N°29 Final Resolution 2008

Ancora una volta nella Impact! Zone di Orlando, Florida, per l’ultimo PPV dell’anno con il proseguo della faida tra Main Event Mafia e Frontline e tutti i titoli “on the line”. Com’è andata a finire? Scopriamolo!

FEAST OR FIRED MATCH: Jay Lethal vs Consequences Creed vs Petey Williams vs Chris Sabin vs Alex Shelley vs Homicide vs Hernandez vs BG James vs Sonjay Dutt vs Curry Man vs Shark Boy vs Jimmy Rave vs Lance Rock vs Kip James
La crowd s’è fatta sentire da subito chiamando a gran voce “Fallen Angel”… invece sul ring c’era Curry Man, che comunque s’è fatto valere, ma il primo grande protagonista dell’incontro è stato Homicide che con una cannonball ha fatto strike di rivali e poi il tag-partner Hernandez, che ha lanciato sopra la terza corda Jimmy Rave abbattendo un grappolo di avversari e conquistando così la prima valigetta. Acrobazie di Sonjay, ma a farla da padrone era la forza di Hoyt che si prodigava in diverse power-moves, anche se a portare al sicuro la seconda valigia è stato Curry Man, fuoriuscito dall’esagono con uno spettacolare somersault. Dopo un prolungato susseguirsi di mosse in mezzo al ring, è toccato a Homicide l’onore di conquistare la terza “suitcase”, non prima d’essersi esibito in una gringo cutter dal paletto su Jay Lethal. Nelle fasi finali il dualismo tra Rock’n’Rave Infection e MotorCity Machine Guns, con quest’ultimi che si sono meritati i cori “TNA! TNA!” mettendo a segno due combo d’alta scuola, prima unendo lo sliced bread di Shelley con la Powerbomb di Sabin e poi proponendo una variante della Doomsday Device di “LODiana” memoria. Ma quando i due sembravano certi di aver raggiunto l’obiettivo, ecco che il lesto Black Machismo li ha lasciati con un palmo di naso soffiando loro l’ultima valigia e provocando le proteste dei due, ancora più amareggiati scoprendo che il contenuto della quarta valigetta era proprio una shot per i titoli di coppia. Nonostante una stipulazione che sa molto di “Russo”, l’incontro è stato scorrevole e sfizioso, decisamente migliore rispetto alla precedente edizione. VOTO 7.5

SIX KNOCKOUTS TAG TEAM MATCH: ODB, Taylor Wilde & Roxxi vs Sharmell & The Beautiful People (Angelina Love & Velvet Sky w/Cute Kip)
Il match s’è concluso quando la Wilde ha rovesciato un crossbody della Love. Poco altro da segnalare. Nonostante ci fosse un minimo di storyline alle spalle, l’incontro è sembrato un classico riempitivo, da Impact! se non per una durata maggiore. Lavoro di squadra delle Beautiful People, Roxxi la più incitata, Taylor Wilde quella tecnicamente più capace, Sharmell che ha cercato di assestare qualche colpo su ODB prima di essere, sul finire, inseguita fino al backstage dalla rude e scapigliata biondaccia. VOTO 5

TNA X-DIVISION TITLE MATCH: Sheik Abdul Bashir (C) vs Eric Young
Young ha gestito bene le prime battute, nonostante Bashir sia riuscito addirittura a “botchare” una testata all’angolo… noiosa, invece, la fase condotta dall’ex-Daivari, finchè Eric non ha ritrovato il bandolo della matassa dopo un back kick per poi ricorrere ad una serie di mosse alla HBK, nip-up compreso. Moonsault a vuoto di Young e tentativo, a vuoto pure questo, di DDT da parte di Abdul, che concedeva un conto di due allo sfidante. Altro due dopo lo Youngblood neckbreaker ed ennesima scaramuccia tra Bashir e il ref. Shane Sewell, che ha scalciato il champ mentre s’aggrappava alle corde per resistere al sunset-flip di Eric, risultato decisivo ai fini del risultato. Sheik Abdul Bashir non ha però accettato la sconfitta, infierendo su Young e poi colpendo alla fronte con la cintura Sewell, spingendosi addirittura a mordergli la ferita aperta per poi andarsene con la bocca insanguinata e la belt in mano, finchè Cornette non gliel’ha requisita. Nella successiva edizione di Impact! si scoprirà che il titolo è di nuovo vacante e verrà riassegnato in un torneo ad otto partecipanti. Nonostante la pochezza in-ring di Daivari, l’incontro è stato piacevole, lottato però in uno stile molto old-school e per nulla da X-Division. VOTO 6.5

