Vero nome: Joe Seannoa
Soprannome:
The Samoan Submission Machine
Data di nascita: 17 marzo
1979
Provenienza: nato nelle isole
Samoa, residente a Orange County, California
Altezza: circa 1.90 m
Peso:
circa 130 kg
Mossa finale: Choke Sleeper,
Musclebuster
Altre
mosse tipiche: Island Driver, STF, Death Valley Driver, Enziguri Kick
Titoli
Vinti:
-
UIWA Tag Team Titles (2 Volte)
- UPW No Holds Barred Title (2
Volte)
- UPW Heavyweight Title
- ROH Title
- ROH Pure Title
- TWE Heavyweight Title
- Ballpark Brawl Natural Title
- PWA Pure Wrestling Title
- TNA
X-Division Title (2 Volte)
Joe Seannoa nasce il 17 marzo 1979 nelle isole Samoa. Trasferitosi con la sua famiglia negli USA, segue un training camp della UIWA, denominato West Coast Dojo. I suoi maestri, in questo periodo di apprendimento, sono Johnny Hemp, Cincinnati Red e John Delayo. Dopo soli tre mesi di allenamento Samoa Joe lotta il suo primo match contro il veterano Uncle Jess Hansen e, in seguito, combatte in svariate occasione nel circuito indipendente contro uno dei suoi trainers: Cincinnati Red.
Dopo aver accumulato esperienza, Samoa Joe viene contattato dalla UPW, federazione controllata dall’allora WWF: il samoano darà vita al più lungo regno titolato della storia della compagnia, conquistando l’UPW Heavyweight Title il 14 marzo 2001 contro Christopher Daniels, difendendolo in più occasioni contro avversari prestigiosi come Tommy Dreamer, e perdendolo infine il 27 novembre per mano di Mikey Henderson. In questo lasso di tempo Joe effettua anche un tryout con la WWF, lottando contro Essa Rios a Jakked: la federazione di Vince McMahon, però, non lo ritiene ancora all’altezza. Dopo i successi all’UPW, Samoa Joe parte per il giappone, dove lotta nella federazione Zero-One, controllata da Shinya Hashimoto. In territorio nipponico Joe prende parte alla serie di pay per view denominata Shingeki, e, in seguito, agli annuali tornei “Burning Hearts”. Nel tardo 2002 Joe effettua la scelta che cambierà la sua vita professionale: firma, infatti, per la Ring of Honor, dove il 5 ottobre viene sconfitto nell’incontro di debutto da Low Ki. Il 9 novembre, tuttavia, arriva la sua prima vittoria, quando, insieme a Christopher Daniels e Donovan Morgan, batte Low Ki, Homicide e Doug Williams.
Il 18 dicembre Joe lotta in un bellissimo Fatal Four Way -conclusosi senza vincitori per raggiunto limite di tempo- contro Low Ki, American Dragon e Steve Corino. Il 15 marzo arriva un successo fondamentale per il samoano, che, imponendosi su Homicide, Ez Money e BJ Whitmer, conquista una title shot per il ROH Title: l’occasione viene sfruttata solo una settimana dopo, quando, grazie alla vittoria sul campione Xavier, Joe si impossessa della cintura principale della compagnia, pochi mesi dopo il suo debutto. Da questo momento Joe inanella una gran serie di difese vincenti, mostrando di essere pressoché indistruttibile: il 26 aprile si sbarazza di Matt Stryker, Colt Cabana e Tom Carter, due settimane dopo spazza via Doug Williams, mentre il 31 maggio si impone su Homicide. Il 28 giugno Joe mantiene la cintura contro Danny Maff, mentre il 19 luglio sconfigge Paul London, abbandonando la keyfabe dopo la fine del match per salutare, insieme agli altri membri del roster, il buon Paul che da lì a poco sarebbe passato alla WWE. L’estate si conclude nel migliore dei modi per il samoano, che, nel mese di agosto, difende vittoriosamente il titolo dagli assalti rispettivamente di BJ Whitmer e CM Punk. Il 19 settembre, alla Major League Wrestling, Samoa Joe (che nell’occasione lottava con il suo vero nome di Joe Seannoa) viene battuto da Mike Awesome, ma si riscatta solamente una sera dopo, quando