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Nº134 Le prediche di Punk
La Rumble ci lascia un vincitore, il rientrante Edge, alcuni wrestler che ne escono ridimensionati (Matt Hardy, Kane, lo stesso HHH) un paio di vincitori morali (Michaels, Cena) ma soprattutto CM Punk e la sua brigata che propugna la Straight Edge.
Suonerà strano che questa rubrica possa indicare un uomo che a metà Rumble era già sotto la doccia come quello che ha maggiormente impressionato, ma così è. Innanzitutto perché Punk è riuscito a diventare qualcosa più di un wrestler, creando un personaggio simile a quello di Jericho (il borioso perfettissimo che reclama e declama la sua superiorità morale e tecnica rispetto a tutto e tutti) con delle venature più particolari, in bilico tra dipendenze terrene ed ascendenze mistiche. "Straight Edge significa che io sono meglio di voi": giudizio sulle capacità terrene. Ed ancora, molto concretamente: "Non bevo, non fumo, non prendo psicofarmaci e voi dovete fare come me, per non diventare dei poveri sbandati, vostro triste destino". Come Ted DiBiase quando dava degli sfigati ai poveracci delle arene, come Ravishing Rick Rude che baciava le donne di tutti perché lui poteva, come Jericho, che ricorda sempre la sua superiorità tecnica e fisica rispetto a tutti. Cose terrene, cose dirette: il portafogli di DiBiase, il corpo di Rude, i titoli di Jericho. Punk espone una filosofia, che ha però basi solide. Ma è il poi che rende tutto speciale. "Alzate le mani, alzate le mani, alzate le mani!" (versi di una canzone della Bandabardò intitolata, ironia della sorte, "Venti bottiglie di vino"). Una sorta di Punkanesimo che la gente mal sopporta, una religione di privazione, anche giusta in radice, ma che viene percepita come costrizione e castrazione dal pubblico, e più viene ritenuta potenzialmente giusta, meno viene apprezzata da chi quella filosofia non riuscirà mai a seguirla. Men che meno ne verrà quindi apprezzato il self proclaimed apostolo che, con modi di fare superbi, sempre metterà in evidenza le mancanze dell’uomo medio, quello che si fa la birra sul divano o che non riesce più a staccarsi dalle sue sigarette, dalle sue pasticche, dai suoi demoni.
Prendete lo Steve Martin di "Vendesi miracolo" e mettetelo nel ring. Martin, calato nel personaggio di Jonas Nightengale, era un predicatore girovago che vendeva in giro falsi miracoli, guarigioni a richiesta che erano scientifiche come cross di terzini di seconda categoria. Punk, come Martin, usa il suo eloquio ed una compagnia di giro - che lo aiuta a miracol mostrare - formata da gente praticamente sconosciuta, e forse per questo ancora più reale. Festus torna ad avere un nome ed una espressione umana, Serena trova nel predicatore la sua ragione di vita, pronta a sacrificare a lui anima e corpo (ed il corpo non è manco male, se mi perdonate l'inciso), ogni apparizione del gruppo potrebbe portare ad ingrandire le fila di un gruppo potenzialmente infinito e deve essere perciò seguita con attenzione. E' bello poter fare i complimenti ad una idea che viene al momento portata avanti in maniera calibrata ed intelligente. Speriamo che duri, perché merita.
E speriamo che a Wrestlemania trovi una consacrazione. Giudizi ai partecipanti della Rumble, ora.
1) Ziggler: 5,5. In attesa che ripassi l'attimo fuggente valido per l'Intercontinentale perso contro Mysterio, partecipare è già qualcosa. Vuol dire rimanere vivo e papabile per prossimi posti al sole. Galleggiante.
2) Bourne: 5+. A Raw sta facendo quel duro apprendistato che i giovani devono di norma seguire. Vale il discorso fatto per Ziggler con l'aggravante che, all'arrivo a Raw, per lui esistevano più speranze. Annoiato.
3) Punk: 9. Fonda una società, pontifica microfono in mano in piena Rumble, elimina parecchie persone e solo quel miscredente di HHH si permette di gettarlo fuori dalla contesa. Metodo Stanislavskij.
4) JTG: 5-. Dura 30 secondi e vola via. Ma 30 secondi vuol dire che esiste, e non è poco: siamo in un periodo di recessione, sapete? Precox.
5) Khali: 5,5. Non fa granché, principalmente comedy, ma lo fa bene e senza errori. Khali è essenzialmente corpo, non deve fare, gli basta mostrarsi. Epifanico.
6) Beth Phoenix: 7,5. Donna nella Rumble dopo tempo immemore, si prende il lusso di eliminare Khali. Soccombe a Punk, resistendo degnamente e giocandosela quasi alla pari. Cos'altro poteva chiedere di meglio? Esaudita.
7) Ryder: 5. Entra ed esce. Dura quanto una sosta di una Formula Uno ai box. Incidente.
8) HHH: 5,5. Elimina Punk, è vero, ma va fuori prima che la Rissa entri nel vivo. Il suo ingresso coincide con un momento di pausa della Rumble, con il ring che si ingolfa e lui che non riesce a fare la solita differenza. Che strano. Versione light. Tre cilindri.
9) McIntyre: 6+. Non fa nulla di trascendentale, ma porta il suo fisico in giro per il ring per un numero di minuti congruo alla sua cintura Intercontinentale. Quella di oggi, almeno. Scolastico. 10) DiBiase Jr: 5-. qualche minuto ad ingolfare il ring prima che l'uomo che spezza i cuori si premuri di spezzare pure i sogni di gloria di colui che è rimasto intrappolato nella definizione di amico di Orton. Almeno per ora. Spento.
