Altezza: 187 cm
Peso: 117 Kg
Data di nascita: 18/12/1964
Citta di nascita: Victoria, Texas
Altre Identità: Steve Williams, The Stevester (ECW), Stunning (WWF), The
Ringmaster (WWF), The Extreme Superstar (ECW), "Stone Cold" Steve Austin (WWF),
The Rattlesnake (WWF)
Debutto nel PRO: 1989
Manovre Risolutive Finali: Stone Cold Stunner
Titoli Vinti:
1 Volta TWF Tag Team Champion (con The California Stud)
2 Volte WCW World Television Champion
1 Volta WCW World Tag Team Champion (con Brian Pillman)
1 Volta NWA World Tag Team Champion (con Brian Pillman)
2 Volte WCW
United States Heavyweight Champion
4 Volte WWF World Tag Team Champion (1 con Shawn Michaels; 1 con Dude Love; 1
con Undertaker; 1 con HHH)
2 Volte WWF Intercontinental Heavyweight Champion
6 Volte WWF World Heavyweight Champion
Riconoscimenti PWI:
1990
Rookie of the Year
1990 Feud of the Year, 3rd Runner-Up (Austin vs. Chris Adams)
1993 Tag-Team of the Year, 1st Runner-Up (Hollywood Blondes)
1997 Most Inspirational Wrestler, 1st Runner-Up
1997 Most Popular Wrestler, 1st Runner-Up
1997 Feud of the Year, 1st Runner-Up (Austin vs. Bret Hart)
1997 Match of the Year (Austin vs. Bret Hart)
1997 Wrestler of the Year, 1st Runner-Up
1998 Most Inspirational Wrestler, 1st Runner-Up
1998 Most Popular Wrestler
1998 Feud of the Year (Austin vs. Vince McMahon)
1998 Match of the Year, 1st Runner-Up (Austin vs. Michaels)
1998 Wrestler of the Year
1999 Most Popular Wrestler, 1st Runner-Up
1999 Feud of the Year (Austin vs. Vince McMahon)
1999 Match of the Year, 3rd Runner-Up (Austin vs. Rock)
1999 Match of the Year, 2nd Runner-Up (Austin vs. Vince McMahon)
1999 Wrestler of the Year
2000 Wrestling Observer Hall of Fame Inductee
2001 Comeback of the Year, 1st Runner-Up
2001 Most Hated Wrestler
2001 Match of the Year, 1st Runner-Up (Austin vs. Helmsley)
2001 Wrestler of the Year
2003 Most Popular Wrestler, 1st Runner-Up
2003 Feud of the Year, 2nd Runner-Up (Austin vs. Eric Bischoff)
Steve Williams, questo il vero nome di "Stone Cold" Steve Austin, è uno di quegli uomini che ha cambiato più di tutti il wrestling. Difatti se si parla di "Era Attitude", distinguendola dalla cosiddetta "Era Gimmick", lo dobbiamo in gran parte a lui e pochi altri che, con il loro modo di fare, piuttosto irrispettoso ed irriverente, hanno dato uno scossone al wrestling facendolo radicalmente cambiare sin dalle sue fondamenta. Per Steve, però, non è tutto rose e fiori come invece potrebbe sembrare da questa breve introduzione. Pare, infatti, che a sua vita, sin da piccolo, non sia facile dato che la sua famiglia non naviga in buone acque a livello economico. Il giovane Steve conserva quindi qualche soldo, per pagarsi l'iscrizione alla palestra, togliendoli da quelli che i genitori gli davano per comprarsi da mangiare mentre lui si accontentava di cibarsi con delle patate bollite.
Il debutto e poi la USWA
Il nostro Steve Williams, proprio con il
suo nome di battesimo, comincia la carriera nel mondo del wrestling nel 1989
nella "Texas Pro Wrestling School" dove viene allenato da Chris Adams. Il
debutto nella piccola federazione avviene dopo poco: siamo, infatti, nel
Dicembre del 1989 quando Steve batte, nel suo primo match, tale Frogman La Blanc.
I match nella TPWS continuano ma, entro poco, Steve decide di adottare un nuovo
nome dato che rischiava di essere confuso con l'allora più celebre "Dr. Death"
Steve Williams: è proprio in questi mesi che il nostro comincia ad adottare il
nome "Steve Austin" che lo accompagnerà, poi, alla gloria per tutta la sua
carriera. A pochi mesi dal debutto, siamo infatti nel 1990, Steve passa alla
USWA (United States Wrestling Association) dove forma un ottimo tag team proprio
insieme allo stesso Chris Adams. I due mostrano buone cose ma, entro poco,
cominciano a litigare e splittano dando vita ad uno dei feud più belli di tutto
l'anno (difatti si classificherà terzo nella relativa classifica per i PWI
Awards) durante il quale, spesso, il nostro Steve si farà accompagnare sul ring
proprio dalla ex moglie di Chris, ovvero Jeannie Clarke. Presto, con Percy
Pringle (Paul Bearer in WWF) come manager, Steve diviene uno degli heel più
odiati della federazione. Dopo questo feud, però, Austin torna a lottare nella
categoria di coppia formando un buon tag team con California Stud: i due
conquisteranno anche i titoli di coppia della TWF e li conserveranno per circa
sei mesi prima di dividersi e continuare le loro carriere da singoli. In questo
periodo, siamo nella prima metà del 1991, Steve prova l'assalto al titolo del
mondo USWA, allora difeso da un giovane Jeff Jarrett, ma purtroppo non vi
riesce. Dopo questo feud, siamo tra l'aprile e il maggio del 1991, Steve Austin
firma per la WCW e si trasferisce, dunque, nella federazione di Atlanta.
