Nº64 Top Ten Occasioni mancate

Carissimi amici di Fullwrestling, ritorna il Time Machine con una nuova Top Ten, e andiamo a rivisitare tutti quei momenti nella storia del wrestling che non sono accaduti per sfortuna o altri motivi, quelle occasioni mancate che, se sfruttate a dovere, avrebbero davvero potuto rivelarsi momenti fondamentali e indimenticabili.

Vi ricordo ovviamente di mandarmi per mail le vostre personali Top Ten su questo argomento e potreste essere pubblicati nei prossimi numeri, o a sfruttare il nostro forum!

Iniziamo il nostro countdown!

10- Scott Steiner in WWE
Il pił famoso dei fratelli Steiner è sempre stato un wrestler straordinariamente dotato tecnicamente, e con la nuova gimmick di Big Poppa Pump in WCW e il suo primo titolo mondiale singolo creò davvero un nuovo grande personaggio, capace da solo di reggere sulle proprie spalle la WCW morente. Quando arrivò in WWE a sorpresa durante Survivor Series 2002 il Madison Square Garden, l'arena per eccellenza con un pubblico piuttosto esigente, gli dedicò una ovazione clamorosa. Prima mossa della WWE? Mandarlo allo sbaraglio e quindi al suicidio. Invece di aspettare e di fargli recuperare la forma e la confidenza col ring, tenerlo alla grande per il match titolato a Wrestlemania, fu subito mandato per il titolo del mondo in un forma scadente contro un HHH in forma ancora peggiore, subito con tutta la pressione che non poteva reggere. Ne uscirono fuori i due match peggiori del decennio in proporzione alle attese e all'importanza delle sfide, tutta la sua popolarità venne bruciata agli occhi dei fans per le prestazioni a dir poco oscene, e a quattro mesi dall'esordio si trovò fuori dalla card di Wrestlemania. Nemmeno due anni dopo ecco la telefonata di licenziamento.

9- Mr Kennedy in WWE
Il mix perfetto tra sfiga e sciocchezze può essere il titolo del dvd dedicato allo stint di Mr Kennedy in WWE, ora pił fortunatamente (ma non diciamolo troppo ad alta voce e tocchiamo ferro....) noto come Mr Anderson in TNA. Kennedy è un giovane dotato di vero e proprio talento, nato per stare sul ring, personalità e carisma ma sopratutto mic skills fuori dal comune. Tutti gli ingredienti per sfondare in WWE, e non a caso a federazione puntò su di lui in maniera pensate. Prima nel un feud di assoluto primo piano con Undertaker che lo rese pił che credibile agli occhi dei fans, poi la valigetta del Money in the Bank nel 2007, una quasi garanzia di titolo del mondo, una storyline perfetta col personaggio sbruffone e sopra le righe (la decisione di annunciare fin da subito quando incassare la title shot) e quindi il primo crac: Kennedy si infortuna a maggio, nello stesso momento in cui si fa male pił seriamente Undertaker, allora campione del mondo. La WWE non può aspettare per questo incrocio di eventi, dà la valigetta ad Edge che porta a casa il titolo. E la diagnosi di Kennedy si rivela meno grave del previsto, solo qualche settimane di stop. Primo treno mancato clamorosamente, ma la WWE crede ancora fortemente in lui. In estate tutta la WWE è monopolizzata dalla storia del figlio illegittimo di Vince McMahon, e subito si diffondo le voci che vogliono Kennedy come figlio designato. Ancora ricordo quando il MSG esplose al primo faccia tra presunto padre e presunto figlio. E il secondo incidente, stavolta per colpa sua, visto che Kennedy si fa beccare nella lista della Signature Pharmacy per sostanze dopanti illegali. Kennedy viene sospeso e la storia del figlio di McMahon stracciata e buttata sul comedy. Pensate che GIGANTESCO push istantaneo avrebbero potuto avere Kennedy presentandosi come foglio di Vince, con quell'alleato lì dall'illimitato potere. E invece niente, altri infortuni, un inutile passaggio a face, altri infortuni e il licenziamento. Grazie al cielo il nuovo Mr Anderson è ancora giovane, può ancora tornare in WWE e prendersi tutte le soddisfazioni perse prima.

