
N°5 Processo a The Rock
Ritorna il Processo sulle colonne di Fullwrestling.
Bentornati tra le mura virtuali dell'unico tribunale italiano che sicuramente
non vedrà mai tra gli imputati un membro dell'attuale maggioranza parlamentare.
L'udienza del mese scorso ha visto l'assoluzione nei confronti degli imputati di
Edge e Vickie Guerrero. Con un sorprendente tempismo poche settimane dopo la
pubblicazione della sentenza anche Jim Ross ha voluto dire la sua al riguardo.
Dalle colonne del suo blog il buon J.R. ha confessato di sentirsi a disagio
nell'assistere alle effusioni amorose dei due piccioncini di Smackdown. Too late,
Jim. Se volevi comparire come teste a sorpresa avresti dovuto farti avanti
qualche giorno prima..
L'imputato odierno è un uomo che dopo aver tanto dato e tanto ricevuto dal
wrestling ha deciso di eliminare lo sport per dedicarsi in toto in all'entertainement,
lasciando orfani "milions and milions" di fans. Una scelta di vita giustificata
come l'inseguimento di un nuovo sogno. Un voltare pagina - e forse un po' anche
le spalle - che non ha mancato di suscitare polemiche sia tra la gente comune
che tra gli ex colleghi. Oggi al Processo di Fullwrestling è il turno del
People's Champion, The Rock.
Imputato: Dwayne Johnson, precedentemente
noto come "The Rock"
Capo d'imputazione: The Rock è un
"traditore" del wrestling e dei suoi fan?
Pubblica Accusa: Avv. Federico "Bisbyking"
Basigli
Alla Difesa: Avv. Dario "Nixel101" DeMarco
Presiede l'udienza il Giudice Umberto
"Fedayn79" Falconieri
La parola all'accusa
Gentile Corte, Avvocato De Marco.
Dwayne Douglas Johnson: in arte, The Rock. Ovvero: attitude. Ovvero: carisma.
Ovvero: ratings. Ovvero: l'antitesi di Stone Cold. Ovvero: spettacolo. Ovvero:
storia. Ovvero: un incubo accusarlo. Infatti, però...
Qui si eviterà, gentile Corte, di scrivere cose contrarie all'apprezzata
carriera WWE di The Rock, dato che ci sarebbe poco da dire e lo scrivente,
avendo vissuto tale fase in differita, mal motiverebbe eventuali critiche. Ok,
non eccezionale in quanto a tecnica glielo si può dire, ma non è- pardon, era-
la maestria nel combattimento la sua vera dote mentre è- pardon, era: chissà
come sarebbe adesso nelle arene- impossibile negare la sua assoluta supremazia
al microfono, semplicemente impareggiabile o giù di lì. Creare una stella,
tuttavia, presuppone bruciare altri potenziali prospetti e Rocky ha ricevuto
tantissimo dalla WWE, e subito, senza rete e senza tentennamenti. In breve, per
tappe, inizia a far wrestling nel 1996, debutta in WWE da face alla fine dello
stesso anno, conquista la cintura Intercontinentale (allora più giovane campione
della storia) nel febbraio '97 e, da face, si becca più fischi di Tugboat quando
tradisce Hulk Hogan. La WWE lo prende, lo reinventa, lo rilancia. Heel: ancora
campione Intercontinentale e, il tempo di perdere il titolo, tre mesi e diventa
campione del mondo. Due anni dopo il debutto. Una carriera passata per mesi e
mesi con la seconda cintura per importanza alla vita e, il tempo di una doccia,
con il titolo più importante. Qui mi fermo perché, costruita una stella, questa
brilla e brilla nel firmamento WWE, poco da dire. Titoli su titoli, faide su
faide, sempre contro i migliori, sempre insieme ai migliori (Austin, Undertaker,
Mankind, HHH, Hulk Hogan, McMahon...). Anni ruggenti, regni e cinture, il più
odiato, il più amato, storyline storiche vissute sulla cresta dell'onda e poi...
l'oblio. Hollywood e le sue luci.
Qualche apparizione, ogni tanto. Qualche video, qualche (sparuto) promo. La
rimozione del proprio passato con la cancellazione del proprio nome, roba da
psicologo. Un'uscita di scena alla chetichella, tipo il marito che va a comprare
le sigarette e sparisce senza dare notizie di sé. Per giorni. Per mesi. Per
anni. Ogni sopracciglio alzato sembra un segnale del suo ritorno, ogni
indiscrezione è una stillettata al cuore dei fan: avrà deciso finalmente di
tornare? La risposta è un no periodico ed il fan, novella moglie cornuta, si
rimette ad aspettare. Torna per un cameo, se c'è da promuovere qualcosa. Torna
per introdurre parenti nella Hall of Fame, ma se ne va subito. Gesti per farsi
ricordare e desiderare, telefonate mute a casa della moglie cornuta, la quale
moglie è l'intero pubblico WWE. Torna per non tornare, per rinnovare la sua
assenza. Come Mina, ingrandisce la sua leggenda con la sua assenza. C'è e non
c'è. Nei film non è più The Rock, sembra dire: "Mi chiamo Dwayne Douglas Johnson,
The Rock non c'è più, chissà se è mai esistito, ma magari, chissà, nel futuro,
forse...".