TNA KNOCKOUTS TITLE MATCH: Awesome Kong © (w/Raisha Saeed & Rhaka Khan) vs Christy Hemme
La Hemme ha fatto meglio di quanto si potesse pensare alla vigilia, esibendosi in un cross-body dal paletto verso l’esterno ed in un apprezzabile tornado DDT, mentre Kong è parsa decisamente sottotono. Il match s’è concluso quando Christy, dopo il suo legdrop e il seguente schienamento, è stata trascinata fuori dalla Saeed e ne seguiva una rissa che ha portato fino alla squalifica. Vittoria, dunque, ma di Pirro per Christy Hemme, visto che in TNA non è più sufficiente vincere per DQ al fine di conquistare un alloro. Peccato, ma almeno s’è evitata la rivolta minacciata dall’insegna “If Hemme wins we riot”. Da notare anche il cartello di divieto col coniglio di playboy. VOTO 5.5

TNA WORLD TAG TEAM TITLE MATCH: Beer Money Inc. © (Robert Roode & James Storm w/Jackie Moore) vs Matt Morgan & Abyss
Prima ancora che la campana suonasse, i quattro se le son suonate, tanto che i BMI hanno pensato bene di abbandonare la pugna e farsi contare fuori, ma alla minaccia dell’arbitro che in caso di sconfitta per count-out le cinture sarebbero comunque passate di mano, si sono decisi a ritornare verso l’esagono, dove ad attenderli c’era il crossbody di Morgan, che subito contro Roode è ricorso ad agilità e potenza per dominare. Frequenti i cambi tra Matt e Abyss, che otteneva un due dopo una side walk slam. Bobby Roode mendicava il tag, ma il compagno preferiva andare a procurarsi del refrigerio attraverso l’ennesima sorsata di birra… E’ servita una furbata di Jackie per far cambiare il vento ed iniziava un persistente lavoro alle gambe di Morgan. Bell’enziguri di Storm, che ha poi lanciato il partner in una frog splash che è valsa un conto di due. Tentativo di suplex in stereo rovesciato dal “Blueprint” che riusciva a cambiare per Abyss il quale, scatenato, ne aveva per tutti, finchè Storm non ha preso una bottiglia, ma “the Monster” è riuscito a bloccargli il braccio. Ancora Jaqueline a distrarre il wrestler mascherato, dando l’opportunita a “Cowboy” di dotarsi di tirapugni per mettere KO Abyss e schienarlo. La scaltrezza, l’affiatamento e l’esperienza hanno permesso ai Beer Money di avere la meglio sui pur forti rivali. VOTO 6.5

Alex Shelley e Chris Sabin nel ring per richiedere a Foley di rovesciare il verdetto del Feast or Fired che li ha visti beffardamente defraudati della possibilità andare per i titoli di coppia, neanche le minacce di Cornette sono servite per farli schiodare… c’è voluto SUICIDE! Clamoroso esordio di Suicide, accompagnato da una theme adrenalinica e protagonista di un’entrance spettacolosa, appeso ad un gancio che l’ha trasportato sino al ring. Rolling neckbraker, front dropkick e cominazione neckbreaker-DDT. WOW! L’esordiente ha dimostrato di saperci fare… ma chi si nascondeva dietro quel teschio? C’è chi parla di Kaz, personalmente m’è parso di scorgere le movenze di Low-Ki (Senshi), il mistero rimane… in ogni caso, segmento esaltante!