mantiene il suo ROH Title, sconfiggendo Christopher Daniels in un bellissimo incontro. Il 16 ottobre Joe si conferma campione imponendosi su Jay Briscoe, ma, pochi giorni dopo, viene sconfitto da Homicide in un intensissimo No Holds Barred No Title match. Il 28 novembre Joe prova a conquistare un’altra cintura, sfidando i campioni di coppia Briscoe Brothers in coppia con AJ Styles: il risultato è negativo a causa di un’incomprensione tra Joe e AJ, e tutto questo porta a un match tra i due una sera più tardi, in cui è Joe a imporsi. Il 27 dicembre, a ROH vs AJPW Final Battle, Joe si conferma campione battendo Mark Briscoe, mentre il 9 gennaio ha la meglio sull’ex ECW Balls Mahoney. Nel frattempo i dissapori del ROH Champion con i fratelli Briscoe crescono, e così Joe prova in due occasioni a strappare loro i titoli di coppia: i suoi partners sono rispettivamente American Dragon e Jerry Lynn, ma il risultato è negativo in entrambe le occasioni. Il 14 febbraio 2004, allo show per il secondo anniversario della ROH, Joe mantiene il titolo imponendosi in un Fatal Four Way match su Danny Maff, Low Ki e BJ Whitmer, mentre, poche settimane dopo, sconfigge Jay Briscoe in un violento Steel Cage match. Nel mese di aprile Samoa Joe inizia una dura rivalità con Homicide, il quale, nello show del 23, dopo essere stato sconfitto per squalifica, colpisce il samoano addirittura con del fuoco: la notte successiva Joe è ovviamente costretto a lottare bendato, ma riesce comunque a imporsi su Matt Stryker. Il 22 maggio, poi, Joe si vendica di Homicide, battendolo nettamente e conservando la cintura. In questo periodo Joe lotta anche in varie Indies, come la JAPW, dove in coppia con Danny Maff viene battuto da Vader e Mike Awesome, e la IWA Mid South, dove ha la meglio sul solito Homicide. Il 12 giugno Samoa Joe affronta CM Punk con il titolo in palio: il match si rivela strepitoso e si chiude senza vincitori dopo un’ora per raggiunto limite di tempo. Al termine della contesa, però, Joe viene nuovamente attaccato da Homicide, il quale sostiene che la loro rivalità sia lontana dall’essere conclusa. Pochi giorni dopo Joe batte B-Boy alla Pro Wrestling Guerrilla e, il 24, si impone su Matt Stryker, prima di non riuscire a ottenere il successo in un 6 Way match vinto da The American Dragon. Il 17 luglio Joe fa team con i Briscoe Brothers, sconfiggendo per squalifica i Rottweilers, un gruppo composto da Homicide, Rocky Romero e Ricky Reyes. Al termine dell’incontro si presenta sul ring il rientrante Low Ki che, inizialmente sembra schierarsi dalla parte di Samoa Joe, ma poi lo attacca, unendosi ai Rottweilers.
Il 23 luglio Joe mantiene nuovamente il titolo contro Homicide, facendolo cedere con la sua Choke Hold, ma viene ancora una volta malmenato dai Rottweilers. Solo ventiquattro ore dopo, tuttavia, il samoano è in condizione di difendere vittoriosamente la sua cintura dall’assalto di Colt Cabana. Il 7 agosto Joe è addirittura chiamato a lottare contro Trent Acid, atleta della CZW, ma anche in questa circostanza si conferma campione. Pochi giorni dopo, tuttavia, viene schienato dal suo nemico Homicide, in un Triple Threat No Title match che vede coinvolto anche CM Punk. Si riscatta però l’11 settembre, quando si impone su Doug Williams. Sul finire del mese di settembre Joe si fa vedere spesso alla IWA Mid South, dove partecipa a un torneo chiamato Ted Petty Invitational: qui sconfigge nell’ordine Roderick Strong, Nigel McGuinnes e Rainman, ma perde, nella finale, in un Triple Threat vinto da AJ Styles che vedeva coinvolto anche “American Dragon” Bryan Danielson. Pochi giorni dopo, alla IWC, Samoa Joe lotta contro Christopher Daniels in un