Gli anni in WCW
Steve Austin debutta, in WCW, al PPV Clash Of
The Champions XV (il 12 Giugno 1991 a Knoxville, in Tennessee) con una nuova
manageressa (Vivacious Veronica) ed un ring name leggermente diverso: difatti
ora si fa chiamare "Stunning" Steve Austin. Il nostro ottiene una facile
vittoria, nel nono match della serata, contro Joey Maggs. Archiviata la breve
faida con Maggs, Austin cambia "accompagnatrice" (ora, difatti, arriva sul ring
accompagnato da Jeannie Clarke, già sua manageressa alla USWA) e decide subito
di puntare alto: sfida, infatti, Bobby Eaton riuscendolo a battere ed a
conquistare il suo primo titolo in WCW, ovvero il Television Title. Eaton, però,
non ci sta e, insieme a P.N. News sfida, per Great American Bash (14 Luglio 1991
alla Baltimore Arena di Baltimore, Mariland), la coppia formata dal nostro "Stunning"
e Terrence Taylor in uno scaffold match: la vittoria arriderà proprio ad Eaton e
P.N. News in un match comunque poco gradevole. Conclusa anche questa faida,
Austin torna a difendere il suo Television Title. Il primo a farsi sotto è
Dustin Rhodes che, ad Hallowen Havoc (27 Ottobre 1991 alla UTC Arena di
Chattanooga, in Tennessee), non riesce nel suo assalto dato che Austin conserva
il titolo dopo che il match finisce in No Contest. Nel PPV successivo, Clash of
the Champions XVII (17 Novembre 1991 al Savannah Civic Center di Savannah,
Georgia), la striscia vincente di "Stunning" Steve Austin si allunga grazie alla
vittoria ai danni di P.N. News (c'è da segnalare anche che Austin è stato
aiutato leggermente da una interferenza della sua manageressa, Lady Blossom,
ovvero Jeannie Clark con un nuovo nome). Dopo quest'altra vittoria, Steve viene
notato dalla Dangerous Alliance, una stable heel capitanata da Paul Dangerously
(Paul Heyman) e che vedeva tra i suoi principali protagonisti Rick Rude e Arn
Anderson: per passare con loro, ovviamente, Steve abbandona Lady Blossom. Questa
nuova alleanza gli regala subito un altro match in PPV: a Starrcade (il 29
Dicembre 1991 al The Scope di Norfolk in Virginia) "Ravishing" Rick Rude e "Stunning"
Steve Austin affrontano, e battono, la coppia formata da "Heavy Metal" Van
Hammer e Big Josh. La serata per Steve, però, non si conclude li; partecipa,
infatti, anche al main event della serata, ovvero una battle royal a due ring:
Steve, nel Ring 1, non fa però una grossa figura venendo eliminato da Sting
senza aver eliminato alcun avversario. Nel ring 2 riesce ad eliminare 3
avversari (Bill Kazmaier, Dustin Rhodes e Marcus Bagwell) e rimane tra gli
ultimi 3 sul ring: viene però eliminato, per errore, dal compagno Rick Rude. Nell’aprile
’92 Austin perde il titolo TV contro Barry Windham, ma lo riconquista poche
settimane dopo, grazie all’aiuto di Paul E.Dangerously. Steve sarà però
costretto a salutare definitivamente il titolo in settembre, sconfitto da Ricky
Stemboat. Dopo qualche mese lontano dalle luci della ribalta, Austin si rilancia
nel 1993 quando, insieme al compianto Brian Pillman, forma il team degli
“Hollywood Blondies”. I due dapprima vengono sconfitti dai campioni di coppia
Ricky Stemboat e Shane Douglas, ma in un rematch, approfittando dell’infortunio
di Douglas, riescono ad avere la meglio e a conquistare i titoli, che poi
difenderanno addirittura contro Ric Flair e Arn Anderson, membri dei mitici Four
Horsemen. In seguito, però, Pillman si infortuna: il suo posto viene preso da
Steven Regal, con cui però Austin non trova la giusta chimica di squadra ed
infatti i due vengono sconfitti da Arn Anderson e Paul Roma.
Austin decide a questo punto di abbandonare la
divisione di coppia e concentrarsi sulla conquista del titolo degli Stati Uniti:
centra l’obiettivo a Starrcade 1993, quando sconfigge Dustin Rhodes in un 2 on 3
falls. Nell’agosto 1994 Steve perde la cintura contro Ricky Stemboat, ma la
riconquista poche settimane dopo, a causa del forfait di “The Dragon”.
Austin è però costretto a difendere immediatamente
il titolo appena rivinto contro “Hackshaw” Jim Duggan: in questa occasione perde
in pochissimi secondi per una scelta di booking davvero difficile da
comprendere, che mostrò chiaramente la volontà della WCW di non puntare più su
Austin; non stupì più di tanto dunque il suo licenziamento, avvenuto dopo un
altro paio di sconfitte, ma queste solo per squalifica contro Duggan.
La ECW: Stevester
Steve
Austin viene così assunto dalla ECW, qui inizia a mostrare la sue grandi qualità
al microfono: dà luogo a parodie di Hogan (per questo verrà soprannominato “Stevester”)
e Macho Man, ma anche a promo controversi contro Eric Bischoff, l’autore del suo
licenziamento, avvenuto tra l’altro per telefono quando Steve si stava
riprendendo da un infortunio.
Nella federazione di Philadelphia Austin ha due grosse opportunità di
conquistare il titolo massimo: affronta infatti il campione Mikey Whipwreck a
November to Remember, e lo stesso Whipwreck e The Sandman a December to
Recember in un Triple Threat match: in entrambi in casi Steve viene sconfitto,
ma sempre a causa di schienamenti irregolari.
Sul finire del 1995 Steve Austin fa la scelta che cambierà la sua carriera e
anche l’intero mondo del wrestling: firma con la WWF.
La WWF: La consacrazione definitiva
Vince McMahon inizialmente sceglie per lui il nome di “The Ringmaster”,
affiancandogli in veste di manager un autentica leggenda come “The Million
Dollar Man” Ted Di Biase. Il 15 gennaio 1996 arriva la sua prima vittoria,
ottenuta schienando a Raw un giovane Matt Hardy.
Alla Royal Rumble 1996 Austin, che da lì a poco riprenderà il suo antico nome
sulle scene, entra con il numero 24, ma viene eliminato da Fatu.
Dopo aver sconfitto per sottomissione Marty Jannetty a Raw, ottiene una buona
vittoria a Wrestlemania 12 contro Savio Vega, che però lo batte a Beware of The
Dog in un particolare Caribbean Strap match, dopo questo match termina, per
altro, anche il sodalizio di Austin con Ted Di Biase. La
definitiva esplosione di Austin era però ormai dietro l’angolo: a King of the
Ring batte infatti prima Marc Mero e poi un malandato Jake the Snake Roberts in
finale, aggiudicandosi così l’edizione 1996 del prestigioso torneo (in realtà la
vittoria sarebbe dovuta andare a HHH, ma i piani furono cambiati dopo il
famosissimo MSG incident).
E’ dopo il match, però, che Austin fa qualcosa che passerà alla storia: per
irridere Roberts e la sua riscoperta della religione, Austin pronuncia la
seguente frase: “talk about your salms, talk about John 3:16; Austin 3:16 says
I just whipped your ass”; nasce così il mito di Austin 3.16 che diventerà
popolarissimo tra i fans nonostante Austin, che intanto inizia a farsi chiamare
anche Stone Cold, sia un heel. (Piccola chicca per voi appassionati sulla
nascita del suo soprannome "Stone Cold":
Austin stava cercando idee per il suo personaggio, più che altro il nome, ed era
al tavolo con sua moglie. Austin era un po' pensoso, intanto sua moglie gli
disse: "Drink your tea before it becomes stone cold." ("Bevi il tuo tè, prima
che diventi freddo come la pietra."). E pare che la locuzione "Stone Cold" lo
colpì a tal punto da farne il soprannome per il suo nuovo personaggio. Sul ring,
probabilmente, quel "freddo come la pietra" sta ad indicare una freddezza
interiore, nei confronti dell'avversario, per finirlo).
