Nº77 Top Ten Steve Austin Matches

Carissimi amici di Fullwrestling, ritorna il Time Machine con la sua veste estiva, una serie di numeri monografici per rivivere i migliori incontri dei più grandi performers di tutti i tempi. Questa volta ci occupiamo del Rattlesnake, l'unico e inimitabile serpente e sonagli che per e anni ha infranto ogni record commerciale e di popolarità nella storia del wrestling, Stone Cold Steve Austin, l'uomo che in pochissimi anni ha letteralmente rivoluzionato l'intero modo di vedere questo business. Un fiume in piena fuori e soprattutto come vedremo dentro il ring.

Vi ricordo ovviamente di mandarmi per mail le vostre personali Top Ten su questo argomento e potreste essere pubblicati nei prossimi numeri, o a sfruttare il nostro forum!

Iniziamo il nostro countdown!

10- Stone Cold & Triple H vs Chris Jericho & Chris Benoit (WWE Raw 21.05.2001)
Quando si parla di emozioni e colpi di scena, beh, questo è uno degli incontri da prendere e rivedersi al volo. Il famosissimo incontro in cui Triple H si ruppe il quadricipite rimane uno dei più incredibili incontri nella storia degli show televisivi e uno dei più emozionanti incontri di coppia di sempre. I Two Men Power Trip sono all'apice della federazione, in due Steve Austin e Triple H detengono tutte le cinture maggiori. Unici oppositori, lo spettacolare duo canadese composto da Benoit e Jericho pronti alla guerra senza paura. Un incontro grandioso, un match senza sosta per tutta la durata dell'incontro, tesissimo e intensissimo, soprattutto grazie ad un pubblico estremamente caldo che forse credeva di assistere ad una Wrestlemania invece che ad un Raw. Il momento clou ovviamente arriva quando Triple H accidentalmente si infortuna gravemente rompendosi il quadricipite della gamba sinistra, e con non si sa quale forza d'animo continua il match andando a subire addirittura una Walls of Jericho sul tavolo dei commentatori. Da qui il panico in pochissimi secondi: nel ring Austin colpisce Benoit con la Stunner, Jericho si fionda nel ring fermando lo schienamento, HHH sale nel ring col suo martellone ma sbaglia mira e colpisce Austin permettendo ai canadesi di vincere i titoli di coppia. Dire che il pubblico ESPLOSE al suono del gong è dire poco. Un match che tuttora rivedendolo fa salire l'adrenalina a livelli inauditi.

9- Stone Cold Steve Austin vs The Undertaker (Summerslam 1998)
Due simboli di un intero periodo storico in quello che sicuramente è il migliore match tra le decine e decine che i due hanno combattuto l'uno contro l'altro. Una contesa a cui si arrivò con un hype stratosferico, per l'importanza della sfida, per il recente turn heel del becchino, per la sua alleanza col fratello Kane, e perchè per settimane e settimane prima dell'incontro Vince McMahon con assoluta fermezza aveva garantito e assicurato tutti che Undertaker avrebbe vinto il match in un modo o nell'altro. Il match, come qualsiasi grande incontro combattuto da Austin nel periodo, fu di un'intensità straordinaria, violento al punto giusto e anche composto da fasi tecniche grazie ad un Taker in forma come non mai, così generoso da regalarci l'highlight della serata: un clamoroso Legdrop dalla terza corda verso Austin sul tavolo dei commentatori, mossa che ovviamente distrusse il tavolo regalandoci uno degli spot più fantastici mai eseguiti dal becchino in carriera. Come sempre la sequenza finale fu al cardiopalma, e la Stunner decisiva più che far conservare la cintura ad Austin, più che smentire le parole di McMahon, ci regalò soprattutto un momento: la prima sconfitta pulita subita da Undertaker in tanti anni di carriera e l'ultima per molti anni ancora.

