Nº62 Top Ten Madison Square Garden Moments

Carissimi amici di Fullwrestling, ritorna il Time Machine con una nuova Top Ten, una panoramica sui momenti pił incredibili ed emozionanti accaduti nell'arena pił famosa al mondo, il Madison Square Garden di New York, quella giustamente considerata La Mecca del wrestling, il vero e proprio tempio della WWE. Perché ogni che si va a New York state sicuri che la WWE si prepara a fare le cose in grande...

Vi ricordo ovviamente di mandarmi per mail le vostre personali Top Ten su questo argomento e potreste essere pubblicati nei prossimi numeri, o a sfruttare il nostro forum!

Iniziamo il nostro countdown!

10- Triple H torna dall'infortunio
Il 7 gennaio 2002 a Raw di scena a New York è ormai previsto da settimane il rientro di Triple H dal suo lungo e brutto infortunio al quadricipite femorale della gamba sinistra, un incidente che lo ha tenuto lontano dal ring per quasi otto lunghissimi mesi. Al termine di Raw ecco l'atteso momento: all'interno del MSG risuona a tutto volume The Game dei Motorhead, dopo pochi secondi appare sullo stage Hunter grosso da far paura, e la reazione dell'arena è solo una: una ovazione tremenda che rischia di far venire già le fondamenta di tutto il palazzetto. Un boato assolutamente inatteso nonostante il ritorno annunciato e preparato in pompa magna. Il pubblico di NY voleva riabbracciare Triple H, ancora immune da molti scheletri nell'armadio che avrà poi successivamente in carriera e soprattutto colui che prima dell'incidente aveva lasciato in tutti il ricordo di essere il miglior lottatore sulla piazza in quel momento, l'unico che pareva in grado di sostituire Austin e Rock sotto diversi di punti di vista. Quello che succederà dopo è un altro discorso, a noi interessa ricordare quel boato mostruoso che ancora oggi, con tutti i successi avuti in carriera, è sicuramente il momento pił bello che ha vissuto Triple H per l'amore e l'ammirazione che gli mostrarono i fans.

9- Shawn Michaels torna campione del mondo dopo 4 anni
Quattro anni di lunga attesa, mica un paio di settimane. Quattro di assenza dal ring TOTALE. Michaels nel marzo 1998 si ritirò per un gravissimo infortunio alla schiena, un ritiro che pareva definitivo. Un dramma per i fans di tutto il mondo, perdere uno dei migliori worker di sempre nel massimo della sua forma e carriera. Poi l'estate del 2002, il grande ritorno di HBK, e sembra davvero di assistere ad un miracolo vivente sul ring. Shawn Michaels, un wrestler praticamente ritirato ma grazie al cielo non dimenticato, non solo torna a lottare, non solo torna campione, ma lo fa con un livello di forma e prestazioni che nulla avevano da invidiare al vecchio HBK del glorioso passato. E il palcoscenico per tornare nell'Olimpo del wrestling è quello migliore: New York, al termine di un fantastico PPV, vincendo il primo e bellissimo Elimination Chamber della storia. Boato, fuochi d'artificio, coriandoli che scendono dall'altro, lacrime di gioia e le mitiche parole di Jim Ross: "Do You Believe in Miracles, Now?" HBK è tornato.

8- Jimmy Snuka vola dalla cima della gabbia
La sera che nacque lo stile High-Flying per il pubblico mainstream nessuno voleva crederci, probabilmente qualcuno starà ancora strabuzzando gli occhi ora. Al termine di un cruento Cage match contro Don Muraco perso ingenuamente, Jimmy Snuka regalò ai fans e a se stesso IL momento che definisce una intera carriera. Superfly andò a riprendersi Muraco trascinandolo di nuovo nella gabbia, chiuse la porta e in salì in cima alla struttura: tutti in piedi, i flash dei fotografi increduli scattavano, le urla di stupore si propagavano, fino al momento magico in cui Superfly, e mai soprannome fu pił azzeccato, spiccò il volo per atterrare sull'indifeso Muraco. Quasi 5 metri di volo, un tuffo indimenticabile. Quella sera tra il pubblico presenti c'era tanti futuri lottatori, tra cui Bubba Ray Dudley, Tommy Dreamer e soprattutto Mick Foley, e tutti tuttora ammettono che quel momento, vedendo Snuka volare, decisero di diventare dei lottatori professionisti. Grazie Superfly per quel momento unico e per aver ispirato così tante persone.

7- Ultimate Warrior campione intercontinentale
Per pił di un anno Honky Tonk Man fracassò i cosiddetti col suo agonizzante regno da campione intercontinentale, troppo lungo per essere vero. Ma grazie al cielo la sera di Summerslam 1988 un uomo salvò la cintura: The Ultimate Warrior! Il Guerriero con la sua solita foga incontenibile raggiunse il ring e letteralmente ASFALTO' Honky Tonk Man in pochissimi secondi! Il boato dell'arena fu tremendo, in pochi secondi il regno pił lungo da campione intercontinentale finiva e un nuovo eroe nasceva. Warrior entrava definitivamente nel cuore dei fans e nasceva il suo mito che, seppur breve, rimane tuttora indimenticabile.