Stone Cold prosegue il suo ottimo 1996 battendo Marc Mero a International Incident e Hunter Hearst Helmsley a Buried Alive. Nel pre-show di Summerslam affronta addirittura un ex campione WWF come Yokozuna, l’incontro però si conclude quando il compianto gigante delle Hawaii rompe il ring con la sua mole. A questo punto Austin, ormai lanciatissimo, sfida apertamente per un match uno dei più grandi lottatori di quel periodo in WWF, ovvero nientemeno che Bret Hart. The Hitman accetta la sfida e il match va in scena alle Survivor Series: qui, al termine di una contesa molto coinvolgente, è proprio Hart ad avere la meglio. Stone Cold però non si perde d’animo e, anzi, si rifà con gli interessi il 19 gennaio 1997 durante la Royal Rumble, quando, entrato con il numero 5, riesce a vincere la rissa eliminando per ultimo proprio Bret Hart; in realtà il lottatore canadese aveva precedentemente gettato Austin fuori dal ring, ma gli arbitri non se ne erano avveduti. A causa della vittoria ottenuta in modo sporco, Austin non viene ammesso di diritto al main event di Wrestlemania, ma ha la possibilità di partecipare, insieme a Vader, Undertaker e Bret Hart a un match a eliminazione che si tiene a Final Four, con il palio il titolo massimo. La vittoria va proprio a Bret, che tuttavia perderà la cintura il giorno successivo contro Sycho Sid. A Wrestlemania XIII, Stone Cold è opposto ancora una volta allo stesso Hart, questa volta in un particolare Submission Match: il match è ancora una volta bellissimo, migliore anche di quello delle Series, la fine arriva quando Hart imprigiona Austin nella sua micidiale Sharpshooter e Steve, piuttosto che cedere, preferisce svenire: perde così il match, ma guadagna un grande rispetto tra il pubblico; tutto ormai era pronto per il suo turn face. La notte successiva, infatti, Bret Hart effettua un promo, prendendosela con i fans americani per il loro mancato appoggio a Wrestlemania, Austin gli si para davanti ed è la continuazione del feud tra i due, ma questa volta con il pubblico tutto a favore del lottatore texano. A Revenge of the Taker Stone Cold batte finalmente Bret Hart, ma solo per squalifica, dovuta alle interferenze della Hart Foundation. Nel ppv successivo, Cold Day in Hell, Austin ha una grandissima opportunità: affronta infatti The Undertaker per il titolo WWF, ma viene sconfitto, ancora una volta a causa di interferenze della stable capitanata da Bret Hart. Il 26 maggio a Raw arriva però la vendetta per Austin, insieme a Shawn Michaels sconfigge infatti Owen Hart e British Bulldog, diventando così campione di coppia; nonostante il possesso dei titoli il sodalizio tra Stone Cold e “The Heart Break Kid” non è tutto rose e fiori: i due arrivano addirittura a scontrarsi nel corso di King of the Ring 1997 in un match che termina in No Contest. Poco tempo dopo i titoli vengono resi vacanti causa un infortunio di Shawn Michaels; Austin sceglie così Dude Love come suo partner: la nuova coppia riesce a sconfiggere Owen e Bulldog e così Austin può diventare per la seconda volta Tag Team Champion, i due perderanno poi le cinture contro gli Headbangers.
Summerslam 1997 è una tappa fondamentale nella carriera di Stone Cold: affronta infatti Owen Hart per il titolo Intercontinentale; durante il match Owen sbaglia un piledriver, provocando a Austin seri danni al collo; lo stesso Austin riesce poi a vincere con un roll-up aiutato anche dallo stesso Owen, ma il danno, che condizionerà la sua intera carriera, ormai era fatto. Austin si fa rivedere il 7 Settembre a Ground Zero, quando, durante un match di coppia, attacca Owen Hart e lo colpisce con la sua Stunner. Vince McMahon costringe a questo punto Austin a firmare un documento, in cui il lo stesso Austin si assume ogni responsabilità sulla decisione di tornare a combattere, per i rischi che ciò avrebbe comportato. Stone Cold ovviamente accetta senza farsi pregare e torna in azione alle Survivor Series, opposto ancora una volta a Owen Hart con il palio il titolo Intercontinentale, che Austin riteneva suo di diritto. Questa volta non subentrano complicazioni e Stone Cold può tranquillamente chiudere il match con la sua Stunner, riappropriandosi così della corona. Austin prosegue il suo title reign sconfiggendo a Degeneration X, in dicembre, colui che diventerà uno dei suoi più grandi avversari, ovvero “The Rock” Rocky Maivia. Nella puntata di Raw successiva, però, Stone Cold rifiuta di concedere un rematch all’avversario, il titolo gli viene così revocato da Vince McMahon e assegnato d’ufficio proprio a Rocky. Furono queste le prime avvisaglie della rivalità tra il boss della WWF e Steve Austin, sicuramente uno dei feud più importanti della storia del wrestling, che fu fondamentale nel sorpasso della WWF sulla WCW nella guerra dei ratings. Alla Royal Rumble 1998, comunque, Austin entra con il numero 24 e riesce a vincere per il secondo anno di fila, questa volta in modo pulito, eliminando per ultimo proprio The Rock e guadagnandosi così una chance per il main event di Wrestlemania XIV, dove avrebbe affrontato il campione WWF, nonché leader della DeGeneration X, Shawn Michaels. Michaels, che aveva grossissimi problemi alla schiena, (quello contro Austin sarà infatti il suo ultimo match fino a Summerslam 2002) non combatte nel ppv di febbraio No Way Out, dove Austin, Owen Hart, Cactus Jack e Terry Funk sconfiggono HHH, Savio Vega e i New Age Outlaws.