8- RVD campione nella ECW originale
Non sarebbe la cosa pił rivoluzionaria al mondo o il momento che avrebbe salvato la ECW dalla bancarotta. Ma il simbolo della ECW senza titolo ECW è forse la pił grave pecca nella storia della federazione di Philadelphia. Ai tempi della vera e unica ECW il wrestler pił spettacolare e popolare era senza ombra dubbio Rob Van Dam, uno dei pochi ad avere anche una grossa notorietà fuori dall'elite di Philadelphia, assunto subito ad aria di leggenda grazie ad un regno da TV Champion interminabile e storico. Ma per tanti motivi, soprattutto infortuni e la chiusura prematura della compagnia il titolo pił importante della ECW non si legò mai alla vita di RVD, e la maledizione sembrò seguirlo anche al suo arrivo in WWE, dove nonostante una popolarità sconfinata, over ovunque a sorpresa contro chiunque e anche contro i nomi storici, il titolo non arrivò. E quando arrivò era troppo tardi e RVD si rovinò con le sue stesse mani. Peccato.

7- Steve Austin vs Goldberg
Il 1998 è l'anno in cui le due facce della stessa medaglia esplodono definitivamente nelle loro rispettive federazioni: Steve Austin diventa l'idolo delle folle d'America e il paladino della riscossa della WWF verso la vittoria della guerra degli ascolti, mentre in WCW con la sua forza prorompente e la sua streak di vittorie entusiasmante Goldberg diventa un attimo il motivo per cui guardare Nitro il lunedì sera, l'unica ragione che probabilmente ha impedito alla WCW il colosso molto tempo prima del previsto. Subito Goldberg, anche per la somiglianza con Austin, viene ribattezzato come la risposta a Stone Cold, quasi uno scherzo della WCW. Ma Goldberg uno scherzo proprio non è. I fans per tempo fantasticano sulla ipotetica sfida tra i due, su chi possa essere il migliore, e quando nel 2003 entrambi sono in WWE sembra che il vecchio sogno possa realizzarsi. Ma questa non è una storia a lieto fine. Il match non si è fatto e mai si farà. Non ci son colpevoli stavolta, ma sicuramente vittime, cioè i fans.

6- Bret Hart in WCW
Quando nel novembre 1997 Bret Hart firmò il suo contratto multimilionario con la WCW la guerra degli ascolti pareva definitivamente conclusa, la mossa sembrava essere il chiodo finale per chiudere la bara con dentro la WWF. Il miglior lottatore tecnico del mondo nel periodo, una superstar tremendamente popolare era l'ennesimo colpo della WCW il cui roster era farcito di tutte le pił grandi stelle del business. Tutti i migliori erano da una parte, alla WWF restavano solo le briciole. E invece la storia spesso prende percorsi diversi da quelli attesi. Bret Hart esordì nel modo peggiore, rovinando il main event attesissimo di Starrcade 1997, e fu ancor pił rovinato dal management WCW che usò come peggio non si poteva uno dei migliori lottatori in circolazione: feud di secondo piano, ipotetici Dream Match buttati al vento, una continua oscillazione tra lo status di heel e face. E inoltre il suo addio dalla WWF nel controverso episodio di Survivor Series 1997 contribuì a genere un fenomeno, cioè il personaggio di boss diabolico di Vince McMahon, pedina fondamentale per la rivincita della WWF. In nemmeno due anni le carte si rivoltarono completamente, la carriera di Bret naufragò, la WWF vinse la guerra, e il resto è storia.

5- La rinascita della ECW
Nel giugno 2005 One Night Stand chiuse nel migliore dei modi la storia della ECW con un grandioso addio e un saluto doveroso che a quei fedelissimi fans che lo meritavano pił di tutti. Un anno dopo, nel giugno 2006, il secondo One Night Stand segnò l'inizio di una nuova era, o meglio di una vecchia, la vera rinascita della ECW. Dire che le aspettative erano elevate era poco. Era impossibile replicare la vecchia ECW, riavere quello spirito, perchè come tutti hanno detto e ridetto fino alla nausea la vecchia ECW non era solo una compagnia di wrestling. Ma le speranze erano altissime. Bastarono pochi mesi per capire la realtà. Incontri hardcore ridotti al lumicino, stile ECW inesistente, ECW Originals ridotti a fare le comparse, Big Show poi Lashley poi addirittura Vince McMahon con la cintura di campione ECW intorno alla vita. La pietra tombale fu posta la sera di December to Dismember 2006, primo e unico PPV monobrand ECW, uno dei peggiori PPV di sempre, e la sera dell'addio di Paul Heyman dalla federazione perché non la sua creatura era stata definitivamente rovinata e le sue idee ormai del tutto inascoltate. Una presa in giro chiamare il terzo show della WWE con quelle tre gloriose lettere non solo verso i vecchi fans ma verso tutti gli amanti di wrestling, perchè quello show di ECW non aveva NULLA. E finalmente in questo inizio di 2010 anche formalmente la parole fine a questa triste parentesi è stata scritta.