fantastico incontro terminato in pareggio dopo mezz’ora. Il 2 ottobre Joe difende il suo titolo ROH dall’assalto di American Dragon e, due settimane dopo, sconfigge Rocky Romero dei Rottweilers. In ottobre Joe si fa vedere nuovamente molto spesso alla IWA Mid South, dove combatte fino a un No Contest contro Abyss e vince, il 22 ottobre, il Revolution Strong Style Tournament, imponendosi nella stessa serata su Austin Aries, Roderick Strong e B-Boy. Il 6 novembre, tornato alla ROH, Samoa Joe fa coppia con una leggenda come Jushin Thunder Liger, per avere la meglio su Low Ki e American Dragon. Dopo una vittoria alla IWC contro Chris Hero, Joe è però chiamato, il 4 dicembre, alla difficile difesa del titolo contro CM Punk: in un incontro lungo e spettacolare riesce, seppur con grande fatica, a conservare la cintura, lanciando al termine una sfida nientemeno che a Mick Foley. Il 10 dicembre Joe prova a strappare il titolo massimo della JAPW a Danny Maff, ma l’incontro termina in No Contest. Pochi giorni dopo, invece, batte Bryan Danielson alla PWG. Viene intanto sancito che la sua prossima difesa del titolo ROH sarebbe stata il 26 dicembre contro Austin Aries: in questa occasione accade l’incredibile e Joe, dopo aver subito l’accoppiata Brainbuster-450° Splash del rivale, è costretto a capitolare, cedendo così la cintura dopo ventidue ininterrotti mesi di regno. Nonostante questa bruciante sconfitta il 2005 inizia abbastanza bene per Samoa Joe, che il 7 gennaio batte Roderick Strong alla FIP, in un match da standing ovation. Pochi giorni dopo, invece, dopo una vittoria su Nigel McGuinness alla ROH, si confronta faccia a faccia con Mick Foley: l’Hardcore Legend promette al samoano che gli procurerà un avversario in grado di sconfiggerlo e, approfittando di un suo attimo di distrazione, lo colpisce con una sediata. L’inizio del mese di febbraio vede intanto Joe impegnato a lottare in varie Indies: riesce ad avere la meglio su Brad Bradley alla IWA Mid South e su Eric Priest alla NWA No Limits, ma viene battuto per Count Out da Super Dragon alla Pro Wrestling Guerrilla.
Il 19 febbraio Samoa Joe affronta l’avversario scelto da Foley: si tratta di Vordell Walker che viene spazzato via in cinque minuti. L’ex campione WWF non è ovviamente contento e costringe nuovamente Joe a lottare, questa volta contro Ebessan, vestito per l’occasione da Cactus Jack. Joe vince ancora e, dopo il match, colpisce Foley, che però viene salvato dal campione ROH Austin Aries. Il 25 febbraio Samoa Joe e Bryan Danielson battono Aries e Jack Evans, ma, solamente una sera dopo, lo stesso Aries si conferma campione imponendosi proprio su Joe. Il 5 marzo il samoano, Danielson e Vordell Walker si uniscono per partecipare a un torneo tra terzetti: nel primo turno si impongono su Spanky, Nigel McGuinnes e James Gibson, ma vengono in seguito battuti da Homicide, Rocky Romero e Ricky Reyes, che si facevano ancora chiamare Rottweilers. Il mese di marzo vede Joe molto attivo nella varie Indies: il 19 sconfigge CM Punk in un grande incontro alla TWC, il 24 è in Inghilterra alla 1PW, dove ha la meglio in due match distinti su Spud e Michael Stone, e il 26 lotta invece alla JAPW battendo Low Ki. Il mese di aprile inizia maluccio per Joe, che alla PWG perde contro AJ Styles un incontro che avrebbe sancito il primo sfidante alla cintura massima della federazione e, pochi giorni dopo, in tag con Jay Lethal, viene battuto da BJ Whitmer e Jimmy Jacobs in un match con in palio i vacanti ROH Tag Team Titles. Il 16 aprile, grazie allo schieramento ottenuto ai danni di Colt Cabana, in un incontro che vedeva impegnati anche Alex Shelley e Nigel McGuinnes, Samoa Joe si guadagna