Vero
Nome: Chris Chavis
Data di nascita: 08 Giugno 19
Debutto nel Pro:
1989
Luogo
di nascita: Pembroke,
North Car
Altezza: 187 cm
Peso:
Titoli vinti:
South Atlantic Heavyweight Title
USWA Heavyweight Title
CWA Heavyweight
Title
South Africa Heavyweight Title
U.C.W. Heavyweight Title
Mid-Atlantic Heavyweight Title
North American Stampede Heavyweight
Title
IWA World Heavyweight
Title
Chris Chavis nasce l’8 giugno 1961 nell’entroterra statunitense dominato dalla tribù indiana dei Lambee (la nona, per ampiezza demografica, tra le varie tribù native americane). La sua si può certo definire una vita di successi sin dalla giovane età: studiò ottenendo ottimi risultati, e diversi riconoscimenti accademici, presso l’Attented Bethel High School. Dopodiché, ricevuta la chiamata “alle armi” dall’esercito americano si arruolò in ferma volontaria. Anche la sua carriera “sotto naia” fu costellata di grandi soddisfazioni. Nel 1978 vinse il premio di miglior sportivo tra le fila dell’esercito USA, e chiuse poi il suo periodo di ferma con i gradi di sergente.
Poi, all’età di 20 anni, comincia una breve carriera nel football che gli consente di ottenere nuovi riconoscimenti mentre milita nella squadra del North Carolina. Arrivato ad un passo dalla N.F.L. con i Miami Dolphins (la trattativa si arenò per motivi mai completamente chiariti), si dedicò poi al body building, ottenendo nuovi e importanti riconoscimenti anche in questa disciplina. Il suo mondo pareva proprio essere questo, sino a quando conobbe vari promoter di federazioni di wrestling indipendenti, che lo convinsero ad intraprendere l’avventura nella lotta professionistica. Rifiutò quindi un contratto da bodybuilder professionista ed iniziò ad apprendere i rudimenti del wrestling.
Nel 1990 debutta quindi sul ring e, alla fine dell’anno, si classifica terzo nella speciale classifica di Pro wrestling illustrated dedicata al miglior debuttante. Accanto a questo, si toglie anche lo sfizio di battere Ken Shamrock (fuoriclasse della UFC) per vincere il suo primo titolo da professionista.
Il ragazzo ha stoffa, e riceve così un’offerta dall’allora World Wrestling Federation. Partecipa in un dark match al ppv Tuesday in Texas col proprio nome, ma successivamente gli viene affidata la gimmick del nativo americano (che lui era realmente), cioè Tatanka – il Bisonte.
Dopo vari promo debutta negli show tv sconfiggendo in serie dei buoni mid-carder come Kato degli Orient Express, The Skinner, Barry Horowitz, Warlord e The Brooklin Brawler. Il successo sembra arridergli da subito anche in questa nuova avventura, e così si attende con ansia il suo debutto a Wrestlemania. Qui, siamo all’ottava edizione del PPV, affronta e sconfigge con irrisoria facilità “The model” Rick Martel. Nel frattempo, negli spettacoli settimanali, si susseguono una serie di vittorie impressionanti su The Mountie, Repo Man e Col. Mustafà.
Arriva il tempo di Summerslam 1992, e qui il nativo americano sconfigge il coriaceo Berzerker. Successivamente Rick Martel provò a rifarsi della cocente sconfitta subita a Wrestlemania, ma a Survivor Series cadde di nuovo sotto i colpi di Tatanka (che nell’occasione riottené lo scalpo che il modello gli aveva rubato).
Alla Royal Rumble 1993 fa il suo ingresso durante il pestaggio che Giant Gonzalez sta compiendo contro Undertaker, e resiste per molto tempo, fino ad essere eliminato dal vincitore Yokozuna. Tatanka è finalmente pronto ad un palcoscenico importante, ed inizia un feud col campione IC Shawn Michaels, che sconfigge in un match non titolato e poi in un incontro 3vs3.
A Wrestlemania IX ha la grande occasione ma, nel match più bello della serata, sconfigge il campione solo per count-out, quindi non si impossessa della cintura. Il 25 aprile Tatanka si mostra per la prima volta live al pubblico italiano, sconfiggendo al Forum di Assago Papa Shango.
