
N°3 Come eravamo
Non trovando molti spunti di riflessione dagli ultimi avvenimenti occorsi nelle tre principali federazioni, in questo terzo numero ho deciso di fare un tuffo nel passato, precisamente al 1992, anno in cui il Vostro Affezionato ha scoperto per la prima volta l'esistenza di questo magico mondo chiamato wrestling. Con la speranza di non annoiarvi e di riportarvi alla mente piacevoli ricordi, vado ad iniziare!
All'epoca avevo 10 anni e, come è ovvio, una conoscenza assai limitata del mondo che mi circondava. A parte gli amici, la scuola e i giocattoli, non c'era altro che occupasse le mie giornate. Finchè, un fatidico giorno, capitai nella sala giochi in cui mi recavo spesso per passare il tempo. Mi accorsi che uno dei videogames era stato sostituito, e il nuovo arrivato era stato immediatamente preso d'assalto dai miei coetanei. Spinto dalla curiosità, mi avvicinai e notai il logo del gioco: "Wrestling Superstars". Non sapendo bene di che si trattasse, attesi il mio turno, inserii le canoniche 100 lire e mi misi a provare senza troppo interesse. Beh, bastarono pochi minuti ed era fatta: il wrestling mi aveva catturato per non lasciarmi mai più. Lo so che è da ridere, ma è stato un vecchio videogame, con soli 6 personaggi selezionabili, a far scoccare la scintilla che mi ha portato ad amare follemente questa disciplina. Da quello stesso giorno, presi tutte le informazioni possibili dagli amici che già seguivano le vicende della WWF e iniziai a sintonizzarmi ogni pomeriggio su Tele+ 2. Ricordo ancora le prime immagini in assoluto da spettatore di wrestling: un'intervista con Skinner (chi se lo ricorda?) che minacciava un avversario che ora non ricordo. E, subito dopo, il primo match che vidi: The Berzerker, pittoresco wrestler vestito da vichingo, contro The Undertaker, l'intramontabile becchino, che a noi bambini suscitava un misto di entusiasmo e timore. Da allora, quanti pomeriggi passati con gli amici a fare il tifo per Warrior (il nostro preferito in assoluto), ad insultare Ted Dibiase, ad aver paura di Jake Roberts e del suo serpente... Non c'era internet, non c'erano le indiscrezioni dai backstage, non esistevano termini come 'workrate' o 'job' o 'push' se non nel vocabolario e con tutt'altro significato: niente di tutto questo. Avevamo solo l'inconfondibile voce di Dan Peterson che ci rendeva memorabile anche un Koko B. Ware vs Papa Shango, una rivista chiamata 'Wrestling Magazine' come unica fonte di informazioni sul wrestling alternativa alla tv e, soprattutto, l'entusiasmo e l'ingenuità dei nostri 10 anni: e ci bastava.
Sono passati tanti anni da allora. E' arrivata la New Generation, e con essa l'oscuramento del wrestling da parte delle tv italiane; ha fatto capolino la WCW, che per prima riportò il wrestling in Italia nel 1999; è arrivata Stream, che prima ha trasmesso le puntate di Nitro e poi, quando la federazione di Atlanta ha chiuso i battenti, i due show principali della WWE, Raw e Smackdown!; ed infine è arrivato Sky, che ci ha portato davvero tutto: i pay per view (anche in diretta!), gli show secondari e le rubriche di approfondimento dei commentatori italiani. Eh sì, oggi abbiamo davvero tutto. E forse, dico forse, è anche per questo che non riusciamo ad apprezzare pienamente ciò che abbiamo. Sarò un inguaribile nostalgico, ma sapete, in certi momenti rimpiango di non avere più 10 anni...
Ok, prima che scenda la lacrimuccia a me e a qualche mio coetaneo che sta leggendo il pezzo, mi ricompongo e vi prometto che, dal prossimo numero, tornerò ad occuparmi del presente. Nella speranza che Vince, la Carter e Sapolsky mi forniscano materiale a sufficienza, si intende.
Rimandandovi alla prossima, di nuovo tanti auguri di buon wrestling dal vostro C.B.!