![]() |
N°46 Shooting Star: L'Effimero nel mondo del wrestling
"Shooting Star" è una canzone della rock band Bad Company. "Shooting Star" può essere trovata su The Original Bad Company Anthology. ed è stata più volte ripresa anche da altri artisti come i Golden Smog, Iced Earth,. Bon Jovi e Richie Sambora. Il brano racconta la storia di crescita di un ragazzo di nome Johnny Stardom e della sua eventuale morte. Nel primo versetto, Johnny è ispirato dalla canzone "Love Me Do" dei Beatles a comprare una chitarra e poi diventare membro di una rock band. Segue il passaggio in cui Johnny dice addio alla madre e lascia casa per perseguire i propri sogni. Nel terzo il ragazzo è ormai divenuto un numero uno e ha sfondato, diventando una stella. Qualche linea più sotto, però, Johnny trova la morte a causa di una overdose di sonniferi.
E’ stato dunque facile connettere questa
canzone a molte rock star che sono scomparsi per overdose. Il cantante dei Bad
Company (ed oggi solista dei nuovi Queen), Paul Rodgers, ha sempre dichiarato
che il brano è un avvertimento alle persone nel settore della musica, facendo
spesso riferimento a Janis Joplin e Jimi Hendrix nel corso di interviste, in cui
gli è stato chiesto in merito alla canzone.
"In quel particolare momento potevano essere Jimi Hendrix, Janis Joplin ...
e comunque una lista di persone che non ce la fanno, che collassano nei loro
letti ... questa è stata la gemma di questa canzone. E 'una storia, ma anche
quasi un avvertimento ". - Guitar World, aprile 1999.
Un altro aspetto di questo brano è che il pubblico è molto volubile. Nel coro, "E tutto il mondo ti vorrà bene a lungo, fin quando tu sarai una stella cadente", si fa riferimento ad un pubblico capace di mettere artisti sull’altare e nella polvere molto rapidamente. Tutto questo per dire cosa?
Che sia in atto una crisi di valori come raramente si è dato nella nostra storia, è un fatto che nessun osservatore, di qualsiasi estrazione culturale e politica, osa negare. Le stelle che in ogni campo si lanciano verso la gloria, rischiano spesso di presentarsi come uomini tanto ricchi materialmente quanto spiritualmente e umanamente impoveriti. Questo perché nella società attuale né avere né essere contano un granché nei modelli di vita che vengono proposti come realizzanti per una vita felice. Il vero modello proposto è invece quello dell'usare.
Tutto diventa effimero, labile, transitorio, "liquido", ed ogni investimento – sia in beni materiali che in modelli di vita – e ogni legame a lungo termine sembra rivelarsi del tutto anacronistico per l'attuale modello sociale. E’ dunque inevitabile che anche nel wrestling si segua questa moda, ovvero lanciare fino all’eccesso una superstar per poi bruciarla non appena non serve più.
L’esempio più emblematico di questa logica perversa, di questo essere “Shooting Star” è Richard "Rick" C. Williams – ovvero il wrestler conosciuto come The Renegade. Ma vi rimando ad altri speciali che ho scritto e alla sua biografia per scoprire la sua triste vicenda.
Lui è stata la riprova che il wrestling di oggi si basa sul consumo di sensazioni piacevoli istantanee e sulla speranza di sempre nuove sensazioni. Il trucco sta nel saper cogliere al volo ciascuna opportunità di piacere, consumarla freneticamente, e tenersi subito pronti per cogliere la successiva. La stessa economia che regge il carrozzone mediatico delle federazioni professionistiche sembra reggersi più su colpi di genio e sulla fugacità del successo che spunta dal nulla, piuttosto che sulla costruzione e sulla programmazione fatta scegliendo storyline più durevoli o wrestler portati al top in modo graduale.
Ne deriva la banalizzazione radicale, al di là di ogni valore etico: il wrestler è un pupazzetto sballottato di qua e di là come i modellini Hasbro della WWE di quando eravamo bambini. Quindi subentra in lui un forte senso di smarrimento e di solitudine. Anche valori come il sesso e l'amore diventano banalizzati, di consumo, rapidi, senza troppe complicazioni sentimentali. Il finale di questo meccanismo tritatutto? Purtroppo spesso è proprio quello di Shooting Star: “Johnny died one night, died in his bed, Bottle of whisky, sleeping tablets by his head. Johnny's life passed him by like a warm summer day, If you listen to the wind you can still hear him play".
Cambierà mai in futuro? Oppure dovremmo continuare a “sentire nel vento” l’eco delle gesta di Eddie Guerrero – Brian Pillman – Eddie Gilbert – Chris Benoit e tanti altri?