Nel frattempo, nella rivalità tra Stone Cold e Shawn Michaels viene inserito addirittura “Iron Mike Tyson”: il famoso pugile inizialmente pare essere a favore del campione in carica, si fa infatti vedere più volte con la casacca della D-X, ma a Wrestlemania, quando Austin colpisce HBK con la sua Stunner, non esita a eseguire il conteggio vincente al posto dell’arbitro che era KO. Austin così coronava il suo sogno di diventare campione del mondo. Intanto la sua figura di face ribelle e in perenne lotta contro il padrone era amatissima dai fans, i quali andavano in delirio per lui. Vince McMahon, ovviamente scontento della vittoria del titolo di Austin, si occupa in prima persona di scegliere il primo sfidante per il titolo, e la scelta ricade su Dude Love. A Unforgiven l’hippy interpretato da Mick Foley sconfigge Austin per squalifica. Il definitivo scontro tra i due viene sancito per Over the Edge, qui l’arbitro speciale è, però, nientemeno che Vince McMahon, il quale cambia le regole del match in corsa per danneggiare Austin. Stone Cold alla fine riesce comunque a trionfare, facendo eseguire a un Vince McMahon esanime il conteggio di tre decisivo. Dopo aver combattuto a Raw in un Hell in a Cell in coppia con Undertaker contro Kane e Mankind, Austin perde il titolo a King of the Ring proprio contro Kane, è però bravo a sconfiggere la Big Red Machine nella puntata di Raw immediatamente successiva, riconquistando la cintura. Il primo e unico regno da campione WWF di Kane ebbe dunque la durata esigua di un giorno. A Fully Loaded, nel luglio 1998, Austin e Undertaker sconfiggono Kane e Mankind conquistando così i titoli di coppia, che tuttavia perderanno dopo poche settimane contro gli stessi Kane e Mankind. A Summerslam, Stone Cold è chiamato a difendere il titolo contro Undertaker e riesce nell’impresa di ottenere una vittoria netta, schienando il becchino dopo la sua micidiale Stunner, seppur preceduta da un colpo basso. Vince McMahon ovviamente non si rassegna e sancisce per Breakdown un Triple Threat match tra Austin, Kane e Undertaker con il palio la cintura mondiale; viene anche aggiunta la stipulazione che nessuno dei due fratelli avrebbe potuto schienare l’altro. Questa volta l’ostacolo è troppo grande anche per Stone Cold, che finisce addirittura per subire il pin contemporaneamente da Kane e Undertaker.
Vince McMahon, a questo punto, decide di rendere il titolo vacante e annuncia che verrà messo in palio in un match tra Kane e Undertaker a Judgment Day; in questo match Stone Cold sarebbe stato l’arbitro speciale, con l’aggiunta di una stipulazione per la quale se Austin non avesse proclamato un vincitore alla fine del ppv sarebbe stato licenziato: questo è effettivamente ciò che accade, infatti Austin dopo aver eseguito una Stunner su Undertaker esegue il conto di tre e dichiara se stesso vincitore. Il boss della WWF ovviamente prende malissimo la cosa e licenzia Austin la notte successiva a Raw, ma fortunatamente Stone Cold viene immediatamente riassunto da Shane, figlio di Vince. Austin può così continuare la sua faida senza esclusione di colpi con Vince, ma vuole ovviamente tormare anche in possesso del titolo di campione WWF, che viene messo in palio in un torneo alle Survivor Series 1998. Negli ottavi di finale Austin sconfigge per squalifica Big Boss Man che, comunque, per compiacere Vince McMahon, lo colpisce più volte con il suo manganello. Dopo aver ricevuto un bye nei quarti di finale, Stone Cold affronta Mankind in semifinale, qui è costretto a soccombere a causa, non solo dell’interferenza scontata di Vince, ma anche del tradimento di Shane, che fino a quel momento era sempre stato dalla sua parte. Lo stesso Mankind sarà comunque danneggiato in finale dai McMahons, che consegneranno la vittoria a The Rock per fare di lui il leader della loro stable, la Corporation. Nella puntata di Raw successiva, Austin affronta immediatamente The Rock con in palio il titolo: nelle condizioni del contratto che aveva infatti firmato con Shane al momento della riassunzione, Stone Cold era riuscito a far inserire anche una title shot. Il match è molto combattuto, ma termina per squalifica a causa dell’intervento di Undertaker; Austin si rifà sconfiggendo a Capital Carnage lo stesso Undertaker, Kane e Mankind in un Fatal Four Way. Vince McMahon, intanto, continua a mettergli i bastoni tra le ruote e stabilisce che, se Stone Cold vorrà partecipare alla Royal Rumble, dovrà battere Undertaker in un Buried Alive match al ppv di dicembre, RockBottom. Austin riesce a vincere grazie all’intervento di Kane, che attacca il fratello, ma nelle puntate successive, Vince, che ormai non può più opporsi al fatto che Stone Cold entri nella rissa, gli assegna d’ufficio il numero uno, promettendo inoltre 100.000 dollari al wrestler che sarebbe riuscito a eliminarlo. In aiuto di Austin arriva un suo vecchio avversario, Shawn Michaels, passato a occupare il ruolo di commissioner: HBK dice che la decisione di far entrare Austin con l’uno ormai è presa e non può cambiarla, ma per pareggiare i conti, Vince McMahon sarà costretto a entrare col 2. Alla Royal Rumble, dunque, Stone Cold e Vince McMahon entrano per primi, e sorprendentemente, dopo aver passato molti minuti fuori dal ring, sono anche gli ultimi due sopravvissuti. A questo punto Austin sembra aver partita vinta per il terzo anno di fila, ma Vince, aiutato da The Rock, riesce a eliminarlo tra la sorpresa generale. Nella puntata di Raw successiva Vince dichiara che, non essendo un wrestler, non sfrutterà la title shot per Wrestlemania che ha guadagnato; interviene allora ancora una volta Shawn Michaels, il quale sostiene che in questo caso il match per il titolo spetta di diritto all’ultimo eliminato della Rumble, ovvero Stone Cold Steve Austin. A St Valentine’s Day Massacre, in febbraio, si tiene uno Steel Cage match proprio tra Austin e Vince, con il palio la title shot per Wrestlemania. Austin vince il match in modo rocambolesco, quando il debuttante Paul Wight (The Big Show), assoldato da Vince McMahon, lo scaglia con violenza contro la gabbia, facendogliela così rompere e permettendogli di uscire per primo. Il 28 marzo 1999, a Wrestlemania 15, Austin affronta dunque il campione WWF The Rock e riesce a vincere grazie al conteggio decisivo eseguito da Mankind e nonostante le interferenze di Vince. Il feud tra Austin e Rocky prosegue dopo Wrestlemania in modo ancora più violento, dato che l’ex campione arriva addirittura a gettare Stone Cold in un fiume. A Backlash, però, Austin riesce a chiudere definitivamente i conti, battendo The Rock in un No Holds Barred.