Legittimo, legittimissimo: con Hollywood guadagna di più e corre meno rischi che
in WWE: legittimo, legittimissimo scegliere altre strade, una volta che la tua
vita ha svoltato egregiamente. Meno legittimo scegliere di andarsene lasciando
uno spiraglio per tornare in maniera paracula, un'alzata di ciglio per ritrovare
feeling e la parlantina di sempre per imbonire il pubblico. Se per Brock Lesnar
si è usata la parola traditore, quando Brock ha fatto una scelta rischiosissima
e senza paracadute portandola comunque avanti con una coerenza difficilmente
pronosticabile, allora la stessa parola- traditore- calza perfettamente su quel
furbone del signor Dwayne Douglas Johnson. Fino a che non ci dirà che non
tornerà mai, perché ha trovato l'amante perfetta. E smetterà di far aspettare la
moglie cornuta. Io ho smesso di aspettarlo, lei, mogl... ehm... Avvocato De
Marco?
La ringrazio per il tempo concessomi, signor Giudice, lascio la parola alla
Difesa.
Ed ora la parola alla difesa
Gentile Corte, Avvocato Basigli.
Come dice la Difesa stessa, inutile parlare di quel che era The Rock sul
quadrato. Se la cavava bene sul quadrato ed era -pardon, è e sarà!- inarrivabile
al microfono. Non è, quindi, sulle doti del Sig. Johnson che si dibatte quest'oggi.
Dato per assodato questo, vorrei precisare una cosa per difendere il mio
assistito da una velata accusa mossa dall'Avv. Basigli. Quest'ultimo, infatti,
ha esposto la carriera del mio assistito andando nel dettaglio per i primi anni
(quelli in cui la WWE ha lavorato su di lui, investendo tempo e risorse) e
scivolando, con un minimo accenno, su quello che il Sig. Johnson ha dato alla
WWE negli anni a seguire. Credo, infatti, che se la WWE ha lavorato bene con, e
su di, lui, il mio assistito ha risposto in maniera esemplare regalando, negli
anni a venire, grandissimi match e grandissimi siparietti al microfono che sono
indipendenti dal lavoro svolto dalla federazione per farlo crescere e maturare:
questi siparietti sono dovuti, infatti, semplicemente alla grandezza del mio
cliente nei suddetti campi. Quindi, se la WWE ha dato tanto al mio assistito,
quest'ultimo ha risposto, con il suo enorme talento, a suon di grandissimi
matches e performance al microfono. Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, la
WWE deve la sua "vita" al mio cliente (Survivor Series 2001 docet: The Rock,
restando come ultimo sopravvissuto per il suo Team, ha decretato la "morte"
dell'Alliance ed ha fatto restare in vita, invece, la sua federazione). Rispondo
alla velata accusa della Difesa, avendo largamente motivato il tutto, dicendo
che il mio assistito non deve alla WWE più di quanto la federazione stessa debba
a lui.
Passo a rispondere, adesso, alla seconda e principale accusa mossa dall'Avv.
Basigli. Innanzitutto, il mio assistito non ha mai strizzato l'occhio al
wrestling illudendo, mentre era ad Hollywood, la "moglie cornuta", come la
chiama il mio collega dell'Accusa. Difatti, le varie voci di un ritorno del Sig.
Johnson sono sempre nate e morte sul web e mai da dichiarazioni, dirette o
nascoste che siano, del mio assistito. L'Accusa, in questo caso, dovrebbe quindi
prendersela più con i rumors d'Oltre Oceano che con il mio assistito. A
dimostrazione di ciò, infatti, posso dire che il mio assistito, comprando i
diritti del nome "The Rock" ed evitandone usi impropri da parte di chi che sia,
ha sempre fatto chiaramente capire che per lui, al momento, purtroppo, il
wrestling è un capitolo chiuso.
Non dibatto sulla legittimità del comportamento del Sig. Johnson visto che anche
l'Accusa ritiene che non ve ne sia motivo. Sul parallelo fatto, invece, con
l'ormai arci-noto "Caso Lesnar", ribadisco che il mio assistito non ha mai
lasciato lui la porta aperta con la WWE. A me, sinceramente, pare il contrario:
spesso, infatti, si legge di Vince McMahon che contatta il mio assistito, e
quest'ultimo mi ha confermato tutto in separata sede, per apparizioni in WWE
anche solo per "un saluto". Inoltre, il paragone con il Sig. Lesnar non sussiste
per altri due motivi:
1. Il Sig. Lesnar ha solo preso dalla WWE, dando pochissimo... sicuramente
molto, molto, molto meno di quanto ricevuto dalla federazione stessa (al
contrario del Sig. Johnson, come ho già esposto e dimostrato).
