts non esitò ad aizzargli contro il suo pitone! Andrè cerco di scappare sbraitante ed alla fine addirittura svenne per la paura! A questo punto bisogna guardare con uno sguardo solo le due successive Wrestlemania.
Nella V Jake contro Andrè e la fine dell’incontro con la squalifica del gigante causata dall’interferenza di Ted Di Biase “The Million Dollar Man” (già rivale di Roberts in altre federazioni) e la VI in cui Roberts si scontrerà proprio contro lo stesso Di Biase che vide Jake sconfitto per count-out, ma la sua rivincita a suon di DDT e dollaroni infilati in bocca al nemico (proprio come Ted era avvezzo fare) rimarrà per sempre indelebile nel ricordo deglii appassionati di quel periodo.
In questi anni Jake Roberts avrà anche modo di farsi notare per le sue prestazioni alle survivor series dove fu sempre capitano dei suoi team e protagonista assoluto.
Ma un altro nemico l’attendeva al varco… un cattivissimo modello (Rick Martel) lo accecò col suo profumo a base di veleno! Arrogance, si chiamava il profumo e gli occhi di Jake smisero di vedere. I fan cominciarono a sostenere Roberts più che mai e questo, cieco, ma mai domo, riuscì a portare a casa una vittoria importantissima contro The Model a WMVII in un match in cui entrambi erano bendati (blindfold match). In verità Martel barò togliendosi le bende dagli occhi, ma il DDT di Roberts non lasciò scampo.
Ma una tragedia sta per investire il nostro eroe… Earthquake odia Damian e decide che l’esistenza del pitone sia già stata troppo lunga… Lo ucciderà presto a suon di drops. Jake è sconvolto e per un po’ non si sentirà più parlare di lui né del suo pitone ormai deceduto… Breve intramezzo: qua bisogna fare un’analisi della situazione. Roberts era stato accecato dal “Model” ed i suoi occhi non vedevano più bene come una volta e la morte di Damian lo sconvolse totalmente. E Roberts al suo ritorno non era più lui.
Indossava infatti quelle diaboliche e famigerate lenti a contatto che rendevano i suoi occhi diabolici ed il suo nuovo serpente, Lucifer, gli aveva conferito una personalità che chiamare perfida sarebbe poco… ORA JAKE E’ HEEL! Anzi, è forse uno dei più malvagi personaggi che la WWF ricordi.
Siamo agli albori degli anni ’90 e Jake trova il modo migliore per farsi odiare dai fans: rovinare l’evento più romantico della WWF: il match made in heaven, ossia il matrimonio tra Macho Man e Miss Elizabeth (RIP). Siamo a summerslam ’91 (un’edizione discutibile in quanto a capacità sul ring dei wrestlers) e i due piccioncini vogliono celebrare la loro unione davanti ad orde di telespettatori commossi dall’amore reciproco dei due. E Roberts che fa? Quello che farebbero tutti ad una coppia di sposi: un regalo. Ma questo regalo si rivelerà una trappola… Nella scatola c’è niente meno che… UN COBRA! Quello fu solo un avvertimento. Dobbiamo infatti aspettare qualche settimana affinché questo cobra morda Savage e succederà in un SNME che vedeva Macho Man impossibilitato a lottare a causa della stipulazione speciale di un match perso contro Ultimate Warrior. In quell’occasione Jake riuscì a immobilizzare Randy Savage usando le corde del ring e il suo Lucifer fece il resto. Fu un momento drammaticamente alto per la WWF e anche grazie allo spettacolo ed alla suspence creata in quell’occasione i dirigenti riammisero Macho Man come lottatore, mentre a Jake fu impedito di riportare di nuovo il suo serpente su un ring.
E visto che la vendetta è un piatto che va gustato freddo Randy Savage ebbe una chance di battere via pin Jake Roberts solo a fine del ’91, in un PPV chiamato This Tuesday e la sfruttò a pieno. Ma Jake, dando alito alla sua malvagità, massacrò Macho Man nel dopo match e colpì anche Miss Elizabeth attirandosi i cori sdegnati del pubblico (come forse solo il grande Andy Koufmann sapeva fare negli anni in cui inventò il wrestling intragenere vedendosela poi con Jerry Lawler, ma questa è un’altra storia…).
