N°107 2009: tre righe per tutti (Parte Seconda)

Oggi il Bisbylandia si occupa dei roster rimanenti: ECW e TNA. Buona lettura.

ECW
M. Hardy. Finalmente campione di un roster, il più affidabile degli Hardy raggiunge l’agognata meta. Prossimo obiettivo? Confermarsi! Possibilità molto alte, a mio avviso. Campione.

Miz & Morrison. Entità unite quanto e più di tag team che si frequenta da una vita, i due hanno raggiunto un’alchimia altissima e si sono aiutati a superare i reciproci limiti, cosa che poco frequentemente è accaduta ultimamente a singoli legati in tag team. Dall’esperienza in coppia riceveranno quell’aiuto che dovranno far fruttare da singoli: possono aver paura di impegni solinghi due che hanno affrontato alla pari l’invincibile D-X? Effervescenti.

Neely. Più lo guardo e più mi chiedo perchè pascoli nel ring quando la WWE a Tomko fa fare un test match. Mah. Silurabile. P.S.: l’hanno silurato due giorni dopo che ho scritto il suo profilo. Scusa Bam.

Boogeyman. Si era infortunato e, poverino, aveva smesso di mangiare vermi. Tornato nel ring ha ripreso la sua dieta offrendone anche agli sconfitti. Ci si augura che il 2009 lo veda stare bene: in fondo, per quel che fa tecnicamente, basta che sia anche al 20% della forma. Mangione.

Chavo. Gli hanno dato una bodyguard e lui l’ha fatta immalinconire in un mese. Sbocco interessante, invece, potrebbe trovarlo nella subordinazione a parente Vickie, ma beh, dell’eroe romantico Chavito ha solo il mantellaccio. Brutto, per di più. Solito.

Bourne. S’era messo a shootingstarpressizzare come nemmeno il mio sportivamente parlando compianto Paul London. Poi si è rotto e, incapace di volare, si ritrova sempre vicino Mike Knox. Dalle stelle alle stalle. Intristito.

DJ Gabriel. Apprezzate la franchezza: quando lui combatte io controllo la divina Alicia, quindi non so bene come sia nel ring, ‘sto ragazzone che sembra il figlio piccolo di Chris Master. Portatore di Alicia. Oscurato.

Finlay. Padre esemplare, porta spesso il figlio a giocare nei ring della WWE, affrontando per e con lui rischi fin troppo grossi. Fino a quando l’irlandese di ferro reggerà l’impegno? Fino a quando derogherà alle sane battaglie a suon di cazzotti pesanti per accudire il pargoletto? Sotto pressione.

Spears. Vale il discorso fatto a Smackdown! per Braddock e Goldman. In più a lui possono toccare pure i vermi di Bughi. Applicato (e sfortunato). Ops, licenziato anche lui. Adieu.

Hornswoggle. Finché sta col babbo, va tutto bene. Ma se Henry lo incontra da solo… Prima o poi è in arrivo la spremuta di Hornswoggle: già nel 2009? Si, si. Vittima sacrificale.

Swagger. Qualcuno mai ci spiegherà perchè ride sempre? È una paresi? Fisico scultoreo, facilità di movimenti, a mio avviso ha peccato parecchio in fluidità di manovra e nella finisher che, pur non facilissima, esegue spesso maluccio (ma con Finlay è stato proprio bravo, invece). La WWE sembra credere molto in lui, quindi il 2009 sarà l’anno della stabilizzazione, con tanto di titolo ECW. In rampa di lancio.

Henry. Diventato un wrestler credibile, direi inaspettatamente, dopo 10 anni di WWE, è assurto al rango di campione ECW ed ha impresso il suo marchio sullo show (senza decretarne la chiusura per schifo manifesto!). Il 2009, se tutto va bene, confermerà. Forte.

Ortiz. L’uomo con l’asciugamano per amico si è ritagliato nel 2008 un posto da piccolo beniamino della ECW. Il 2009 dovrà portare progressi nel ring e una storyline degna: non si può sbandierare straccetti in eterno. Caratteristico.

Tiffany. Una speranza. Una ragazza bellissima che ride alle battute di Long e sembra attratta da uno come Ortiz. Una speranza per tutti noi. Solare.

Dreamer. Versione maschile di Maria: se serve qualcuno da pestare allo scopo di rendere ancora più odioso l’heel vincitore chiamano lui. Ha quindi una ragione sociale, suvvia. Funzionale.

Atlas. Capitato quasi per caso in una puntata della ECW, il popolare ex Saba Simba ha preso a cuore il caso umano Mark Henry e l’ha scortato verso il titolo. Vinto il premio Cuore 2008, nel 2009 potrebbe sgozzare a mani nude Hornswoggle e sarebbe sempre in credito con la bontà. Samaritano.

TNA
Bashir. Campione della X division, mica pizza e fichi. Lo sceicco si conferma uomo molto fortunato, la cintura che ha portato alla vita un po’ meno. Sopravvalutato.

