N°25 The Crowd Killer

Onorevoli amigos, che gioia rivedervi! Il Vs. Affezionato si scusa per gli innumerevoli inconvenienti tecnici che gli hanno impedito di tenervi compagnia per un buon mesetto e vi annuncia che lo spazio più libero del wrestling web è finalmente tornato: Free Speech, here we go again!

Sarò anche stato privo di Internet per un po', ma per fortuna la tv funzionava più che bene e non mi sono perso nemmeno uno show WWE. Ok, non che in questo periodo a Stamford facciano granchè per tenermi incollato allo schermo, ma un po' per abitudine, un po' per lavoro e pure per quel che rimane della mia passione, continuo ugualmente a seguire. E proprio in queste settimane un presentimento che fino a poco tempo fa era rimasto tale si è trasformato in triste certezza, almeno ai miei occhi: Randy Orton, fresco 5 volte campione del mondo, è un sostanziale fallimento. So bene che vi sembrerà paradossale definire in questi termini un ragazzo di 28 anni plurititolato e destinato ad occupare il main eventing WWE ancora a lungo, ma ho buoni motivi per usare quelle parole. Gli ortoniani di ferro mi mandino pure al diavolo e abbandonino la lettura, gli altri mi seguano nel mio ragionamento.

Era la fine del 2003. HHH, nel suo periodo di massima dominanza come heel, fa il bello e il cattivo tempo a Raw spalleggiato da quella vecchia volpe di Flair. Ma non basta. Al ritorno da svariati infortuni, si aggiungono a loro due giovani leoni destinati a chiudere il cerchio dell'Evolution: Batista e Randy Orton. A prima vista, c'erano ben pochi dubbi su chi di quei 2 avrebbe abbandonato il gruppo per primo e avrebbe sfondato come babyface: il giovane rampollo di 'Cowboy Bob' aveva tutte le carte in regola per riuscirci a discapito del bolso e monocorde ex Leviathan. Difatti, in pochi mesi Randy mette a segno un trionfo dopo l'altro: ottimo regno da IC Champion, scontro memorabile con Foley a Backlash 2004, fino alla conquista dell'alloro più importante contro l'Innominabile (dalla WWE). E qui, inaspettatamente, tutto si blocca. Il ragazzo, contro ogni previsione, cede la cintura al suo ormai ex capo Helmsley appena un mese dopo averla conquistata. Non solo non gli riesce di riconquistarla, ma appare chiaro che il pubblico non lo percepisce affatto come un top face. Inoltre, cosa ben più grave, le sue prestazioni sul ring, che fino a poco tempo prima erano decisamente notevoli, cominciano qui la loro inarrestabile discesa sul piano qualitativo. Finché, inevitabile, arriva il ritorno nella schiera dei cattivoni. Ma non il titolo. Per quello, il giovanotto dovrà aspettare quasi 3 anni, per vederselo assegnare d'ufficio dal buon Vince, riperderlo 20 minuti dopo con HHH (ma và?) e riconquistarlo 2 ore dopo dallo stesso Hunter fiaccato però da un ulteriore match con Umaga. Sarà un classico dei regni di Orton: breve durata e scarsa credibilità. Nemmeno l'innesto di altri due giovani prospetti, Cody Rhodes e Ted Dibiase, aiuterà Randy a risollevarsi da quest'apatia: i due vengono buttati nella mischia senza un minimo di lavoro sul loro character, semplicemente perchè sono figli di cotanto padre. Arriviamo a quest'anno, Wrestlemania 25, main event: HHH vs Orton. Un fiasco colossale. Randy, ormai, sul ring è diventato l'apoteosi della noia, incapace di mettere su una contesa quantomeno discreta con chiunque, HBK compreso (ed è tutto dire). Gestirlo come un buono a nulla bisognoso di aiuto pure per mettere KO il 60enne Flair e, soprattutto, darlo in pasto regolarmente ad un HHH che di queste vittorie se ne fa meno di zero, di certo non l'ha aiutato. Ma lui ci ha messo del suo. Il peggioramento sul ring è palese, inutile girarci intorno. E allora dov'è finito quel talento che mise in mostra nel biennio 2003/2004? Quanto all'extra-ring, Orton è diventato talmente ripetitivo e pedante al microfono che, a mio modesto parere, in quanto ad odiosità è già stato ampiamente spodestato da The Miz (e pure questo è tutto dire).

Io ero un ortoniano, sapete? Non un blindmark, questo no, ma nelle capacità del ragazzo credevo fermamente ed ero convinto che a distanza di qualche anno ci saremmo trovati a parlare di lui come del miglior wrestler WWE in assoluto. Ora, invece, mi ritrovo davanti agli occhi un ex talento accompagnato da due tizi di cui fatico a ricordare il nome, che per dare una svegliata al pubblico è costretto a prendere a calci in testa anziani e madri di famiglia. Campione del mondo o no, è questo tutto ciò che è Orton oggi: un sostanziale fallimento. Da Legend Killer a Crowd Killer.

Peccato.

Buon wrestling a tutti, ortoniani compresi.


Luca "Compagno Besciamella" Romanelli