Ma la faida fra Macho Man e Jake Roberts ebbe degli strascichi, infatti nella RR del ’92 fu proprio Macho Man ad eliminare Jake, scagliandosi contro di lui con ogni forza e fu così che Jake vide svanire i suoi progetti di conquistare la vittoria nella Royal Rumble combinati con Undertaker, col quale lo vedremo apparire in tag in diverse occasioni. Ma ecco come il loro feud terminò definitivamente: poco dopo la Rumble si tenne un nuovo SNME tra Jake e Macho Man. Manco a dirlo, purtroppo, Jake fu di nuovo sconfitto, e per la rabbia cerco di assestare una sediata a Miss Elizabeth, ma a fermarlo fu lo stesso Taker… Colpo di scena. I due “amici nel male” ora si ritrovano uno contro l’altro! E nell’angolo del Taker, il funeral parlour accadde un altro di quegli episodi che gli appassionati del wrestling non possono dimenticare: l’occasione era un’intervista a Jake Roberts, nella quale Taker dichiarò le sue perplessità sulle azioni così cruente e malvagie di Jake, il quale come tutta risposta gli chiuse una mano dentro alla bara accanendosi poi contro Paul Bearer!
A WMVIII la resa dei conti: in un match davvero affascinante Jake riuscì a tener testa al mostro che il Taker era, ma i suoi DDT non bastarono e Taker ebbe la meglio grazie ad una Tombstone effettuata fuori ring (bisogna precisare che rivedendo le immagini la testa di Jake non sfiorò neanche il pavimento in quell’occasione…).
Un po’ a causa dei suoi noti problemi di dipendenza da alcool e droghe, un po’ perché non erano previsti shots per il nostro Jake, quella WM segnò per diverso tempo l’ultima apparizione di Roberts in WWF. Ma uno del suo talento non poteva rimanere senza contratto a lungo, e la WCW gli offrì un contratto e la possibilità di confrontarsi subito con una leggenda come Sting!
Jake impedì a Sting di avere la possibilità si sfidare Vader per il titolo e poi lo umiliò a Clash of the Champions 20 quando portò alla vittoria la sua squadra contro quella dello Stinger in un survivor tag team match con quattro lottatori per parte.
Era il ’92 e la WCW aveva riservato a questo feud il main event di Halloween Hevoc di quell’anno, ma a causa di una assurda scelta dei bookers la stipulazione del match risultò insensata e l’incontro ne risentì assai… Fu il primo ed unico (o perlomeno spero) “Coal Miner Glove Match", ossia l’incontro del guantone da minatore… semplicemente ridicolo… Neanche a dirlo vinse Sting con una Sharpshooter (Scorpion Deathlock). Con questa triste pagine si concluse il romanzo di Jake alla WCW…
Jake riuscì a tornare nel ring solo nel ’93, in Messico nella AAA dove partecipò ad alcuni importanti eventi avendo a che fare con lottatori osannati nella loro patria come Konnan o Cien Caras. Con quest’ultimo lottò in coppia contro lo stesso Konnan e anche qui la disfatta fu totale. Fino al ’94 si succedettero le avventure messicane di Jake (che lottò anche in tag con un giovane Eddie Guerriero), fino a quando Jim Cornette non lo chiamò alla SMW (Smoky Mountain Wrestling) della quale diventò anche campione assoluto.
Qui faceva sua un’attitudine estremamente “heel” attraverso la quale riuscì ad egemonizzare su se stesso le vicende della federazione, fino a che il 5 luglio del ’94 dovette cedere indietro il titolo a Dirty White Boy.
Se da una parte questa scelta di privarlo di un titolo, poi non così prestigioso come quello della SMW, gli procurò un grave sconforto mentale, dall’altra questo può essere considerato l’incipit ad un ritorno ottimo in WWF. Infatti Roberts nel ’96 fu richiamato a Stamfoard per la Royal Rumble , nella quale fece anche una discreta prestazione.
A questo punto, un Jake notoriamente incline all’uso di Alcool, tra la leggenda e la realtà mise in primo piano il fatto che grazie alle sacre scritture era diventato un uomo nuovo e migliore (anche un certo Gorge W. Bush ha fatto dichiarazione del genere in tempi non sospetti…n.d.r.) e questo character venne apprezzato da Vinnie Mac il quale gli diede delle chance.