una title shot per il ROH Pure Title. L’occasione viene sfruttata il 7 maggio e così Joe, grazie alla vittoria su Jay Lethal, inserisce nella sua già prestigiosa bacheca anche la seconda cintura della federazione: i due contendenti immediatamente dopo l’incontro vengono attaccati dai Rottweilers e sono perciò costretti a combattere, nella stessa serata, contro Homicide e Low Ki, i quali si impongono sfruttando la loro maggior freschezza. Il 21 maggio Joe trova ancora sulla sua strada Lethal che, alla JAPW, si impone proprio sul samoano, su Kevin Steen e su Homicide, laureandosi campione della federazione. Nel mese di giugno, invece, Joe si occupa di difendere il suo ROH Pure Title, uscendo vittorioso dalle sfide contro James Gibson, Nigel McGuinnes e Colt Cabana. Il 18 giugno Samoa Joe lotta alla IWA Mid South contro Necro Butcher: l’incontro, che lo vede vincitore, è ricordato come uno dei più “stiff” della storia del wrestling. Solamente una sera dopo, invece, Joe compie un passo fondamentale per la sua carriera: debutta infatti in TNA nel corso del ppv Slammiversary, imponendosi su Sonjay Dutt e iniziando una striscia d’imbattibilità che sarebbe durata molto a lungo. Nei giorni seguenti Joe lotta alla Full Impact Wrestling, dove sconfigge Azrieal, e alla Warrior 1 Wrestling, dove viene battuto da Raven a causa di un’interferenza di Mick Foley. Nell’edizione di Impact dell’8 luglio Joe vince un Triple Threat match contro Elix Skipper e Shark Boy e, inoltre, attacca a sorpresa Chris Sabin: una settimana dopo lo stesso Sabin si vendica, interferendo in un incontro che vedeva Samoa Joe e Christopher Daniels opposti al Team Canada e permettendo, con la sua interferenza, a Petey Williams di schienare The Fallen Angel. Si rende così necessaria una resa dei conti tra i due: il match, molto buono, si tiene a No Surrender e vede la netta vittoria di Joe con la sua Musclebuster. In questo lasso di tempo, ovviamente, The Samoan Submission Machine non abbandona la ROH, ma, anzi, riesce a conservare il suo Pure Title, respingendo gli assalti di Austin Aries e Jimmy Rave. Sul finire del mese di luglio si tiene in TNA il torneo denominato Super X Tournament, che assegna, tra l’altro, al vincitore, una title shot per l’X-Division Championship. Joe ovviamente vi partecipa e supera i primi due turni imponendosi rispettivamente su Sonjay Dutt e Alex Shelley. Nel frattempo lotta alla ROH, in squadra con James Gibson e Jay Lethal, contro i suoi nemici Rottweilers, da cui viene purtroppo sconfitto. Il 5 e 6 agosto Joe è alla FIP, dove batte Spanky e Ace Steel, mentre il 12 combatte alla ROH in un Fatal Four Way valido per il titolo massimo, che vede la vittoria di James Gibson. Il 14 agosto, a Sacrifice, in un match bellissimo, Joe sconfigge AJ Styles, aiutato anche dall’interferenza del campione X-Division Christopher Daniels, e si aggiudica così il Super X Tournament, acquisendo il diritto di sfidare il detentore della cintura.
E’ questo un ottimo periodo per Joe, che ottiene in rapida sequenza una vittoria alla PWA su Super Dragon, una alla ROH su Christopher Daniels, e una su AJ Styles alla IWC. Una pesante battuta d’arresto arriva però il 27 agosto, quando Nigel McGuinnes lo sconfigge, strappandogli il ROH Pure Title. Il 9 settembre Joe batte facilmente Shark Boy a Impact, ma, una sera dopo, perde per mano di Rhino alla Jersey All Pro Wrestling. A Unbreakable Samoa Joe dovrebbe usufruire della Title Shot conquistata a Sacrifice, ma, visto il finale sporco per l’interferenza di Daniels, la dirigenza TNA trasforma il match in un Triple Threat, inserendovi anche lo sconfitto AJ Styles: la contesa, a cui viene assegnato il main event