8- Stone Cold Steve Austin vs Dude Love (Over The Edge 1998)
La prima arma che Vince McMahon usò nella sua personalissima guerra contro Stone Cold fu addirittura Mick Foley, qui sotto le spoglie della sua gimmick forse meno nota, il figlio dei fiori Dude Love direttamente dagli anni settanta. Foley perse la prima possibilità di battere Austin nel PPV Unforgiven in aprile, ma già al PPV successivo ebbe l'occasione di rifarsi e stavolta sembrava davvero tutto a suo favore: Gerald Brisco era il timekeeper del match, Pat Patterson l'announcer speciale e Vince McMahon in persona l'arbitro dell'incontro. Austin sembrava non avere speranze, solo la presenza a bordo ring dell'Undertaker come special enforcer non poteva bastare. Il match che ne scaturì fu una battaglia impressionante per velocità, ritmo, intensità e durezza dei colpi, una autentica rissa brawl in tutto e per tutto senza una sola mossa o un fila di tecnica. Il pubblico era trascinato nella contesa come non mai, il ritmo altissimo e le continue emozioni e capovolgimenti di fronte resero questo incontro davvero grandioso, e sembrava divertirsi anche Vince che per far perdere la cintura a Austin si inventò di tutto cambiando stipulazioni più volte durante l'incontro stesso. Alla fine la tenacia di Austin e l'aiuto provvidenziale di Undertaker che schiantò Patterson e Brisco contro il tavolo dei commentatori furono decisivi, Austin manda a nanna sia Foley sia McMahon e lui stesso tenendo il braccio dell'owner si contò da solo il 3 necessario per aggiudicarsi questa frenetica e memorabile sfida.

7- Owen Hart & British Bulldog vs Shawn Michaels & Stone Cold Steve Austin (Raw 26.05.1997)
Indubbiamente, uno dei più grandi match di coppia di sempre, e ancora oggi a sentire quel pubblico da incorniciare, uno degli incontri più coinvolgenti mai visti su un ring. Quattro mesi aver "perso il suo sorriso" finalmente HBK lo recupera, e si avvicina a Steve Austin, l'astro nascente del momento, nella lotta contro la New Hart Fondation. Con tantissimi problemi e incomprensioni, Austin e HBK diventano il prototipo della strana coppia, quei tag team messi su con partners che non si possono sopportare e non c'entrano nulla l'un con l'altro, ma per una volta riescono a mettere da parte le loro divisioni e a fare squadra. In questo match leggendario, HBK al ritorno nel ring dopo 4 mesi dimostra di essere ancora un fenomeno e di non sapere affatto cosa sia la ruggine, Austin sempre più tifato qualsiasi cosa faccia si porta dietro di se il boato del pubblico, mentre Owen con Bulldog forse ai loro massimi livelli mostrano tutta la loro tecnica e un gioco combinato invidiabile. Per quasi 20 minuti i fans non smettono mai di urlare, regalando una atmosfera fantastica, e sul ring i continui ribaltamenti di fronte sollecitano questi continui boati. La fine arriva con il calcione di HBK e con Austin rapidissimo a coprire l'avversario per vincere match e e titoli. Dopo arrivarono gli altri della squadra degli Hart ad assalire sul ring Michaels, mentre Austin aveva già abbondato il ring portandosi con se entrambe le cinture di coppia. La storia era ben lungi dal finire, ma questo capitolo del libro è davvero uno di quelli che si deve leggere a tutti i costi.

6- No DQ match - Stone Cold Steve Austin vs The Rock (Backlash 1999)
I due simboli indiscussi dell'Attitude Era ogni che si incrociavano sul ring davano vita a dei veri e propri classici istantanei, e questo match ovviamente non fu da meno. L'atteso rematch di Wrestlemania XV aveva però un elemento in più, e cioè Shane McMahon come arbitro, con la stipulazione che se Austin lo avesse colpito deliberatamente avrebbe perso d'ufficio match e cintura. Elemento che quindi alzò ancora di più la tensione della sfida. La contesa tra questi due mattatori fu assolutamente elettrizzante, un match in autentico stile brawl combattuto in maniera frenetica, ritmi elevatissimi da infarto, una vera e propria rissa da bar che vide i due stare sul ring solo all'inizio e alla fine del match. Austin e Rock non si risparmiarono scambiandosi colpi di incredibile impatto, su tutti i momenti in cui si scambiarono le loro manovre finali sui tavoli dei commentatori mandandolo in frantumi. L'innato carisma dei due e l'assoluto equilibrio portò ad un finale da brividi ricco di capovolgimenti e schienamenti interrotti al limite, fino all'inaspettato attacco di Vince McMahon ai danni di suo figlio Shane, rocambolesco episodio (e in seguito farsesco per l'evoluzione della storyline) che consegnò la vittoria a Austin. Insomma, chi vuole avere un assaggio di Attitude vera si riguardi questo match.