Entra in rivalità con Bam Bam Bigelow, che aveva attaccato la sua manageressa Sensational Sherri dopo che questa aveva interrotto un’intervista della bestia dell’est. Prima dell’inizio di un incontro Tatanka viene distrutto negli spogliatoi da Bam Bam, che infierisce tagliandogli i capelli. La loro rivalità proseguirà solo in house show, ma in ogni modo Tatanka esce vittorioso dal feud. A King of the ring 1993 riesce a portare al pareggio il neo arrivato (e sempre vittorioso sino allora) Narcisist Lex Luger, mentre a Summerslam affronta e batte nuovamente Bam Bam Bigelow, in un match che vedeva i rivali in team con, rispettivamente, gli Smoking Gunns e gli Headshrinkers.
Il 13 settembre 1993, nel periodo in cui vi sono legami di collaborazione tra la WWF e la USWA, vince il titolo di quest’ultima, battendo Jerry the King Lawler, che ri-otterrà la cintura una settimana dopo, schierando il nativo americano in un 8-man tag team match a stipulazione speciale.
Gli ultimi mesi hanno visto il nativo americano perdere qualche colpo: pare proprio che il match a Wrestlemania IX con HBK, oltre a rappresentare l’apice della sua carriera, sia anche il punto di inizio di un lento ma inesorabile calo. Dopo i risultati altalenanti visti sopra, infatti, poco prima di Survivor Series Tatanka perde la sua imbattibilità in WWE, umiliato da Ludvig Borga in quello che si può definire poco più di uno squash. I colpi subiti dal finlandese con l’aiuto di Yokozuna lo terranno addirittura fuori del ppv Servivo Series, in cui viene rimpiazzato da Undertaker.
Al termine del 1993 si classifica terzo nella classifica del PWI dedicata al wrestler che è migliorato di più nell’ultimo anno e forse questo è il suo ultimo risultato di prestigio.
Alla Rumble ’94 combatte e vince con il rivale storico Bam Bam Bigelow nel match di apertura. In seguito partecipa anche alla rissa, eliminato però dallo stesso Bam Bam. Il suo status cala ancora, ed il suo match 5vs5 a Wrestlemania non va in scena a causa di mancanza di tempo.
Arriva una nuova feud, di più basso profilo rispetto alle precedenti, con Irs. A King of the Ring viene sconfitto al primo turno del ppv dal futuro vincitore Owen Hart. In questo periodo l’amico Lex Luger sembra avvicinarsi alla stable di Ted Dibiase, provocando le ire dell’indiano, che lo sfida in un match per Summerslam 1994 dove, però, si rivela essere lui schierato col Million Dollar Man, che lo aiuta a vincere l’incontro. Passato a heel affronta, con la Million Dollar Corporation, la squadra di Luger a Survivor Series. Lui viene schienato proprio dall’eroe americano, consentendo però a King Kong Bundy di ottenere il conteggio vincente per il proprio team. In coppia con l’ex rivale Bam Bam Bigelow partecipa al torneo di assegnazione delle cinture di coppie, arrivando sino in finale. L’epilogo, svoltosi alla Rumble ’95, vede favoritissimi i due contro 1-2-3 Kid & Bob Holly che però, dopo aver subito per tutto il match, ottengono una sorprendente vittoria.
A Wrestlemania 11 è tra gli accompagnatori di Bam Bam nel main event contro l’ex giocatore di football Lawrence Taylor, col quale il compagno di stable aveva avuto uno scontro proprio al termine del match alla Rumble.
Iniziò quindi un breve periodo in coppia con Sid, dal quale viene abbandonato durante l’incontro di King of the ring 1995, nel quale perde contro il campione Diesel e Bam Bam Bigelow. Le sue presenze televisive diminuiscono sempre più: colleziona un’anonima partecipazione alla Rumble e dopo aver rimediato tre sconfitte con Undertaker – Bret Hart e Jake Roberts (questa addirittura nel dark match di In your house 6) lascia la federazione.
Eric Bischoff gli sottopose subito un contratto vantaggioso per entrare in WCW, ma Chris rifiutò sempre per stare vicino alla famiglia e riabbracciare la religione, che (a suo dire) aveva trascurato a causa della sua carriera. Fece così solo qualche comparsa in piccole indy, tra cui la CZW nel 2003. A quel periodo risalgono le conquiste del South African Heavyweight Title, del titolo dei pesi massimi della UCW e anche del Mid-Atlantic Heavyweight Title.
Sempre a questo periodo risalgono anche alcune sporadiche partecipazioni alla storica Stampede Wrestling della famiglia Hart (in Canada), e la fondazione della piccola promotion conosciuta come WXL con cui fece una tournee di buon successo in Sud-America.