dello show, è così bella da non poter essere descritta a parole, e vede la vittoria di AJ con pin decisivo su The Fallen Angel. Il 24 settembre, alla ROH, Samoa Joe batte Milano Collection AT, ma, nella stessa serata, non riesce a imporsi in un 6 Way match, che vede invece la vittoria di Roderick Strong. Una settimana dopo Joe viene sconfitto da Kenta Kobashi in un incontro fantastico, giudicato da molti il miglior match mai combattuto nella Ring of Honor. Tra il 5 e l’8 ottobre, nel corso delle World Series Wrestling, il samoano affronta in tre occasioni distinte Test, collezionando però solo un successo e due sconfitte. Il 14 dello stesso mese, alla ROH, ha la meglio, in coppia con Jay Lethal, su Alex Shelley e Jimmy Rave, ma, una sera dopo, fallisce l’assalto al Pure Title, venendo nuovamente battuto da Nigel McGuinness. Il 22 ottobre Samoa Joe, nella sua prima apparizione a Impact da quando il programma veniva trasmesso da Spike TV, ha la meglio su Elix Skipper e, cosa ben più importante, sconfigge nella serata successiva, a Bound For Glory, un grandissimo lottatore come Jushin Thunder Liger. Nel corso dell’evento Joe partecipa anche a una Battle Royal, vinta da Rhino, che assegnava una shot all’NWA Title. Il 4 e 5 novembre The Samoan Submission Machine lotta alla ROH: nella prima occasione partecipa a un Fatal Four Way vinto da Christopher Daniels e, ventiquattro ore dopo, si impone proprio su The Fallen Angel in un incontro uno contro uno. Il 12 novembre, inoltre, a Impact, Joe affronta Austin Aries, battendolo, in un rematch delle loro tante battaglie alla Ring of Honor. A Genesis Joe partecipa a un incontro a eliminazione quattro contro quattro: i suoi partners sono Christopher Daniels, Alex Shelley e Roderick Strong, mentre la squadra avversaria è composta da Austin Aries, Michael Shane, Sonjay Dutt e Chris Sabin. Al termine del match gli unici due sopravvissuti si rivelano essere proprio il samoano e Daniels, ma Joe, geloso del fatto che sia stato The Fallen Angel a effettuare il pin finale, lo attacca brutalmente, eseguendo addirittura la Musclebuster su una sedia. Pochi giorni dopo Joe si presenta a Impact ancora sporco del sangue di Christopher e si impone su Jerrelle Clark. Il 19 novembre, in tag con Jay Lethal, perde da Aries e Strong alla ROH, mentre una settimana dopo batte Chris Sabin alla IWC in un ottimo incontro. Il 3 dicembre Samoa Joe attacca con violenza il campione X-Division AJ Styles, sfidandolo apertamente per un match. Pochi giorni dopo, però, Joe è costretto a ingoiare un boccone amaro, in quanto Jay Lethal lo sconfigge alla ROH e dopo la conclusione dell’incontro si rivolta contro di lui, turnando heel (ovviamente solo per quanto riguarda la Ring of Honor). A Turning Point, l’11 dicembre, Samoa Joe affronta AJ Styles: dopo un altro match eccezionale Joe è bravissimo a imporsi, annullando addirittura la Styles Clash del rivale e laureandosi così TNA X-Division Champion. Al termine della contesa Joe prova a infierire su AJ, che però viene salvato dal rientrante Christopher Daniels. Nell’edizione di Impact successiva all’evento Joe inaugura il suo title reign battendo Jay Lethal. Lo stesso Lethal, però, si vendica pochi giorni dopo alla ROH, sconfiggendo Samoa Joe, Christopher Daniels e BJ Whitmer in un Four Corners Survival match. La conclusione del 2005 è ricca di riconoscimenti per The Samoan Submission Machine: è suo infatti il miglior match dell’anno, sia per quanto riguarda la TNA (Unbreakable), sia per quanto riguarda la ROH (parliamo ovviamente di quello contro Kenta Kobashi). Il 31 dicembre, infine, nell’ultima puntata di Impact dell’anno, Joe si sbarazza di Roderick Strong.