6- La rivolta del Madison Square Garden
Il match che molti si aspettano, che la WWE aveva iniziato a costruire e presentare già diversi mesi prima tramite diversi segnali e indizi sparsi qua e là. Le due forze della natura l'una contro l'altra per la prima volta in assoluto: Goldberg vs Lesnar. Tutto sembra portare verso un match da ricordare. E invece in pochissimi giorni tutto viene scosso, una tsunami si abbatte sulla federazione: prima Goldberg annuncia che non rinnoverà per motivi economici il suo contratto con la WWE, poi Lesnar ad appena 6 giorni dal PPV dichiara che dopo l'evento lascerà il mondo del wrestling per dedicarsi al football, il suo primo amore sportivo giovanile. Apriti cielo. Con simili credenziali come puoi entrare nel MSG di New York, il tempio del wrestling, l'arena che la WWE ritiene da sempre giudice dei gusti medi dei fans, dove ogni singolo spettatore vive e respira di wrestling? L'accoglienza è quella che è: terrificante. L'atmosfera oscilla tra i surreale e l'irreale, tutti i fans si lanciano in "buuu" verso i due lottatori pure se questi alzano le sopracciglia, urlano "Boring!" appena si toccano, così che anche i due wrestlers spaesati vengono colti di soprassalto. Il pił tifato, anzi, l'unico tifato nel ring, è addirittura l'arbitro, quello Stone Cold Steve Austin che appena sente inneggiare al suo nome si lascia scappare uno spontaneo sorriso che è l'esatto specchio della situazione in cui ci si trovava. Non si salva nessuno, a fine incontro i due lottatori perdono pure la faccia alzando dita medie all'indirizzo del pubblico (non ben inquadrato quello di Goldberg, storico quello di Lesnar). Alla fine non ce lo dimenticheremo: "You Sold Out!"

5- The Madison Square Garden Incident
La data in cui la kayfabe fu uccisa e sepolta (nonostante tentativi futuri di rinverdirla, tutti falliti) è rintracciabile nel 19 maggio 1996, la sera di house show in scena al MSG di New York. L'ultimo show di Scott Hall e Kevin Nash, entrambi in procinto di lasciare la compagnia per accasarsi in WCW, e i due salutarono il pubblico della WWF con dei match incrociati contro Paul Levesque (il nostro attuale Triple H) e Shawn Michaels, i loro migliori amici nella vita reale. Al termine del main event combattuto nella gabbia d'acciaio tra Michaels e Nash, prima Hall poi Levesque raggiunsero il ring, i quattro si abbracciarono e posarono insieme per la folla. Due heel e due face, tra l'altro da poco affrontatisi. Se i fans rimasero stupiti ancora pił scandalizzati furono i dirigenti della WWF, il cui mito di mantenere l'illusione che i wrestlers face e heel si odiassero veramente svaniva nel nulla in un momento, grazia anche a diversi videocamere dei fans presenti che registrarono il momento. La kayfabe era uccisa, un evento a dir poco importante e rivoluzionario. Nash e Hall lasciarono la compagnia, Michaels era l'intoccabile campione mondiale del momento e principale attrazione della federazione, quindi l'unico punibile per un gesto che non poteva rimanere impunito fu Triple H, che di colpo si vide interrompere il suo push nascente e tornare per diversi mesi ad essere un jobber qualsiasi. Saltò anche la sua prevista vittoria del torneo King of the Ring di quell'anno, fatto che ebbe ripercussioni importantissime poiché la scelta del vincitore cadde allora su Steve Austin, e proprio con quella vittoria il suo mito nacque e segnò la svolta per l'intero mondo del wrestling.

4- John Cena torna e vince la Royal Rumble
Se quell'anno non ci fosse stato un certo biondo di Charlotte ad appendere gli stivali al chiodo, questo sarebbe stato a mani basse il momento dell'anno. Forse degli ultimi anni. Sicuramente senza alcunissimi dubbi la pił grande sorpresa fatta dalla WWE nell'era di internet, calcolando tutti i significati. I primi di ottobre del 2007 un grave infortunio, il primo serio della sua carriera, mette fino al regno di John Cena durato oltre un anno solare. Dove non erano arrivati gli altri, a mettere a terra Cena ci pensa un infortunio al braccio destro. Per lui si parla di uno stop tra i 6 e i 7 mesi. Anche se col passare del tempo si hanno notizie di un grande recupero aiutato anche dalla ferrea forza di volontà e incredibile passione di Cena che pare bruciare i tempi, pare ora possa farcela per l'imminente dopo Wrestlemania. Ma nessuno poteva prevedere per gennaio. Fino a 4 giorni prima del PPV Cena è addirittura qui in Italia, a bivaccare negli studi televisivi di Sky. A nessuno nemmeno passa in mente di fare il suo nome per il PPV. È letteralmente impossibile. Si sa, questa parola nel wrestling ha uno strano uso, malleabile, altre volte sorpassabile. Ma stavolta pare realmente IMPOSSIBILE. Quando la Royal Rumble sta per finire, quando parte il conto alla rovescia per il numero 30, l'ultimo ingresso, si fanno i nomi pił disparati. Tutti, davvero tutti. Ma non quello, è impossibile farlo. Nessuno nemmeno ci pensa. E invece ci scopriamo una massa di cretini, tutti, nessuno escluso. Il gong suona, parte quella musica, il MSG ribolle di tanti stati animi così diversi. L'ho vissuto in diretta, è una sorpresa che mai dimenticherò. Cena entra, è proprio lui. Stupore, sbigottimento, il sentirsi pollo, no trovo aggettivi. Non li trovavo allora e non li trovo ora. Cena è lì, in piedi, pure in forma, sta bene, entra nel ring e vince pure. Posso solo immaginare quanto in quei minuti Vince McMahon stesse gongolando nel backstage per avercela messa a tutti in quel posto. L'anno delle sorprese inizia con la pił grande e indimenticabile di tutte.