11) Morrison: 5,5. Nello scontro con McIntyre, risulta come al solito sconfitto di misura (minuti passati nel ring, intendo). Qualche bella mossa, ma non fa, non fa ancora, la differenza. Ed è un peccato. Sottodimensionato.
12) Kane: 5,5. Entra, fa qualche mossa di potenza, elimina uno più sfigato di lui e se ne va. Ormai è un canovaccio che dura da anni. (Poco) aurea mediocritas.
13) Cody Rhodes: 4. Vale il discorso fatto per Teddyboy, con l'aggravante che Cody regge meno minuti nel ring ed ogni volta che lo vedo nel quadrato mi chiedo cosa ci azzecchi col wrestling. Più possente che convincente. Cavolo a merenda.
14) MVP: 5--. prima fa un match mediocre contro Miz fallendo l'assalto alla cintura US, poi sempre contro Miz si gioca la Rumble, eliminandosi presto ed incidendo quindi zero nel contesto generale del ppv. Sarà per la prossima.
15) Carlito: 6- . Sta là fino a che può, se non altro dura qualche minuto, poi arriva Michaels ed il caraibico diventa immediatamente carne da macello. Mestierante.
16) Miz: 5,5. Vale il discorso fatto per MVP. Diversamente da Porter, esce dal PPV con la cintura ancora in mano, ma la Rumble 2010 non accresce certo il suo status. Fermo un turno.
17) Matt Hardy: 3. Arriva e viene eliminato. Un voto in meno perché oltretutto viene eliminato da Kane. Che amarezza. Deprimente.
18) Michaels: 9. elimina mezzo mondo e finisce per ritrovarsi faccia a faccia con il suo sodale HHH. Pochi minuti e spedisce fuori anche Hunter con la Sweet Chin Music. Arriva tra i primi 4 e, anche se non gli basta per assicurarsi il tanto agognato match contro Taker, finisce con un posto nella copertina della Rumble 2010. Presente.
19) Cena: 8. Mette piede nel ring e quasi elimina Michaels (salvato da HHH). Fa qualche eliminazione, resiste per molto tempo ed è proprio lui l'ultimo eliminato della Rumble per mano del vincitore, la sua vecchia conoscenza Edge. Solida realtà.
20) Benjamin: 5. Entra, fa due salti e si schianta contro Cena che lo elimina. Chissà se il Golden Standard si ricorda che pochi mesi fa se la giocava alla pari con l'attuale campione Sheamus... Parcheggiato.
21) Yoshi Tatsu: 5. Quando entri nel ring e ti trovi di fronte Michaels e Cena, lo capisci da solo che è la giornata sbagliata. Intempestivo.
22) Big Show: 4.5. Si piazza a lottare contro Mark Henry (nel classico duello gigante contro gigante che viene riproposto spesso in WWE) e viene eliminato insieme a lui da R-Truth. Serve altro per motivare il voto? Sottostimato.
23) Mark Henry: 5,5. porta la sua mole nel ring confrontandola con quella altrettanto mastodontica di Big Show. Prende un voto migliore di lui poiché vale meno di lui e desta minori aspettative. Parcheggiato.
24) Masters: 4. Tenta una masterlock e finisce subito fuori; non entrando avrebbe fatto miglior figura. Si stava meglio quando si stava nelle chamber, povero piccolo Masters. Infeltrito.
25) R-Truth: 7,5. Se volete la sorpresa, cercate tranquillamente lui. Non sarà biondo, non si strapperà la maglietta, non predicherà l'Hulkamania, ma prende tante vitamine ed elimina i giganti Henry e Show. Erculeo.
26) Swagger: 5,5. Fa vedere che potenzialità ne ha, sfoggiando i suoi colpi potenti. Dopodiché viene eliminato con una forbice e torna a sedersi nel dimenticatoio che non merita. Passante.
27) Kingston: 6+. Gratificato da un numero di ingresso molto positivo, fa tutto in fretta: esegue un paio di eliminazioni ma incappa nella F-U che lo sbalza fuori ring. Conciso.
28) Jericho 4,5. Nel ring entra un signor wrestler che ultimamente parla più di quello che faccia (dice che "sono il migliore del mondo in quello che faccio": chiacchierare, Chris?). Subisce la sorpresa di un gradito - ma non per lui - ritorno. Dura poco. Episodico.
29) Edge: 8. Fa fuori Jericho e, visti i precedenti tra i due, deve essere una bella soddisfazione. Ma la soddisfazione vera è la vittoria finale, quella che gli garantisce il posto nel main event di Wrestlemania. Ritorno col botto, dunque. Esplosivo.
30) Batista: 5,5. se l'Animale pesca il 30 e non vince, non può raggiungere la sufficienza. Dà l'idea di poter disporre di tutto e tutti, si prende lo scalpo di Michaels ma finisce fuori per una propria ingenuità. Se in cima a quel fisico ci fosse un cervelletto... Scriteriato.
La Rumble: 8,5. Nessun punto morto, in questa Rumble, con i grandi che hanno fatto i grandi ed i piccoli (con l'eccezione di R-Truth) che si sono presi le briciole. Grandissima prima parte, col Punk che sermoneggia, rallentamento dall'entrata di HHH e successiva accelerazione con l'ingresso di Micheals e Cena. Finale pieno di grossi nomi. Quello che è mancato, anche se non era obbligatorio, è stato il celebrare un giovane nome nuovo da far arrivare nell'ultima quaterna (lì lì c'è arrivato, comunque, Kingston). Fatto salvo che, per come è trattato, tale onore non poteva essere riservato certo a Swagger, un Miz o un Morrison tra i quattro finali li avrei visti con molto gusto. Ma è stata una gran bella Rumble, che pone le basi per una Road to Wrestlemania emozionante. E questo, in conclusione, è ciò che conta davvero!
Sipario!