L’inizio del 2006 vede Joe impegnato alla 1PW, dove il 6 gennaio partecipa a un Fatal Four Way vinto da AJ Styles, e il giorno successivo sconfigge Masato Tanaka per Count-Out. Pochi giorni dopo, invece, alla IWA Mid South, Samoa Joe batte nuovamente Necro Butcher, in un incontro brutale, ma non ai livelli del precedente. Il 15 gennaio si tiene Final Resolution, e qui The Samoan Submission Machine difende l’X-Division Title contro Christopher Daniels, imponendosi nettamente. Passano pochi giorni e Joe replica il successo su The Fallen Angel alla Prime Time Wrestling. Il 28 gennaio, a Impact, Samoa Joe mantiene l’X-Title battendo Michael Shane e, pochi giorni dopo, difende vittoriosamente la cintura anche contro AJ Styles alla NWA Wrestle Birmingham. Nella puntata di Impact dell’11 febbraio Joe esce vincitore da un Triple Threat che lo vedeva opposto a Jay Lethal e Chasyn Rance. Ad Against All Odds, però, è chiamato a competere in un match a tre molto più difficile: quello contro Styles e Daniels in una rivincita di Unbreakable. La contesa, pur non essendo al livello della prima, si rivela di gran livello e vede un nuovo successo di Joe, che si afferma sempre di più come macchina indistruttibile. Il 25 febbraio, alla ROH, Joe si vendica del tradimento di Lethal, sconfiggendolo e, una sera dopo, batte Roderick Strong alla Maryland Championship Wrestling. Nell’edizione di Impact del 4 marzo, dopo una vittoria in coppia con Shannon Moore su Styles e Daniels, Joe viene apertamente sfidato dai suoi storici rivali a mettere nuovamente in palio l’X-Division Title, questa volta però in un Ultimate X. Nel frattempo il samoano si fa vedere anche alla 1PW, dove partecipa al torneo per l’assegnazione del massimo titolo della compagnia, battendo Austin Aries, ma venendo sconfitto ed estromesso da AJ Styles. L’11 marzo Joe batte Colt Cabana alla ROH, ma, a Destination X, è purtroppo costretto a cedere la cintura a Christopher Daniels nell’Ultimate X, penalizzato anche da un problema all’occhio. Pochi giorni dopo Joe riesce a conquistare la cintura massima della TWE, battendo Bobby Roode, e sconfigge inoltre AJ Styles nel primo house show della storia della TNA. Il 25 marzo, alla ROH, in coppia con American Dragon, perde un International Tag Team Dream match, contro i giapponesi Kenta e Naomichi Marafuji e, nello show successivo, viene battuto da Christopher Daniels. L’1 aprile, nel corso di Impact, Joe batte Alex Shelley, Sonjay Dutt e Chris Sabin, conquistando una title shot per l’X-Division Championship, mentre i giorni successivi lo vedono sconfiggere Daniels alla NWA Wrestle Birmingham e soccombere a Rhino alla Cleveland All Pro Wrestling. Nell’edizione di Impact del 13 aprile Samoa Joe schiena Christopher Daniels con l’Island Driver, riappropriandosi del titolo della X-Division. Due giorni dopo, in un house show, affronta addirittura il campione NWA Christian Cage, ma l’incontro termina in No Contest. In questo periodo, inoltre, la Ring of Honor inizia una rivalità con la CZW: negli show del 22 e del 28 aprile Joe lotta nel team ROH, che però viene sconfitto in entrambe le circostanze dagli avversari della Combat Zone Wrestling. A Lockdown, intanto, Samoa Joe è chiamato a difendere il suo titolo contro una leggenda ex ECW come Sabu: l’incontro si rivela piuttosto breve, ma intenso, e viene comunque vinto da Joe. L’11 maggio, a Impact, The Samoan Submission Machine viene scelto da Sting per essere il suo partner a Sacrifice, contro Jeff Jarrett e Scott Steiner: Joe accetta e, al ppv, conduce il suo team alla vittoria, ma non accorre a salvare Sting nel post-match, quando l’ex campione WCW viene malmenato da Jarrett e Steiner. In questo periodo Samoa Joe continua naturalmente a impegnarsi nel feud ROH vs CZW e, per questo motivo, affronta nuovamente Necro Butcher, in un incontro conclusosi però in No Contest. Sempre alla ROH, inoltre, il 17 giugno, partecipa a un Triple Threat vinto da Kenta e comprendente anche American Dragon, che si rivela un vero e proprio classico. A Slammiversary Samoa Joe sconfigge, grazie a una powerslam, Scott Steiner, dimostrando di poter essere competitivo anche tra gli heavyweight. Nell’edizione successiva di Impact, però, lo stesso Steiner costa a Joe il titolo X-Division, ceduto a Senshi in un Triple Threat comprendente anche Sonjay Dutt. Il 24 giugno, alla ROH, dopo una vittoria su Delirious, Joe viene attaccato da vari lottatori della CZW, mentre, pochi giorni dopo, si impone su AJ Styles alla UWA. Il 15 luglio, il team ROH, composto da Joe, American Dragon, BJ Whitmer, Adam Pearce e Ace Steel, affronta cinque avversari della CZW: dopo l’inaspettato tradimento di Bryan Danielson, è il rientrante a sorpresa Homicide a permettere il trionfo dei portacolori della Ring of Honor. A Victory Road Joe viene inserito in un importante Fatal Four Way, con in palio una shot all’NWA Title, in cui è però Sting ad aggiudicarsi la vittoria. Nei giorni successivi Joe si prende, comunque buone soddisfazioni agli house shows TNA, battendo prima AJ Styles, e poi Abyss e Rhino in un Triple Threat. Nell’edizione di Impact del 27 luglio, il match tra Samoa Joe e Rhino si conclude in No Contest a causa dell’interferenza di Monty Brown: viene così sancito un Falls Count Anywhere tra i tre lottatori a Hard Justice. Prima dell’evento, tuttavia, Joe prova a strappare il titolo massimo della ROH ad American Dragon, ma l’incontro termina dopo un’ora per raggiunto limite di tempo.