Archiviato il feud con The Rock, Stone Cold si trova nuovamente a fronteggiare Undertaker, diventato nel frattempo il leader della stable “Ministry of Darkness”. “The Phenom” è spalleggiato da Shane McMahon, ma non da Vince, che almeno in un primo momento pare impaurito e arriva addirittura a chiedere aiuto proprio ad Austin. A Over The Edge, nella tristissima notte della scomparsa di Owen Hart, Undertaker riesce a conquistare il titolo, schienando Austin grazie a un “fast count” di Shane, che ricopriva il ruolo di arbitro speciale. Qualche settimana dopo Austin riesce a ottenere un rematch a Raw, ma qui Vince McMahon getta la maschera e si allea apertamente con la stable comandata dal becchino, rivelando di essere il “Greater Power” più volte invocato da Undertaker. A questo punto Linda e Stephanie McMahon decidono, però, di nominare Steve Austin nuovo CEO della WWF, intestandogli il loro 50% delle azioni; il fatto ovviamente non va giù a Vince e Shane che sfidano Austin per un Ladder match a King of the Ring, in cui la posta in palio sarebbe stata il pieno controllo della WWF. Padre e figlio riescono a vincere il match, ma Stone Cold si rifà ampiamente la sera successiva a Raw quando batte in modo pulito Undertaker, conquistando per la quarta volta la cintura di campione WWF (L’incontro fece registrare tra l’altro dei ratings altissimi, che testimoniavano come il pubblico ormai preferisse decisamente l’era Attitude della WWF alla WCW dove ormai le buone idee iniziavano a scarseggiare). Undertaker pretende ovviamente una rivincita e la ottiene per il ppv Fully Loaded, questa volta in un First Blood match. Viene però aggiunta la stipulazione che, in caso di vittoria di Austin, Vince McMahon sarebbe dovuto scomparire dalle scene; questo è effettivamente ciò che avviene quando, al termine di un buon match, Stone Cold colpisce Undertaker con una telecamera, provocandogli una ferita. Vince McMahon è così costretto a lasciare: si chiude in questo modo il suo epocale feud con Austin.
Austin è però immediatamente chiamato a una nuova sfida, quella portatagli da Triple H e Mankind, che nella finale di un torneo per l’assegnazione del titolo di primo sfidante, si schienano a vicenda. Il tutto porta ovviamente a un Triple Threat match, che si tiene a Summerslam 1999: questa notte non viene ricordata positivamente dai fans di Austin; Stone Cold, infatti, subisce il pin decisivo da Mankind, perdendo così il titolo e inoltre, nel post match, viene brutalmente attaccato da HHH, che la sera successiva, a Raw, batterà Mankind, diventando per la prima volta campione WWF. Austin si vendica con gli interessi in una delle prime puntate di SmackDown, interferendo in un match titolato tra Triple H e Vince McMahon, facendo così perdere il titolo a HHH. Vince, ovviamente, non è in grado di difendere il titolo, decide dunque di renderlo vacante e di metterlo in palio a Unforgiven in un Six Pack Challenge, in cui Austin sarebbe stato lo Special Enforcer: il match viene vinto da HHH che schiena The Rock con il conteggio decisivo eseguito proprio da Stone Cold, che però a fine match colpisce il nemico con la Stunner. Austin concede poi a Vince di tornare in pianta stabile nel mondo del wrestling in cambio di una title shot per No Mercy: Vince accetta, ma Austin perde con HHH. Viene intanto sancito per Survivor Series un match tra i tre più grandi esponenti dell’era Attitude, ovvero Stone Cold, The Rock e Triple H con in palio il titolo detenuto da quest’ultimo: poco prima dell’inizio del match, però, Austin viene investito da un’automobile e il suo posto viene preso da Big Show che riesce anche a vincere il match. L’investimento è ovviamente un work, in quanto Austin ha bisogno di fermarsi qualche tempo causa i suoi cronici problemi al collo. Si fa rivedere a Backlash 2000 quando aiuta The Rock a sconfiggere Triple H nel main event del ppv.
Stone Cold ritorna poi sulle scene ad Unforgiven e, ovviamente, è intenzionato a scoprire l’identità del suo assalitore. Le indagini, che Austin conduce aiutato dal commissioner Mick Foley, sembrano inizialmente portare a The Rock, ma successivamente si scopre che il conducente dell’automobile era Rikishi. Stone Cold affronta dunque il mastodontico wrestler samoano prima a No Mercy, quando il match finisce in no contest, poi a Raw, quando riesce ad avere la meglio in uno Steel Cage match. Si scopre intanto che Rikishi era stato solamente l’esecutore materiale del tentato investimento, mentre il mandante era un personaggio ben più importante e grande nemico di Austin: Triple H. Austin e HHH si affrontano così alle Survivor Series; il loro match, seppur senza titoli in palio, è il main event: il finale è nuovamente per No Contest quando, una volta che i due si erano allontanati dal ring, Stone Cold grazie a una gru solleva di diversi metri una macchina in cui si era rifugiato HHH prima di lasciarla cadere al suolo. Dopo una buona vittoria a Raw su Chris Benoit e una vittoria, ma solo per squalifica, contro il campione WWF Kurt Angle, Austin riprova l’assalto al titolo mondiale: partecipa infatti ad Armaggeddon al famoso Six Man Hell in a Cell insieme a Undertaker, Rikishi, Triple H, The Rock e ovviamente al campione Kurt Angle. La vittoria va proprio ad Angle che riesce a schienare The Rock, conservando così il titolo. Il 2001 inizia dunque per Stone Cold con due obiettivi: rivincere il titolo WWF e regolare una volta per tutte la questione con Triple H. La Royal Rumble si rivela dunque una notte molto importante per lui: Austin, infatti, dapprima danneggia HHH nel suo match per il titolo contro Kurt Angle costandogli la vittoria, poi entra nella rissa con il numero 27, elimina per ultimo Kane e riesce a ottenere la sua terza vittoria (record tutt’ora imbattuto) con ovviamente la possibilità di sfidare il campione nel main event di Wrestlemania X7. Prima del grande evento c’è ancora tempo, però, per la resa dei conti finale con HHH, ovviamente arrabbiatissimo per l’interferenza di Austin nel suo match con Kurt Angle. Stone Cold e Triple H si afforntano a No Way Out in un bellissimo 2 on 3 falls, in cui la prima caduta è un semplice uno contro uno, la seconda uno Streetfight e la terza uno Steel Cage match. HHH riesce a vincere la seconda e la terza caduta aggiudicandosi così, abbastanza a sorpresa, il match; nella stessa serata The Rock strappa a Kurt Angle il titolo del mondo WWF. Il main event di Wrestlemania 17 avrebbe dunque visto contrapposti The Rock e Stone Cold, esattamente come due anni prima: Rocky e Austin, i due principali beniamini del pubblico, fanno più volte coppia nelle settimane precedenti all’evento, nessuno avrebbe immaginato cosa sarebbe accaduto solo pochi giorni dopo nel loro match. Wrestlemania 17 si rivela essere il ppv migliore della storia, e il main event non fa certo eccezione: pur senza eseguire mosse spettacolari i due lottatori combattono un match emozionantissimo e molto coinvolgente: quando The Rock sembra però sul punto di chiudere con il suo People’s Elbow, arriva ad aiutare Austin e a permettergli di vincere il titolo nientemeno che Vince McMahon. Austin torna così campione del mondo, ma lo fa questa volta da alleato di colui che era sempre stato il suo peggior nemico.