3- La prima Stunner a Vince McMahon
Diciamo, per usare un eufemismo, che Steve Austin ha sempre avuto qualche piccolo problemino con l'autorità. Nell'autunno 1997, nonostante i postumi del gravissimo infortunio al collo patito a Summerslam che rischiava seriamente di compromettere la sua carriera, Steve Austin tornò a farsi vedere negli show a tempo di record e incacchiato come una biscia distribuiva Stunner a destra e a manca senza soluzione di continuità. Il 22 settembre Austin interruppe un match di Owen Hart, colui che lo aveva accidentalmente infortunato, e solo la sicurezza salvò il canadese dalla furia del texano. In quel momento però Vince McMahon, allora commentatore, ebbe la brillante idea di salire sul ring e fermare la sicurezza per provare a ragionare con l'intrattabile Austin. Mai idea fu pił folle: prima Stone Cold fece finta di capire, poi lo colpì con la sua Stunner. Ovazione del MSG incredibile, mai nessun aveva messo le mani addosso al proprietario della federazione. Quella fu la prima di una lunghissima serie di Stunner subite da Vince, ma soprattutto l'inizio ufficiale del feud Austin vs McMahon e la trasformazione di quest'ultimo da mite commentatore a boss crudele. Tutto quello che fece vincere la WWE la guerra del lunedì sera definitivamente.

2- L'abbraccio finale tra Eddie Guerrero e Chris Benoit
Per anni e anni, per la precisione ben 18, una vita intera, Chris Benoit ha provato a coronare il suo sogno di essere campione. Lo ha fatto viaggiato in giro per il mondo, in tutti i continenti, e in tutte le federazione d'America. Tutto questo con sempre al suo fianco il suo migliore amico di sempre, Eddie Guerrero. E il sogno si realizza nel posto e nel momento pił inaspettato, dentro il MSG nel main event del 20esimo anniversario di Wrestlemania, uno dei risultati pił sorprendenti e stupefacenti nella storia. Subito dopo il gong Benoit giustamente si scioglie in lacrime, e quando gli viene consegnata la cintura può finalmente dirsi sul tetto del mondo. Ma non è finita qui, perché quando dall'alto cadono i coriandolo e le stelle filanti Benoit si volta e vede lì Eddie, il suo amico di una vita, con anche lui una cintura di campione del mondo intorno alla vita. Posso solo immaginare la gioia dei due, con tutta la fatica, i sacrifici, i viaggi, i rospi mandati gił, la pazienza, l'attesa, il lavoro, il sudore, tutto gli passa nella mente in quei momenti, e poi aprono gli occhi e sono entrambi sul tetto del mondo nello stesso istante nel PPV della storia. L'abbraccio tra i due, la gioia, le lacrime: nessuno potrà cancellare queste immagini e le sensazione provate in quegli istanti. Vorremmo riaverli entrambi qui, soprattutto uno dei due per evitargli di demolire la sua stessa memoria con dei gesti infami che tutti conosciamo, purtroppo.

1- La nascita della Hulkamania e di Wrestlemania
Il 24 gennaio 1984 è la data in cui tutto il mondo del pro wrestling venne rivoluzionato, la sera in cui al MSG il biondo Hulk Hogan sconfisse The Iron Sheik conquistando il suo primo WWF Title e trasformandosi istantaneamente nella pił grande wrestling icon di tutti i tempi. Un anno dopo, Il 31 marzo 1985, il MSG fu teatro della prima Wrestlemania, il Superbowl del wrestling, il pił grande evento dello sport-entertainment, la pietra miliare della Rock 'n' Wrestling Era, la sera in cui tutto il nostro amato mondo cambiò. Probabilmente queste date sono le pił importante nella storia di tutto il wrestling, sicuramente quello che hanno creato il wrestling moderno.

Qui chiudiamo questa carrellata ricordandovi di usare le e-mail e il forum per creare le vostra Top Ten! Ci vediamo tra due settimane per un nuovo countdown nella storia!


Emanuele "Wrestlemania X-Seven" D'Aniello