5- Bret Hart vs Steve Austin (Survivor Series 1996)
"Pantaloncini rosa... c'è da aggiungere altro riguardo a Bret?". Si sa, i wrestlers sono tra gli esseri più orgogliosi del genere umano. Guai allora a fare simili dichiarazioni, che sai non saranno prive di conseguenze. Il feud tra l'astro nascente del momento, Steve Austin, e l'icona di quegli anni, Bret Hart, si impose fin da subito come una delle rivalità più importanti del decennio. Austin dopo la sua vittoria a King of the Ring 96 era una scheggia impazzita, in continua ascesa, e questa sua sicurezza lo portava continuamente a muovere la lingua senza freni e senza rispetto. E allora, quando Bret Hart tornò dopo mesi di assenza, la sfida tra i due non poteva essere rimandata. Il match fino a quel momento più importante della carriera di Austin di svolse davanti alla sempre splendida cornice del MSG, fattore che fece salire ancora più gli indici di gradimento della contesa. Mezz'ora di autentico capolavoro, un incontro splendido, fatto di una prima parte molto tecnica con prese a terra eseguite perfettamente, e una seconda parte di match entusiasmante, equilibrata e altamente spettacolare. Se conosciamo tutti Bret Hart, in quel si impose davanti a tutti la bravura di Stone Cold, in quel momento al massimo della forma, scattante, veloce, e capace di grandissime manovre tecniche e di prese a terra che non aveva nulla da invidiare a quelle di un maestro come l'avversario canadese. La contesa che mandò come da copione in visibilio il pubblico sembrava chiudersi a favore di Steve Austin, che grazie alla più giovane età aveva evitato tutte le mosse migliori del nemico ed era riuscito a chiuderlo nella sua Million Dollar Dream. Ma proprio da questo letale sottomissione Bret riuscì a trovare l'asso vincente, mettendo i piedi sulle corde e dandosi lo slancio per cadere all'indietro, ma ovviamente sopra al nemico che aveva le spalle a terra, vincendo di astuzia a e scaltrezza. I due avrebbero dato a tutti un match ancora migliore pochi mesi dopo a Wrestlemania 13, ma questo rimane in assoluto uno dei più grandi classici nella storia non della WWF, ma di tutto questo nostro amato sport-spettacolo.

4- Shawn Michaels vs Stone Cold Steve Austin (Wrestlemania XIV)
L'inizio ufficiale della Attitude Era, e questo basterebbe a far capire l'importanza di questo momento. Siamo nel 1998 a Boston per la 14esima edizione di Wrestlemania che culmina in uno dei main event più pubblicizzati nella storia del wrestling: la nascente stella di Stone Cold contro l'icona degli anni precedenti Shawn Michaels, con Mike Tyson in qualità di special enforcer al match. La sfida assume ancora maggiore importanza considerando il fatto che probabilmente sarebbe stato l'ultimo match nella carriera di HBK, costretto a fermarsi per un serio infortunio alla schiena. Rimarranno a lungo impresse le immagini di HBK stoico, leggendario, che pur di chiudere alla grande un simile match ce la mette tutta, reggendosi alle corde e cercando di alzarsi con la faccia dilaniata dal dolore per i suoi problemi. Ma nonostante questo, anzi forse anche a quel tono drammatico che ne deriva, assistiamo ad un grandissimo incontro, un grandissimo min event, una sfida al cardiopalma che vede il pubblico partecipe in maniera incredibile, sostenendo Austin ad ogni suo movimento di muscolo. E il Rattlesnake di aiuto ne avrebbe bisogno, visto che deve tenere a bada anche le intromissioni esterne di Triple H e Chyna che tentano in tutti i modi di lasciare la cintura in casa DX: ma si sa, l'orologio della storia non può essere fermato e il tempo non può tornare indietro. E quel Tyson con l'arbitro a terra, quello che fino a pochi istanti prima era un membro della DX, appena Austin mette a segno la sua Stunner, forse galvanizzato dal boato del pubblico, effettua il conteggio di 3 decisivo in men che non si dica. La torcia passa nella mani di Steve Austin per la gioia di tutti, soprattutto delle casse della WWF. HBK prova a chiedere spiegazioni a Tyson per quell'improvviso voltafaccia, e per tutta risposta riceve un destro al fulmicotone in pieno volto scagliato a velocità folle! E poi le immagini di Austin con la cintura e la voce di Jim Ross che al commento ripete ossessivamente "Stone Cold! Stone Cold! Stone Cold! Stone Cold!". Una nuova epoca nasce quella sera.