Styles. Un anno in attesa di dispiegare le ali senza che i suoi proverbiali voli si siano estesi verso i lidi sperati. Le sue ardite proiezioni e le sue adamantine prestazioni meritano l’oro quanto nessun altro (Angle escluso, of course). Antigravitazionale.

Abyss. Suo, a mio avviso, il match dell’anno in TNA contro Angle. Il suo corpo lacero e contuso è ogni volta roba da cineteca. Un altro papabile per la cintura, carne da Frontline. Solido.

Shelley. Dei Motor City Machine Guns sembra lo spirito più ribelle ed anticonvenzionale, ma soprattutto il più in vista. Oltre alle boccacce fino a qui sciovinisticamente mostrate, dovrà inventarsi qualcos’altro e sembra nelle condizioni di farlo. Screanzato.

Kong. Il suo feud con Gail Kim (che non è propriamente Trish Stratus, con tutto il rispetto) è stato epocale. Poi è arrivata Taylor Wilde ed una gestione del personaggio disdicevole. Frenata.

Beautiful People. C’è stato un periodo in cui le due sono state una combinazione di heel perfette, pari alla gracchiante Vickie di Smackdown!. Poi, con la simil- Sarah Palin ad ammorbarle, si sono ammosciate. Peccato. Deturpate.

Booker T. Booker e Sharmell stanno là e, mentre Vianello e Mondaini si sono evoluti anno dopo anno, loro portano in scena la loro vita in maniera stanca. Non si ricordano da quando è giunto in TNA match notevoli del Bookerone. Stantio.

Sabin. Sta facendo il paggetto a Shelley. Con quella faccetta da bravo ragazzo è difficile chiedergli di più. Paciarotto.

Cage. Lui è sempre un valore aggiunto, ma il suo contratto è scaduto ed è stato sacrificato alla Main Event Mafia. Non si sa ancora dove tornerà (più probabile in WWE), figurarsi immaginare cosa potrà fare. Inutile dire che per me è da piani alti ovunque. Incognita.

Hemme. Vederla è sempre un piacere. Vederla prima sfidante, a Kong per giunta, non è invece un gran piacere. La gigante e la topina. Minimale. P.S.: SI è rotta appena prima del ppv: il Dio del wrestling, evidentemente, esiste.

Creed. Prendete Apollo Creed e mettetelo in TNA. Brrr. Aggiungete che il clone di Ivan Drago, Kozlov, è in WWE e che quindi non c’è nemmeno la possibilità che ce ne liberi. Artificioso.

Young. Garanzia di spettacolo fuori e dentro il ring, ma il suo ruolo è sempre di terza fila. Peccato, perché su di lui ci si può davvero contare. Sottostimato.

Hernandez. Prendete il ricordo del compianto British Bulldog e guarnitelo in salsa piccante messicana. Riuscirà, dopo essere stato campione di coppia, ad essere una top star anche in singolo? Per me non gli manca nulla: forza fisica devastante, agilità, carisma spiccio. Ha a disposizione una shot per il titolo TNA: fosse per me sarebbe già campione. Ciclonico.

Homicide. L’altra metà dei LAX ha la shot per la X Division e forse- ahimè- ha più possibilità del compagno di team di diventare campione. Uno dei simboli della TNA 2008: la variabile deriva dal come reagirà all’eventuale secessione dall’attuale compagno. Anno X.

Storm e Roode. Mai come oggi, la coppia va scritta assieme e gli va aggiunta accanto Miss Jacqueline. Trovatisi assieme quasi per caso, i due- non a caso- hanno dimostrato la loro propensione al lavoro di coppia unendo le virtù del dollaro e del luppolo per formare la coppia regina della TNA. Risultato: campioni alla faccia dei formidabili LAX. Hai detto cotica. Chimici.

Lethal. So Cal Val l’ha rovinato. Prima era re della X- division, ora uno dei Frontline, parcheggiato in seconda fila. In mezzo il tradimento della sua bella. Il 2009 gli regala in dote una valigetta per i titoli di coppia da cui ripartire. Cosa che ha già fatto vincendo quelle cinture. Terremotato (e sopravvissuto).

Jarrett. Ha a che fare con Kurt Angle e mette in piazza tutto se stesso, forse anche troppo. Mischia vita e realtà, vedremo come verrà fuori il minestrone. Per ora, discutibile. In cottura.

Nash. Kevin si alza dal divano da psicologo che aveva quando confessava Samoa Joe e porta il suo culone nel main eventing TNA, all’interno della Main Event Mafia. Già, chi meglio di lui? Politicante.

Angle. L’alfa e l’omega della TNA è lui. se c’è un wrestler imprescindibile per la Federazione è lui. Guardate i premi annuali dati da Fullwrestling.com (mica pizza e fichi) e togliete Angle: resterebbe il ring esagonale quasi vuoto. Sovrannaturale.