2. Il Sig. Lesnar (sebbene anche la sua sia una scelta legittima visto che si
tratta di vita privata e non di scene on-ring che, quindi, non dovrebbero
riguardare più di tanto i fans) ha lasciato la federazione in un momento
delicatissimo, poco prima di un incontro che, se il Lesnar non avesse annunciato
il suo abbandono, come fatto dal suo avversario, dopo il match stesso, sarebbe
potuto essere una pietra miliare di questo sport. Poi, proprio a causa di tale
comportamente del Lesnar e del Goldberg, è diventato un vero e proprio flop.
Chiedendo l'assoluzione piena del mio assistito visto che non ha commesso alcun
reato, concludo il mio intervento.
La Corte emette il suo verdetto:
Conosciamo tutti il valore dell'imputato, dal punto di vista atletico, fisico,
eccetera... Ma soprattutto conosciamo il valore dell'imputato in relazione ad un
altro importante fattore del wrestling, che è e resta soprattutto Entertainment:
e cioè la grande capacità di sapere trascinare il pubblico.
Proprio per questo devo dire che bene ha fatto il Signor Basigli, che per una
volta sembrerebbe essere riuscito a fare un arringa senza l'aiuto del suo
inseparabile bicchierino di vino... Non rida, avvocato! Questo è un monito, non
certo un complimento! Dicevo, ben ha fatto Basigli a non tirare in ballo
l'aspetto tecnico e quello dell'intrattenimento, perchè probabilmente, anzi,
sicuramente, ne sarebbe uscito con le ossa rotte. Quindi mi permetta di dire che
la sua linea d'accusa è particolarmente sagace, ma questo non svierà le mie
conclusioni, in un senso o nell'altro.
Il signor Johnson, conosciuto nell'ambiente come "The Rock", ha sicuramente
ricevuto tanto dalla WWE: fama, gloria, successo, titoli e, giusto
sottolinearlo, anche una discreta vagonata di soldi. In tanti anni ha vinto
tanto, tantissimo. Probabilmente, dopo il suo infelice avvio alla WWE, in pochi
si sarebbero aspettati di rivederlo a fine carriera con tutti quei titoli, tutti
quei prestigiosi match alle spalle (moltissimi dei quali vinti) e soprattutto,
ed è questo forse ciò che più conta, con un riconoscimento globale ed indiscusso
di più grande entertainer puro della storia della WWE e direi del wrestling in
generale. La wwe, quindi, ha dato tanto. Ma ha ricevuto anche parecchio, dallo
stesso The Rock. Che assieme al signor Steve Austin ha riportato su una
federazione che era ormai in balia della sua grande avversaria, la WCW. Il
processo è stato sicuramente avviato soprattutto da SCSA, ma poi alla mazzata
finale alla WCW ha concorso, in maniera decisiva, anche Mr Johnson. Inoltre,
devo dire che, viste le indiscusse doti soprattutto dal punto di vista
espressivo, ritengo che il signor Johnson, seguendo le vie classiche, sarebbe
comunque potuto arrivare ad Hollywood. Quindi non credo che abbia "utilizzato"
il wrestling come trampolino di lancio ma anzi credo che la sua militanza in
questo mondo per tanti anni è stata dovuta ad un effettivo amore per il
wrestling da parte dell'imputato.
Nè, il signor Johnson, ha mai illuso qualsivoglia suo fan dicendo che un giorno
sarebbe senz'altro tornato. Ha dichiarato più e più volte che il mondo del
wrestling sotto certi aspetti gli manca, questo si. Ma mai ha annunciato o anche
solo lasciato supporre un suo ritorno effettivo alla WWE o al wrestling in
generale.
Forse, dal punto di vista etico, ci si sarebbe potuti aspettare una qualche
partecipazione in più. Alla gente basterebbe vederlo anche solo per 2-3 show di
fila in grado di portarlo ad un match in pay per view (preferibilmente
Wrestlemania). Ma ci sono forse anche diversi fattori che hanno sempre
scoraggiato il signor Johnson in tal senso: 1) Quando si ha a che fare con delle
riprese cinematografiche, difficilmente si può gestire un periodo, anche non
lunghissimo, alla wwe; 2) Probabilmente The Rock, che pur era un discreto atleta
ma nulla di più, ha un po' disimparato l'arte del Wrestling e non si sente più
all'altezza di dare al pubblico ciò che lui era in grado di dare.
P.Q.M
Il giudice della corte del Wrestling Sezione V, in
composizione monocratica (composta dal giudice Umberto Falconieri), visti gli
artt. 657 co. 3, 212 co. 1, 400 co.1 e 2, del codice del wrestling, dichiara
l'imputato Dwayne "The Rock" Johnson NON COLPEVOLE perchè il fatto non sussiste.
Così è deciso, l'udienza è tolta!