Il 13 agosto si tiene Hard Justice e, in questa occasione, Samoa Joe è bravissimo a imporsi sui suoi due rivali, in una contesa molto spettacolare. Il buon momento per The Samoan Submission Machine prosegue a Impact, con la vittoria su Ron Killings, e alla ROH, con l’affermazione su Claudio Castagnoli. Fallisce però, in tag con BJ Whitmer, nel tentativo di strappare i titoli di coppia a Roderick Strong e Austin Aries. Il 27 agosto è un grande giorno per Joe che, dapprima sconfigge Steve Corino, poi esce vincitore da un Fatal Four Way comprendente anche Chris Daniels, Homicide e Low Ki, conquistando il Ballpark Brawl Natural Title. Nel mese di settembre Joe lotta alla ROH in due occasioni, battendo dapprima Roderick Stong e poi, in coppia con Homicide, i Briscoe Brothers. Viene intanto annunciato che, a TNA No Surrender, avrebbe affrontato in un No Title match il campione NWA Jeff Jarrett. The King of the Mountain si prende un vantaggio nell’edizione di Impact del 21 settembre, quando colpisce Joe lasciandolo esanime al suolo, ma nulla può al ppv, venendo schienato dopo una Musclebuster di Joe, che, tra l’altro, esce dall’arena rubando la cintura di Jarrett. Nella puntata seguente di Impact Joe sale sul ring e dice a Jarrett di farsi avanti per riprendere il suo alloro, ma il campione si guarda bene dal presentarsi e riesce a tornare in possesso della cintura solo il 12 ottobre, quando Joe, dopo un Ladder match non sanzionato vinto contro Christian Cage, stava battagliando contro Abyss. In queste settimane, inoltre, il samoano lotta molto spesso contro “American Dragon” Bryan Danielson, con cui pareggia alla ROH, ma che riesce a sconfiggere pochi giorni dopo alla Cleveland All Pro Wrestling. Nell’edizione di Impact del 19 ottobre Samoa Joe ha un primo intenso confronto con il fresco di debutto in TNA Kurt Angle, il quale lo colpisce con una potente testata. A Bound For Glory Joe dapprima sconfigge Abyss, Raven e Brother Runt in un Monster’s Ball match e, in seguito, arriva nuovamente al contatto fisico con Angle. La rivalità con l’eroe olimpico si presenta da subito come molto interessante e fondamentale per la carriera di Joe che, nel frattempo, continua comunque a impegnarsi alla ROH, dove il 28 ottobre batte American Dragon in un incontro senza squalifiche, ma non valido per la cintura. Il 29 ottobre, alla Maryland Championship Wrestling, Samoa Joe sconfigge Christopher Daniels e, nell’edizione di Impact del 16 novembre, si impone su Jay Lethal, arrivando così molto carico alla sfida con Angle prevista per Genesis. Al ppv, però, Kurt Angle riesce a far fruttare la sua maggiore esperienza, e pone così fine alla striscia d’imbattibilità in TNA di Samoa Joe, facendolo cedere alla Ankle Lock. Al termine dell’incontro Joe ammette la superiorità dell’avversario e chiede un rematch, che Angle al momento rifiuta. Nel corso dell’edizione successiva di Impact successiva, tuttavia, Kurt promette che concederà la rivincita a Joe, a condizione che entrambi si guardino vicendevolmente le spalle fino al momento dell’incontro. Il patto tra i due regge fino al 7 dicembre, quando, nel corso di un 5 Way match, è incredibilmente Angle a tradire il samoano, colpendolo alle spalle e schienandolo dopo l’Angle Slam. Per quanto riguarda la ROH, invece, Joe in queste settimane colleziona una buona vittoria sui Briscoes, in coppia con Homicide, ma viene battuto dal campione Bryan