Morgan. Da grande vorrebbe fare il main eventer e tutti gli riconoscono ottime doti. Solo che è grande da parecchio e se passerà il 2009 senza spiccare il volo gli potremo appiccicare sul culo la targhetta di mid- carder a vita. Amletico.

Foley. Passa dagli urlacci di McMahon che gli perforano i timpani quando commenta (egregiamente) Smackdown! alla scrivania procacciatagli da Jarrett. Lui spende la sua luce in maniera parsimoniosa, ma la postazione di commento sembrava la sua giusta dimensione. Sedentario.

ODB. Quel ben donnone di ODB è capace di lottare alla pari ed in maniera credibile con Kong, ma si vede passare davanti le Wilde e le Hemme e si ritrova nel ring con Sharmell. Questo spiega perché giri con un fiaschetto di superalcolico: per ubriacarsi e non pensare alla realtà. Auguri. Depressa.

Williams. Adottato da Steiner, si fa benvolentieri maltrattare da Rhaka Khan e diventa un piccolo clone del mitico Scott. Meglio che niente, vero, ma non sembra aver trovato la sua reale dimensione. Incompleto.

Rhaka Khan. Una giraffona che ha come mossa caratteristica leccarsi le dita durante gli incontri. Bella, sexy, ma inadatta al ring come poche: allora tanto varrebbe guardarsela su Playboy. Erotica.

Curry Man. Un anno passato a far fare bella figura agli altri. Licenziato, si toglierà la maschera e tornerà Cristopher Daniels. In definitiva ha fatto un anno sabbatico lavorativo: un anno perso. Interruptus.

Rhyno. Quando lotti in ppv un match contro Angle non puoi lamentarti della tua annata, specie se ti chiami Rhyno. Non mi ha mai convinto, ed il 2008 non mi ha fatto cambiare idea. Sopravvalutato.

Roxxi. Ha perso più sangue lei da sola, nel 2008, che mezzo roster TNA tutt’insieme. A mio avviso meritava di più, e quello di raccogliere di più è l’augurio che le faccio per il 2009. Spossata.

Samoa Joe. E’ arrivato al titolo TNA quasi in clima depressivo. Incredibile. La sua forza della natura è sembrata imbavagliata, ed anche il suo impegno nei Frontline, al momento, non è da antologia. Si riprenderà? Massì, dai. Sdrucito.

Steiner. Il buon Scott prende Petey Williams e tenta di farne una sua copia. Poi si fa male e se ne frega del piccoletto. Torna nella Main Event Mafia, ed alla sua età, coi suoi problemi fisici, è un bel vivere. Pezzo grosso.

Shark Boy. Su di un letto d’ospedale si è svegliato clone pinnato di Stone Cold. Un pesce di nome Steve. In fondo non è cambiato molto. I-dentici.

Sewell. Suo il premio come overseller di emozioni, con purtroppo credibilità relativa. Il suo modo di far montare la rabbia è quanto di più pittoresco si possa vedere sui ring d’oltreoceano. Se la prende con Bashir: poteva scegliere meglio. Esagitato.

So Cal Val. Ricordate la Stacy Kleiber che affossava promettenti wrestler WWE? In TNA si chiama So Cal. Ha afflosciato Lethal, appassito il matrimonio su cui la TNA puntava tanto e neutralizzato Dutt. Gatta nera.

Dutt. Sonjay ci ha provato, ma neanche lui ha retto a So Cal. Slinguazza la rossa, finché ce l’ha accanto. Poi magari tornerà a fare qualcosa di meglio nel ring. Disinnescato.

Sting. Ha il titolo alla vita ma ha passato un anno piuttosto moscio: l’impressione è che abbia perso smalto. Ha l’opportunità di ricoprire un character molto interessante, il “mafioso pentito”: vedremo come la saprà sfruttare. Annoiato.

Team 3D. Di riffa o di raffa i due fratelloni ci sono sempre e ricoprono un ruolo medio alto. Spaventa di loro (in senso positivo) la continuità. Bubba al microfono è sempre un fenomeno. Immarcescibili.

Brooks. Adesso fa la manager delle knock out. Meglio così che nel ring, dove era francamente inguardabile. Collocata.

Suicide. Ha fatto bei promo e due- tre belle entrate. E’ molto- come dire?- scenografico: speriamo che gli infortuni che lo hanno bloccato lo lascino in pace. O altrimenti dentro il costume ci mettiamo Paul London, così mi fanno contento. Cagionevole.

Wilde. Arriva ‘sto soldo di cacio e mette giù l’imbattibile Kong. Brava, ma  non bravissima, fortina (ad esser buoni), ma non fortissima, tifata (ad essere molto buoni), ma non tifatissima, bellina (ad essere mooooooolto buoni), ma non bellissima. Boh. Inspiegabile.

Sipario!


Federico "BisbyKing" Basigli