Kurt Angle vs Rhino, Mick Foley as special enforcer
Se la vittoria fosse andata alla War Machine, Angle avrebbe dovuto sloggiare dalla TNA, ma così non è stato e allora l’”eroe olimpico” avrà a Genesis la tanto agognata rivincita su Jeff Jarrett… Questo primo dei due main event è stato la dimostrazione di come la differenza la possano fare gli interpreti, che pur senza mettere in scena nulla da stropicciarsi gli occhi, gli occhi allo spettatore non li hanno mai fatti staccare dallo schermo. Esemplari le fasi conclusive: Gore a vuoto di Rhino, Angle lock che non ha domato la “man beast”, che ha anzi risposto caricando il rivale in stile powerbomb e lasciandoselo cadere alle spalle contro il turnbackle e poi altro tentativo di Gore, parato da Angle con un calcio al volto ed Angle slam valsa un due. La terza Gore ha colpito il ref. Slick Johnson e immediatamente è accorso Foley a farne le veci. L’Olympic Hero si muniva di una sedia che l’hardcore legend gli ha prontamente strappato di mano, lasciando che Rhino ne approfittasse per un rapido roll-up, near-fall. Angle sul paletto, superplex della War Machine, ancora un due e poi inaspettatamente  ha fatto capolino Al Snow, che ha attirato le attenzioni di Mick Foley colpendolo anche con uno schiaffo. Chair-shot paurosa di Kurt Angle con cui stordiva Rhino aggiudicandosi la contesa, perfettamente costruita attorno al mestiere dei protagonisti, che sono ricorsi alle loro manovre migliori nel tentativo di prevalere. VOTO 7.5

TNA WORLD HEAVYWEIGHT TITLE MATCH: The Main Event Mafia (Sting ©, Kevin Nash, Scott Steiner & Booker T) vs Frontline (A.J. Styles (1st contender), Samoa Joe, Brother Ray & Brother Devon)
Davvero trendy il trench viola di Sting. Venendo al secondo dei main event… cambi rapidi, ritmo sostenuto nonostante alcuni dei contendenti abbiano superato già da un pezzo la quarantina, insolitamente bene i Dudleyz senza tavoli e arnesi vari, soprattutto Bubba che ha messo a segno un back suplex su Nash e poi uno uranage su Steiner, altro grande protagonista coi suoi suplex, in particolare un belly to belly over the head da brividi su Joe dalla cima del turnbackle. Il samoano ha subito lungamente a turno un po’ da tutta la M.E.M., prima di rispondere con la sua schiacciata all’angolo e dare il cambio ad AJ, praticamente fin lì mai impegnato. The Phenomal, rubando un classico dello Stinger, incollava i quattro avversari agli angoli con degli splash e poi si esibiva in un back suplex  ad alto impatto ai danni del campione, vittima anche del t-bone suplex della “submission machine”. Rissone, serie di trademark moves fino al low-blow di Big Daddy Cool su Joe costretto ad arrendersi alla Scorpion Deathdrop e a subire il tre finale che ha confermato Steve Borden campione dei pesi massimi, Borden che però ha abbandonato la scena immediatamente dopo lasciando i compagni perplessi. Gli otto che hanno chiuso lo show si sono tutti ben espressi, unico cruccio AJ Styles decisamente poco presente. VOTO 7

PPV
Gradite sorprese il riuscito opener e soprattutto lo strepitoso esordio di Suicide. Angle, come sempre, una garanzia. Deludente la divisione femminile, mentre Eric Young in versione “sicuro di sé stesso” è apprezzabile. Nonostante non ci fosse molto da aspettarsi da questo Pay Per View, alla fine è risultato godibile, indubbiamente molto, ma molto meglio rispetto allo show a pagamento di dodici mesi fa. VOTO 7

Ci si rilegge nel 2009, dopo Genesis. Nel frattempo vi auguro di trascorrere delle feste goduriose.

WHOOOOOOOO’S BETTA THAN MERIO?!?!?


Merio "The Butcher" Martinelli