Nella puntata di Raw successiva The Rock, ovviamente molto arrabbiato per quanto accaduto la sera precedente, ottiene una rivincita in uno Steel Cage match, ma questa volta è nientemeno che Triple H ad aiutare Austin, permettendogli così di conservare il titolo. Stone Cold dà quindi vita a un alleanza con l’uomo che era stato il mandante del suo tentato omicidio: i due, sotto la supervisione di Vince McMahon, prendono il nome di “Two Men Power Trip” e iniziano a dominare la WWF in lungo e in largo. Nella puntata di SmackDown successiva, infatti, Austin restituisce il favore a Triple H, aiutandolo a sconfiggere Chris Jericho e a conquistare il titolo Intercontinentale. A Backlash HHH e Stone Cold sconfiggono Kane e Undertaker, in un match durato oltre mezz’ora, impossessandosi così dei titoli di coppia: tutte le cinture più prestigiose della WWF erano nelle loro mani. A Judgment Day Austin è chiamato a difendere il titolo dall’assalto di Undertaker: la missione va a buon fine, seppur con molte difficoltà, grazie all’intervento di Triple H, il quale, precedentemente, aveva perso il titolo Intercontinentale contro Kane, a causa di un’interferenza errata proprio di Stone Cold. La sera successiva, però, Austin e Triple H sono costretti a cedere i titoli di coppia a Chris Benoit e Chris Jericho, in questo match si verifica anche un grave infortunio per HHH, che rientrerà in azione solamente nel gennaio 2002. Rimasto senza l’alleato più prezioso, Stone Cold deve ancora fronteggiare Jericho e Benoit, che non si accontentano della vittoria dei titoli di coppia, ma puntano a strappare ad Austin il titolo mondiale. Stone Cold, però, riesce dapprima a sconfiggerli entrambi in match singoli, seppur in modo sporchissimo grazie all’aiuto di Vince McMahon, poi si impone anche a King of The Ring in un Triple Threat Match, conservando così la cintura.
Nell’estate 2001 si verifica la famosa invasione dell’Alleanza WCW-ECW: Austin è inizialmente il paladino della WWF, ma al ppv Invasion, in un match 5 vs 5, Stone Cold tradisce la sua federazione, colpendo Kurt Angle con la Stunner e permettendo a Booker T di schienarlo, dando così all’Alliance la vittoria e diventando il suo nuovo leader. Il nuovo avversario di Austin per il titolo diventa così proprio Kurt Angle, un Angle rimasto fedele alla WWF e che ora voleva vendicarsi del tradimento Stone Cold sottraendogli la cintura mondiale. A Summerslam 2001, in un match caratterizzato da vari Ko degli arbitri, Stone Cold, seppur sconfitto per squalifica, si conferma campione. La resa però era solo rimandata: ad Unforgiven, infatti, Austin non può nulla contro la furia di Angle, che lo costringe a cedere alla sua Ankle Lock, laureandosi così nuovo campione. Il match fu, tra l’altro disputato in un’atmosfera incredibile; si tenne infatti pochi giorni dopo l’attentato delle Twin Towers e Angle, che ricopriva il personaggio dell’eroe americano, fu incitatissimo. Stone Cold, comunque, è bravo a non perdersi d’animo e riesce a riconquistare il titolo poche settimane dopo, grazie all’interferenza di William Regal. A questo punto, però, iniziano a sopraggiungere problemi all’interno dell’Alliance: Rob Van Dam, infatti, non sembra più molto propenso a riconoscere Austin come unico leader; RVD, durante un match di coppia, arriva addirittura a colpire Stone Cold con una Frog Splash. Approfittando dei malumori interni all’Alliance, il Commissioner WWF Mick Foley coglie la palla al balzo e sancisce per No Mercy un Triple Threat match valido per il titolo tra Austin, RVD e Kurt Angle. Al ppv Stone Cold, grazie all’inteferenza di Shane McMahon, riesce comunque a mantenere il possesso della corona. Nel frattempo, gli attriti tra WWF e Alliance si fanno sempre più grandi, viene così deciso che la questione si sarebbe risolta una volta per tutte a Survivor Series in un classico match 5 vs 5 a eliminazione. Qualche settimana prima dell’evento Kurt Angle, fino a quel momento paladino della WWF, tradisce molto sorprendentemente la sua federazione, per passare anch’egli nelle fine dell’Alliance. A Survivor Series il match è molto emozionante e gli ultimi sopravvissuti sono Austin per l’Alleanza e The Rock per la WWF. Quando i due sono ormai stremati sopraggiunge sul ring Kurt Angle, il quale però non aiuta Austin, ma lo colpisce con una cintura, permettendo a The Rock di eseguire su di lui una RockBottom e di dare la vittoria alla WWF. Nella puntata di Raw successiva Vince McMahon spiegherà che Angle non aveva mai tradito la WWF, ma aveva fatto il doppio gioco, infiltrandosi nell’Alliance per farla perdere.