4- Sting vs Hogan
Hogan vs Sting, la magia che doveva essere e la boiata che fu. Forse l'incontro meglio costruito in 40 anni di storia del wrestling, la prima volta assoluta che Hogan e Sting si incontrano, una storyline costruita e gestita PERFETTAMENTE nel momento migliore nella storia della WCW, main event designato del PPV pił venduto di tutti i tempi in WCW. E ragazzi, si riuscì a fare l'impossibile: rovinare tutto. L'incontro presentato giustamente come il "Match del Secolo" non doveva certo essere un capolavoro di tecnica, nessuno si aspettava una sfida a 5 stelle. Ma sicuramente un match emozionante alla Hogan vs Warrior, con un finale degno di tale rivalità. E invece l'incontro, oltre a risultare brutto e noioso, ebbe forse la fine pił brutta e stupida mai vista se rapportata alle potenzialità messe in campo. Sting vs nWo è uno dei migliori feud mai visti, un intero anno di costruzione con Sting lupo solitario che colpisce dal nulla tutti i membri dell'nWo quando vuole e come vuole, senza sibilare una sola parola, senza contatto fisico con Hogan. L'evento pił importante per la WCW è Starrcade, scenario giustamente designato a palcoscenico della sfida, e infatti il PPV sarà il pił acquistato nella storia della compagnia. Insomma, TUTTI volevano vedere Sting battere Hogan, campione da troppo tempo cattivo e arrogante, un match fatto di carisma e emozioni, con un finale pulito al termine di scariche di adrenalina pura. E invece niente. Al termine di una sfida brutta e noiosa, Hogan vinse in maniera netta e chiara su Sting. Incredibile, dopo tutto questo tempo il cattivo prevale sul buono in maniera chiara e decisa. Ma fuori ring Bret Hart, appena arrivato in WCW, non fa suonare il gong, accusando l'arbitro di aver eseguito un conteggio troppo veloce, dicendo che questo non poteva pił accadere. Senza motivo il match riparte, Sting colpisce Hogan con la sua finisher e vince. Ma ci rendiamo conto? Punto primo, finale totalmente anti-climatico rispetto alla storia. Punto secondo, l'ennesimo e ingiustificato uso del creative control in un match simile con Hogan che si rifiutò di perdere pulito. Punto terzo, l'apparizione di Bret Hart che senza autorità ferma il suono del gong e senza autorità alcuna fa ripartire l'incontro, totalmente insensato! Punto quarto, con una giustificazione assurda, visto che il conteggio dell'arbitro non era veloce ma normalissimo, quindi l'inutile voglia della WCW di provocare e irridere la concorrenza richiamando allo Screwjob di Montreal quando proprio non se ne sentiva il bisogno. Insomma, come rovinare un incontro impossibile da rovinare e col booking pił facile del mondo. Sicuramente questo match è uno dei maggiori rimpianti nella storia del wrestling. Inoltre, pur se la WCW per almeno un altro anno si mantenne a livelli decenti sia per qualità sia per ascolti, questo fu simbolicamente l'inizio del declino della compagnia.

3- Hogan vs Flair in WWF
Con la fine del 1991 la WWF aveva tra le proprie mani le due pił grandi stelle del wrestling di quel periodo: Hulk Hogan, il pił grande face di sempre e icona della WWF e di tutto il wrestling inteso come spettacolo, e Ric Flair, il pił grande heel del momento e simbolo della NWA e quindi del wrestling nella sua concezione pił old school. Le nemesi nella stessa federazione, un evento pił unico che raro, come gli artisti nell'Italia Rinascimentale o nella Francia dell'Impressionismo. Il match per antonomasia doveva accadere, era d'obbligo. E invece non se ne fece nulla per tanti motivi extra ring. La WWE buttò alle ortiche una enorme occasioni per fare soldi a palate e per scrivere una pagina indelebile di storia, il main event event di Wrestlemania 8 che doveva essere e mai è stato. Ci pensò la WCW due anni dopo ad approfittarne quando si trovò nelle stesse condizioni, e la prima cosa che fece fu proprio organizzare Hogan vs Flair. Ma ovviamente non era pił la stessa cosa.