Nel 2005 torna alla WWE, entrando a sorpresa nella Royal Rumble. Purtroppo il fisico non è quello di un tempo e, dopo poche settimane passate a jobbare, viene rilasciato dalla federazione.
Sette mesi più tardi, però, Chavis ritorna a Raw in quella che sarebbe dovuta essere una “special one-time appearance” per affrontare Eugene (Nick Dinsmore) in un torneo denominato "Eugene Invitational", in cui il wrestler metteva in palio la medaglia olimpica sottratta a Kurt Angle in round di tre minuti. Tatanka perse per squalifica, quando Angle attaccò brutalmente Eugene a 27 secondi dalla fine del tempo. Chavis però fa sapere, anche attraverso il suo sito web, che la WWE l’ha fatto sentire a casa e che gli piacerebbe tornare nel roster in pianta stabile..
Detto, fatto: il 27 Dicembre 2005, quindi solo quattro mesi dopo, Tatanka torna alla WWE in un house show. Qui, in coppia con Shelton Benjamin, sconfigge Carlito e Jonathan Coachman. Il ritorno televisivo risale invece alla Royal Rumble 1996, dove però viene eliminato dai due M.N.M. – Joey Mercury e Johnny Nitro. E’ l’inizio di un incrocio tra il nativo americano e gli allora campioni di coppia WWE.
Chavis sceglie Matt Hardy come compagno di scuderia, e affronta il duo di cattivi al PPV No Way Out 2006 in un “non title match”. Ottiene un successo sorprendente, e così la WWE gli concede un match con le cinture in palio per la puntata successiva di Smackdown. Questa volta, però la magia non si ripete ed il duo viene sconfitto.
Torna così dalle sue genti per “ricaricare le batterie” e acquisire nuova forza dagli spiriti ancestrali delle tribù indiane: il percorso iniziatico viene mostrato durante le successive puntata di Smackdown e porta Tatanka a perseguire di nuovo una carriera in singolo. Sconfigge in sequenza Simon Dean e Sylvain Grenier, ma qualcosa all’improvviso si rompe.
La winning streak si ferma subito, e Tatanka addossa la colpa di questa situazione agli arbitri della WWE: per lui, infatti, le alte sfere WWE usano lui per dimostrare il disprezzo verso la popolazione indiana d’america e ordinano agli arbitri di sabotarne i match.
L’apoteosi di queste tensioni si ha il 27 Ottobre di quell’anno, quando perde un match in coppia con Bobby Lashley (contro di loro William Regal e Dave Taylor). Tatanka perde completamente il lume della ragione e attacca l’arbitro selvaggiamente prima di essere riportato a più miti consigli proprio da Lashley. Ormai però la trasformazione è completa: nelle settimane successive Tatanka si presenta sul ring con un nuovo “warpaint”, che copriva la parte superiore del suo viso in nero e quella inferiore in bianco. Tornando di nuovo a rimarcare che la sua recente scia di sconfitte era da attribuire solamente al voler far rivivere a lui la stessa persecuzione che la sua gente aveva subito a causa degli americani, Tatanka promise che avrebbe evocato gli spiriti ancestrali dei suoi padri per diventare un sanguinoso guerriero pronto a vendicare i torti subiti.
A dire il vero la chiamata non avvenne mai, nel senso che questo nuovo personaggio non sfondò affatto e cadde ben presto nell’oblio: di questo periodo, noi italiani ricordiamo un suo incontro nell’house show di Trieste dell’11 Novembre 2006. In quell’occasione, il nuovo e più cattivo Tatanka ebbe l’occasione di conquistare i titoli di coppia detenuti da Paul London e Brian Kendrick ma fallì nel tentativo (con lui in coppia Gregory Helms).
Così, nel Gennaio 2007, Tatanka sciolse di comune accordo con la WWE il suo contratto: la federazione lo “ricompensò” permettendogli di andarsene con una vittoria. Cadde sotto i suoi colpi, infatti, Jimmy Wang Yang”. Con questo comunicato, la federazione di Stamford salutò la dipartita del glorioso guerriero, ricordandone la gloria passata: "Tatanka is an accomplished veteran of the squared circle. The Native American made a splash upon his entrance to the WWE in the early 90s, remaining undefeated for 2-years.".
Se ne andava così uno dei tanti ottimi lottatori che non ha mai avuto una cintura alla vita, ma che ha caratterizzato soprattutto il periodo ’92-’93, tra i primi ad avere una lunga winning streak.
Realizzazione a cura di Daniele "Fuso" Fusetto
Aggiornata a cura di Alberto Rizzi - Giugno 2009