A Vengeance 2001 si tiene un torneo a 4 per l’unificazione dei titoli WWF e WCW: Austin batte Kurt Angle in semifinale, ma viene sconfitto in finale da Chris Jericho, che si laurea così primo Undisputed Champion della storia del wrestling. All’inizio del 2002 Stone Cold prova a vincere la Royal Rumble per la quarta volta: entra col numero 19, ma viene purtroppo eliminato per terzultimo; la vittoria va a un rientrante Triple H. Austin riesce comunque a ottenere una title shot per No Way Out, dove affronta Chris Jericho per l’Undisputed Title; non riesce però a vincere a causa dell’interferenza dell’NWO, lo storico gruppo formato da Hogan, Nash e Hall, chiamato alla WWF da Vince McMahon dopo aver scritto la storia nella WCW. A Wrestlemania 18 Stone Cold affronta e sconfigge il membro dell’NWO Scott Hall in un match senza infamia e senza lode. Qualche settimana dopo Wrestlemania, Austin è chiamato a scegliere se esibirsi a Raw, show controllato dal nuovo co-owner Ric Flair, o a SmackDown, rimasto sotto il comando di VinceMcMahon: al momento della firma del contratto Stone Cold sceglie Raw, ma esegue comunque la sua Stunner sia su McMahon che su Flair. A Backlash, Austin perde un n°1 contender match contro Undertaker (e se avete letto bene saprete che non era certo la prima volta che i due si affrontavano in ppv) a causa di un errore dell’arbitro speciale Ric Flair, il quale non vede il piede di Austin sulla corda al momento del pin decisivo. Nelle settimane successive Stone Cold prosegue la sua lotta contro l’NWO, alla quale si aggiungono sia Big Show, sia lo stesso Ric Flair: Austin però non si fa intimidire e batte i due a Judgment Day in un handicap match. Sembra pronto a questo punto per Austin un feud con Eddie Guerrero, ma il 10 giugno 2002 Stone Cold, insoddisfatto per la gestione del suo personaggio già da Wrestlemania, abbandona l’arena poco prima dell’inizio della puntata di Raw, in cui avrebbe dovuto perdere contro Brock Lesnar. Vince McMahon ovviamente si arrabbia molto e lo sospende a tempo indeterminato. Austin resta così fuori dal wrestling per tutto il resto del 2002.
All’inizio del 2003 Eric Bischoff, General Manager di Raw a rischio di licenziamento, pensa che riportare Austin sugli schermi possa essere un’ottima possa per evitare di essere allontanato. Così avviene: proprio mentre Bischoff sta per essere licenziato da VinceMcMahon, Stone Cold fa sapere di aver accettato l’offerta di ritorno. Vince McMahon coglie la palla al balzo e sancisce per No Way Out un match proprio tra Austin e Bischoff: il match viene ovviamente vinto da Stone Cold, che così si prende una piccola rivincita sull’uomo che lo aveva licenziato ai tempi della WCW. Austin è così lanciato verso Wrestlemania 19; decide dunque di accettare la sfida di The Rock, desideroso di battere Stone Cold nell’evento più importante dell’anno, dopo le sconfitte subite nelle edizioni 15 e 17. Dopo aver avuto più volte la meglio nelle puntate precedenti al ppv, Austin a Wrestlemania perde in modo pulito contro The Rock in un match molto buono, seppur non al livello di quello della diciassettesima edizione. I problemi al collo per Austin purtroppo continuano, per questo, nella puntata di Raw successiva a Wrestlemania, viene nuovamente licenziato da Bischoff (ovviamente questa volta si tratta di un work). L’esilio di Austin dura poco: il 28 aprile, infatti, viene nominato co-General Manager di Raw da Linda McMahon; si ha subito l’impressione che la convivenza con Eric Bischoff sarà tutt’altro che facile, dato che Stone Cold colpisce immediatamente l’ex Boss della WCW con la Stunner. Austin dimostra subito di essere un co-GM molto attivo, nelle settimane immediatamente seguenti alla sua nomina prende, infatti, vari provvedimenti: riporta in vita il titolo Intercontinentale (che sarebbe poi stato vinto da Christian in una Battle Royal a Judgment Day), licenzia il braccio destro di Bischoff, Chief Morley e riassume i Dudley Boyz e il suo vecchio amico Jim Ross come telecronista. Dopo Jugment Day, Stone Cold inizia a condurre delle indagini per capire chi, qualche settimana prima, aveva tentato di investire Bill Goldberg: il colpevole si rivela essere Lance Storm che, per punizione, viene fatto combattere da Austin proprio contro Goldberg, venendo ovviamente distrutto. Stone Cold, dall’alto della sua carica, decide inoltre il main event di Bad Blood: un’Hell in a Cell valido per il World Heavyweight Title tra Triple H e Kevin Nash, con Mick Foley come arbitro speciale. A Bad Blood Austin sconfigge Bischoff in un particolare e divertente Redneck Triathlon, composto da gare di rutti e lotte nel recinto dei maiali.
Nella puntata di Raw successiva al ppv, Triple H, che aveva conservato il titolo, offre a Kane un posto nella sua stable, l’Evolution. Steve Austin riesce a convincere la Big Red Machine a non accettare, offrendogli una title shot contro lo stesso Triple H; sopraggiunge però Bischoff, il quale si dice d’accordo che il match tra HHH e Kane vada in scena, ma a una condizione: in caso di sconfitta, Kane avrebbe dovuto togliersi la maschera che gli copriva il volto. La settimana successiva Triple H sconfigge Kane grazie all’aiuto dell’Evolution e il fratello di Undertaker, come da stipulazione, è costretto a togliersi la maschera. Kane però, sebbene non sia sfigurato come tutti credevano, si vergogna moltissimo a mostrarsi in pubblico e incolpa di tutto ciò proprio Stone Cold: i due arrivano anche a contatto e Kane, che sembra diventato un mostro indistruttibile, arriva addirittura a colpire Austin con una Chokeslam. Il 21 luglio Linda McMahon si presenta a Raw per impedire ad Austin di colpire chiunque senza essere stato fisicamente provocato, Austin è costretto ad accettare per evitare il licenziamento. Qualche settimana dopo Stone Cold, notando il grande numero di pretendenti al titolo mondiale detenuto da Triple H, stabilisce che il main event di Summerslam sarebbe stato un’Elimination Chamber, in cui lo stesso HHH avrebbe difeso la cintura contro Shawn Michaels, Chris Jericho, Randy Orton, Kevin Nash e Goldberg. Nei mesi di settembre e ottobre si susseguono numerose proteste, operate dagli heel di Raw, per l’operato di Austin come co-GM; Stone Cold vorrebbe rispondere a modo suo, cioè con la violenza, ma per stipulazione è impossibilitato a farlo. Austin accetta dunque la sfida lanciatagli da Bischoff per le Survivor Series: i due General Manager sceglieranno ciascuno due team di 5 atleti che poi collideranno al ppv: in caso di vittoria del suo team, Austin potrà alzare le mani a suo piacimento, ma in caso di sconfitta dovrà abbandonare il ruolo di co-GM.. Alle Series il team di Stone Cold (Shawn Michaels, Booker T, Rob Van Dam e Dudley Boyz) perde contro il team di Bischoff (Randy Orton, Scott Steiner, Chris Jericho, Christian e Mark Henry) in un match straordinario, grazie soprattutto a una prestazione eccellente di Michaels, che però non basta a dare la vittoria alla squadra di Austin, che è costretto dunque a lasciare. Al suo posto viene nominato co-GM Mick Foley, una delle prime iniziative dell’ex Cactus Jack è una petizione proprio per far tornare Austin in WWE.