Danielson in uno Steel Cage match. A Turning Point, in un grandissimo incontro, nettamente superiore alla loro prima sfida, Joe riesce finalmente a battere Kurt Angle facendolo cedere, e portandosi così sull’uno a uno. Nelle settimane seguenti The Samoan Submission Machine dichiara di non voler più avere a che fare con Angle, ma Kurt, passando a occupare in modo più deciso il ruolo dell’heel, attacca varie membri del roster TNA (tra cui anche il commentatore Don West) e addirittura imprigiona nell’Ankle Lock la fidanzata di Joe: una terzo match tra i due rivali diventa così inevitabile. Nell’edizione di Impact del 4 gennaio Samoa Joe ha una violentissima rissa con Angle, che si protrae anche all’esterno degli Studios e, inoltre, riesce a togliersi una piccola soddisfazione una settimana dopo, quando conquista il PWA Heavyweight Title imponendosi su Eddie Osbourne. A Final Resolution si tiene dunque il terzo match tra Samoa Joe e Kurt Angle, e si tratta questa volta di un 30 minutes Ironman che assegna una title shot: in questa circostanza la prestazione del samoano non si rivela delle migliori e lo conduce a una sconfitta per tre a due, pesante per la sua carriera. Anche alla Ring of Honor le cose non vanno benissimo per Joe, che fallisce l’assalto al titolo massimo detenuto da Homicide, venendo schienato dopo quattro consecutivi Lariats. Nella stessa serata Joe annuncia che, su precisa richiesta della TNA, avrebbe abbandonato la ROH tra poco più di un mese. Nelle puntate successive di Impact, intanto, Joe partecipa alla rivalità tra Kurt Angle e il campione NWA Christian Cage, dichiarando che avrebbe favorito la vittoria della cintura da parte di Angle, per potergliela poi strappare. Ad Against All Odds, tuttavia, l’interferenza di Joe non è sufficiente a impedire il successo di Christian, che batte Angle grazie agli aiuti di Tomko e Scott Steiner. Il 15 febbraio, a Impact, Joe riesce a imporsi in un Gauntlet For The Gold, conquistando finalmente una title shot per l’NWA Championship. Nei giorni successivi è impegnato alla ROH, dove ha la meglio rispettivamente sul futuro campione Takeshi Morishima, su Jimmy Rave e su Davey Richars. Nell’edizione di Impact dell’1 marzo Joe viene incredibilmente schienato da Tomko, a causa di un’interferenza di Christian Cage. Il 3 e 4 marzo la ROH tiene due shows in Inghilterra e sono gli ultimi a cui partecipa Samoa Joe, che, dopo aver battuto Nigel McGuinness nella prima serata e Homicide nella seconda, prende il microfono per ringraziare tutti, ricevendo un attestato di rispetto da parte del pubblico e degli altri wrestlers.
A Destination X Joe ha finalmente la possibilità di conquistare la cintura massima NWA, affrontando Christian Cage: al termine di un grandissimo incontro, però, The Samoan Submission Machine deve incassare una delusione, venendo infatti schienato, seppur in modo irregolare, da Christian. Nell’edizione di Impact successiva all’evento, Jim Cornette annuncia che il main event di Lockdown sarebbe stato un match cinque contro cinque nella gabbia, tra il team di Kurt Angle e quello di Christian Cage. Samoa Joe, mettendo da parte i passati dissapori, entra nella squadra dell’eroe olimpico e, nella puntata del 13 aprile, batte il membro del team Cage AJ Styles, grazie all’interferenza del rientrante Jeff Jarrett.
Aggiornata al mese di Aprile 2007
Realizzazione a cura di Mattia "Heart Break Kid" Fariselli