2- Il flop Invasion
Un intero periodo è stato segnato dell'angle dell'Invasion, i mesi che vanno dall'estate all'autunno 2001 in WWF. Tutto sommato un buon feud, ma immaginate cosa poteva essere, cosa poteva diventare, probabilmente la storyline pił importante della storia, una pietra miliare per il business, un qualcosa grazie al quale la WWF poteva fare soldi a palate e campare di rendita da qui all'eternità, basta immaginare che agli inizi speranzosi della storyline il PPV Invasion divenne il PPV non appartenente ai Big Four pił acquistato di sempre. La WCW e la WWF in guerra ma stavolta sul serio, sul ring, quello che per anni tutti i fans hanno sognato immaginato, con l'aggiunta addirittura dei reduci ECW, una vera e propria chicca. Ma sull'Invasion si potrebbe scrivere un vero manuale su "Come rovinare in poche mosse e in poco tempo la pił grande fortuna che vi sia mai capitata tra le mani". Prima di tutto la faida venne ridotta all'ennesimo battibecco interno alla famiglia McMahon, con padre e figli a capo delle rispettive fazioni. Secondo, la WCW non aveva NESSUNO di credibile e di anche riconducibile alla vera WCW che portò la federazione rivale quasi al naufragio: solo Booker T (che comunque era mid-carder ai tempi della vera Guerra del Lunedì Sera) e poi dietro di lui il vuoto, una massa di jobber e sconosciuti. L'unico altro salvabile, DDP, un 3 volte WCW World Champion, venne ridotto a macchietta comica e a jobbare contro una donna, Sara, la moglie di Undertaker.....ci rendiamo conto??? Hogan, Nash, Hall, Flair, Sting, Mysterio, Steiner, nessuno di questi coinvolto nell'angle, i vero nomi della WCW, i veri nomi che la gente voleva vedere confrontai contro la WWF erano a casa loro. I membri dell'Alliance apparivano sempre deboli, mai una vittoria pulita, mentre la WWF vinceva sempre e nettamente. Una sfida squilibrata, assolutamente non credibile a livello mark. L'Alliance si ritrovò ad essere un'accozzaglia di gente che con la WCW non c'entrava nulla: capitanata da Austin, che era passo dal lato del nemico semplicemente perchè deluso dal non avere pił le attenzioni di Vince McMahon (?) contava Test, Albert, Christian, poi addirittura Angle. L'unico che aveva senso mandare da quella parte era Jericho visto il suo passato in WCW, ma essendo una scelta sensata giustamente si decise di lasciarlo dalla parte della WWF. Nel momento decisivo a rappresentare la guerra tra WCW e WWF si trovarono contro Austin e Rock, cioè i due massimi simboli dell'Attitude Era della WWF. Capite? Immaginate un duello finale con Hogan, Nash, Hall, Sting e Flair da una parte contro Austin, Rock, Undertaker, Angle e Triple H dall'altra parte. Dopo quasi 10 anni se l'Invasion viene ritenuta uno dei pił grandi flop di sempre un motivo ci sarà...

1- Austin vs Hogan
Due nomi. Due icone. Due leggende. Due fenomeni. Il pił grande degli anni 80 contro e il pił grande degli anni 90. Il simbolo della Gimmick Era e il simbolo dell'Attitude Era. I due lottatori pił popolari e idolatrati di sempre. In America due autentici fenomeni culturali di massa. A me vengono i brividi solo a pensare a queste cose. Un incontro tra i due sarebbe il pił GRANDE in tutta la storia del business senza dubbi. Io non riesco ad immaginare la reazione di un'arena ad un faccia a faccia tra i due. E la cosa bella è che di occasioni e momenti buoni per organizzare questa sfida unica ce ne sono stati eccome, a tonnellate direi. Ma prima i dubbi di uno, poi le reticenze dell'altro, poi le titubanze, i rifiuti, i dinieghi. E tutto questo impedisce a noi i assistere allo showdown pił elettrizzante che mai il wrestling possa regalare. E io lo annovero tra le occasioni mancate, perché pur essendo ancora realizzabile io credo che MAI un simile evento avrà luogo. E allora non ci resta che sognare, non ci resta che immaginare uno stadio pieno in ebollizione, immaginare all'entrata dei due, ai brividi, quasi alle lacrime di gioia, al naso a naso tra i due, alla Stunner sull'Immortale o al Legdrop sul Rattlesnake. Ai due pił grandi di sempre che magari con una birra in mano si godono una meritata standing ovation. Dopotutto sognare non costa nulla.

Qui chiudiamo questa carrellata ricordandovi di usare le e-mail e il forum per creare le vostra Top Ten! Ci vediamo tra due settimane per un nuovo countdown nella storia!


Emanuele "Wrestlemania X-Seven" D'Aniello