Il 29 dicembre 2003, al termine della puntata di Raw, Eric Bischoff licenzia Shawn Michaels, ma risuona nell’arena la musica di Stone Cold che si dichiara il nuovo sceriffo di Raw, annulla ovviamente il provvedimento e colpisce Bischoff con la sua micidiale Stunner. Austin sancisce poi un Last Man Standing per la Royal Rumble tra Triple H e Shawn Michaels valido per il titolo del mondo, e proprio nel corso del ppv effettua una comparsata, colpendo con la sua Stunner sia Eric Bischoff, sia il General Manager di SmackDown Paul Heyman. Stone Cold si trova poi alle prese con Goldberg, molto arrabbiato con il campione di SmackDown Brock Lesnar, che con la sua interferenza gli ha impedito di vincere la rissa reale. Austin regala così a Goldberg un biglietto per No Way Out, qui Da Man si vendica di Lesnar, facendogli perdere il titolo contro Eddie Guerrero. La rivalità tra Golberg e Lesnar è ormai lanciata. Il 23 febbraio, però, Vince McMahon si presenta a Raw e dice che non vuole concedere loro un match a Wrestlemania per paura che sia eccessivamente violento; interviene a questo punto Stone Cold, che si offre come arbitro speciale e Vince alla fine è costretto ad accettare. Nella stessa puntata Austin arbitra il main event tra lo stesso Vince McMahon e Eric Bischoff, ma al termine dell’incontro viene colpito da Brock Lesnar con una devastante F-5. Nelle puntate di avvicinamento a Wrestlemania Goldberg non compare più, mentre Lesnar arriva addirittura a rubare il Truck con cui Austin entrava solitamente nel ring. Quando Stone Cold si presenta a SmackDown per tornare in possesso del suo mezzo, i wrestler di SmackDown, che inizialmente sembravano voler difendere Lesnar, non lo ostacolano e gli permettono di arrivare a contatto con Brock, con cui scatta ovviamente una rissa. A Wrestlemania XX sia Golberg che Lesnar sono pesantemente contestati dal pubblico, che è a conoscenza che entrambi abbandoneranno la WWE dopo il match. L’incontro, che si disputa dunque in un clima surreale, poiche l’unico a essere incitato è proprio l’arbitro speciale Stone Cold, finisce con la vittoria di Goldberg. Il vero vincitore alla fine si rivela essere comunque Austin, che colpisce i due contendenti con la Stunner.
Nella puntata di Raw immediatamente successiva a Wrestlemania, Stone Cold colpisce con una Stunner Renè Dupree, che si lamentava per il suo scarso utilizzo; intanto, però, i rapporti di Austin con la dirigenza WWE peggiorano: le due parti, nonostante varie trattative, non riescono a giungere a un accordo sull’aumento di stipendio richiesto da Steve e, così, nel mese di aprile, decidono di concludere il loro rapporto di lavoro. Il 23 settembre Austin partecipa con un video alla puntata per il quinto anniversario di SmackDown. Torna a farsi vedere a Wrestlemania 21, quando è ospite del Piper’s Pit condotto da Roddy Piper: Stone Cold colpisce con la Stunner prima Carlito, che si era intromesso, poi lo stesso Piper. Austin compare anche nella puntata di Raw successiva a Wrestlemania, maltrattando Maven e Simon Dean. Un’altra importante apparizione è quella che effettua al termine del ppv ECW One Night Stand, quando aiuta i lottatori ECW nella rissa contro gli invasori WWE, capitanati dal suo nemico Eric Bischoff. Al termine dell’evento Austin festeggia a suo modo, cioè tra fiumi di birra, insieme a un suo vecchio avversario alla ECW: The Sandman. Il giorno successivo Austin è a Raw per confrontarsi con Mohammed Hassan, wrestler che ritiene di essere discriminato per via delle sue origine arabe. Stone Cold decide di concedergli un match per il titolo Intercontinentale contro il campione Shelton Benjamin, ma una volta terminato il match per squalifica, Austin somministra ad Hassan la sua Stunner. Passata l’estate, Stone Cold torna a farsi vedere in Tv in un’occasione molto importante: WWE Homecoming, ovvero la puntata speciale per il ritorno di Raw su USA Network, andata in onda il 3 ottobre. Qui Austin, in un segmento lungo, ma abbastanza divertente, colpisce con la Stunner tutti e quattro i membri della famiglia McMahon. Vince uscendo dall’arena arrabbiato e dolorante dichiara, però, che la settimana successiva qualcuno avrebbe pagato per questo con il licenziamento. Nella puntata del 10 Ottobre Vince, spalleggiato dalla figlia Stephanie e, a sorpresa, anche dalla moglie Linda, decide di licenziare nientemeno che Jim Ross, storico telecronista della WWE e grande amico personale di Stone Cold. Austin ovviamente non ci sta e la settimana seguente si presenta a Raw, chiedendo che il posto di commento venga restituito a JR. Sopraggiunge però Stephanie McMahon, la quale sancisce un match per Taboo Tuesday tra lo stesso Austin e colui che era stato nominato nuovo telecronista, ovvero Jonathan Coachman: Jim Ross sarebbe potuto tornare a commentare solo in caso di vittoria di Stone Cold. Pochi giorni prima del ppv però, Austin viene a conoscenza dei piani di booking che prevedono una sua sconfitta contro The Coach; decide dunque di dare forfait, portando come scusa ufficiale un incidente avvenuto tra le mura domestiche. Stone Cold torna sugli schermi WWE il 18 marzo, a Saturday Night Main Event, quando raccoglie la sfida lanciatagli da John Bradshaw Layfield per un Beer Drinking Contest. JBL tenta di imbrogliare non bevendo tutta la birra, ma versandosela addosso; viene però ben presto scoperto da Austin che lo punisce con la Stunner prima di festeggiare, come di consueto, tra fiumi di birra. L’1 aprile Austin partecipa alla cerimonia della Hall of Fame, inducendo nientemeno che un suo ex grande avversario: Bret Hart. Poche settimane dopo, Stone Cold parte per l’Australia, dove recita nel film “The Condamned”, prodotto dalla WWE.
Allo stato attuale delle cose, si continua a vociferare di un suo possibile dream match con Hulk Hogan, che vedrebbe uno contro uno coloro che sono stati probabilmente i due face più amati della storia del wrestling, seppur interpretando personaggi completamente diversi.
Aggiornata al mese di Ottobre 2006
Realizzazione a cura di Mattia "Heart Break Kid" Fariselli (con la collaborazione di Dario "NiXeL101" De Marco)