Jake poteva contare su un nuovo pitone (chiamato Revelation, come le rivelazioni della bibbia che era solito leggere il suo padrone) e con esso sconfisse wrestlers di livello quali Tatanka e Ysaac Yankeem (la gimmick scialacquata del dentista pazzo di quello che sarebbe diventato nientemeno che uno dei migliori monster heel della storia della WWF/E, ossia Kane) e partecipò in elimination tag team match 3 vs 3 a WM XII dove cedette solo alla fine a Vader. Nel suo team c’era anche British Bulldog che lo accusò di essere colpevole della sconfitta e con lui instaurò un breve feud che però vide uscire vincitore Smith.
Dopo una shot per l’IC title contro Goldust (titolo che Jake non ha mai conquistato… cosa incredibile se si considera che uno del talento di Roberts non ha mai vinto un titolo nella federazione di Stamfoard!) è tempo del famigerato torneo King of the Ring.
Jake batte in sequenza: Triple H (al momento in cui la bio viene redatta World Heavyweight champion, n.d.r.) e Bradshaw (al momento in cui la bio viene redatta WWE Champion, n.d.r.) guadagnandosi il diritto di far parte del PPV a tema, nel quale riuscì anche a passare l’ostacolo Vader (per squalifica), il quale però lo distrusse dopo il match a suon di calci e pugni. E siamo in finale: Jake era ridotto uno straccio e Stone Cold, l’altro finalista, ebbe vita facile… Niente da fare per Jake, neanche il torneo King of the Ring lo vide mai quale Re, ma ebbe il merito di coniare quella che è la frase più celebre del periodo d’oro dell’attitude WWE: "Austin 3:16 says I just whipped your ass!" rivoltagli da Steve Austin. E ancora oggi in tutte le arene aleggiano decine di cartelli con su scritto “3:16”, ossia 3:16, il versetto del vangelo che Jake recitava e ripreso poi da SCSA, in maniera, diciamo… pagana.
Perso per perso, perlomeno questo 1996 gli valse titoli in tutte le riviste specializzate come miglior performer dell’anno. Magrissima consolazione per Jake Roberts…
E Jake, desolatamente, rimase in WWE fino all’inizio del ’97, avendo però tempo di instaurare un feud con un Jerry Lawler al tramonto, partorire un’altra leggenda dell’era attitude (Rocky Maivia, alias The Rock: Jake era nel match d’esordio di Rocky alle Survivor Series ’97) e partecipare alla Royal Rumble del ’97 dove neanche fece bella figura, eliminato subito dallo stesso Steve Austin che gli aveva qualche mese prima “whippato” il suo “ass”.
Quando le porte della WWE per lui erano chiuse si riaprì l’avventura messicano, ma durò solo pochi mesi e fu una continua tragedia… Però l’onore di lavorare ancora in tag con Eddie Guerrero non gli mancò.
Poi la ECW : piccole apparizioni, ma anche dei PPV (Hardcore Heaven del ’97 e Novembre to Remember del ‘98) ed ebbe qui modo di scontrarsi ancora con Jerry Lawler diviso tra la WWE e la ECW nel periodo precedente all’Invasion e con miti della federazione suddetta come Justin Credible e Tommy Dreamer (entrambi poi passeranno per brevi tempi in WWE).
Da qui in poi solo apparizioni nelle indies per raccimolare i soldi necessari ad una vita economicamente dignitosa, ma anche la possibilità di partecipare ad un altro grande evento: l’ultimo match del former WWF champion Yokozuna (RIP) col quale combattè in coppia.  Poi la saggia scelta di ritirarsi in Inghilterra dove ha aperto una scuola di wrestling che ha avuto gran seguito.
Jake Roberts è indubbiamente uno dei migliori wrestlers mai apparsi nella scena americana, uno con una gran tecnica, un gran personaggio, un ottimo intrattenitore, uno amatissimo da face e odiatissimo da heel, uno con capacità al microfono semplicemente straordinaria e tutto questo non gli è bastato per salire nell’olimpo di quelli che in WWF/E hanno ottenuto almeno una cintura. Misteri di Stamfoard. Ma fateci caso: la vita della WWE è segnata da episodi… e in quegli episodi molto spesso JAKE THE SNAKE ROBERTS è presente. E questa non può essere solo una coincidenza. Da parte mia posso solo dire che da ragazzino era il mio preferito in assoluto e di certo non sono l’unico a pensarla così…


Aggiornata al mese di Ottobre 2004

Realizzazione a cura di Merio "The Butcher" Martinelli