3- No DQ match - The Rock vs Stone Cold Steve Austin (Wrestlemania X-Seven)
Per anni Stone Cold e Vince McMahon sono stati i più grandi nemici di questo mondo, si sono odiati e combattuti nel vero senso della parola in tutti i modi possibili immaginabili, ma soprattutto hanno fatto immedesimare nelle loro diatribe milioni di americani permettendo così alla WWF di tornare la federazione numero 1 e di far vivere al wrestling una seconda grandiosa età dell'oro. Per questo nessuno poteva credere alla conclusione di Wrestlemania 17, non poteva essere reale. E invece era tutto tremendamente vero. Steve Austin era pronto a tutto pur di tornare campione del mondo dopo un gravissimo infortunio, e quel pronto a tutto includeva anche la possibilità di vendere l'anima al diavolo, allearsi alla sua nemesi totale, quel Vince McMahon felicissimo di vedere la volontà del suo più grande nemico piegata ai suoi comandi. Tutto questo al termine di match assolutamente favoloso, il main event del miglior PPV di tutti i tempi, contro quel The Rock che proprio insieme al texano è l'indiscusso simbolo dell'Attitude Era. Il match senza squalifiche che Rock e Austin misero in piedi fu qualcosa di assolutamente fuori dai canoni, 28 minuti di battaglia nel reale senso del termine, nessun secondo di sosta, solo due uomini che si massacrarono letteralmente in una delle più grandi risse brawl mai viste su un ring. I due andarono avanti colpendosi con tutto seppur ridotti a maschere di sangue, e il tono di epicità e drammaticità della sfida salì grazie a questo e alle sottomissioni che si scambiarono in fasi che ricordarono molto da vicino la leggendaria sfida tra Bret Hart e Steve Austin del 1997. Come al solito pubblico indescrivibile, l'Astrodome di Houston mai in silenzio o seduto e pronto a seguire l'idolo di casa Austin in qualsiasi cosa facesse. E poi la fase finale assolutamente vietata ai cuori deboli: con inspiegabilmente Vince McMahon a bordo ring, i due lottatori uscirono dalle loro rispettive manovre finali, e poi addirittura se le scambiarono, ma ancora una volta uscirono sempre all'ultimo istante dal conteggio. Così la presenza di Vince divenne chiara: passò una sedia ad Austin, e con quella il texano iniziò letteralmente a MASSACRARE Rock a suon di sediate in una maniera impressionante, ma Rock riuscì ancora una volta a salvarsi un paio di volte in modo irreale. Austin disperato investì l'avversario esanime a terra con altre sediate, almeno una decina scagliate senza sosta e con un odio indicibile, fino alla scioccante vittoria finale. E il brindisi tra Austin e Vince che sancì il loro patto diabolico, uno dei più scioccanti nell'intera storia del wrestling al termine di uno dei match più emozionanti che si siano mai visti.

2- Three Stages of Hell match – Stone Cold Steve Austin vs Triple H (No Way Out 2001)
Al termine di una splendida rivalità due pezzi da novanta dell'Attitude Era lasciarono il marchio indelebile regalandoci un match da urlo, 40 minuti di esemplari per ogni amante del brawl wrestling, una battaglia con la B maiuscola. Triple H era stato l'uomo dietro all'investimento con l'auto di Austin oltre un anno prima, il texano si era vendicato alle Series 2000 schiantando HHH sempre dentro un auto, ma dopo la sua terza vittoria in carriera della Royal Rumble era deciso a prendersi la definitiva rivincita. La prima frazione fu una paurosa rissa brawl vinta da Steve Austin con la sua Stunner, la seconda frazione fu uno Street Fight violentissimo vinto da Triple H grazie al suo fido martellone, e la terza e decisiva frazione fu un Cage match deciso involontariamente: HHH colpì il rivale col martello, Austin colpì l'avversario col filo spinato, i due caddero insieme ma Triple H sopra Austin e l'arbitro contò lo schienamento decisivo per l'assassino cerebrale. Ma questa è solo cronaca del match. Il resto è lo spettacolo e i significati insiti in questo massacro. Un match che ha racchiuso quanto di meglio i due lottatori potessero tirar fuori, tutto il loro repertorio e tutta la loro grandezza, due performance maestose alla base di un match splendido, intensità spaventosa, ritmo elevatissimo, emozioni a non finire e sorprese a ripetizione, risultato finale incluso. Un insieme di tanti stili, dal brawl più puro all'hardcore più violento, tantissimi spot da ricordare, su tutti l'impressionante caduta di Triple H sul tavolo dei commentatori, e soprattutto l'unico, pauroso, straripante carisma dei due che sanno con un nulla smuovere intere masse di fans. EPICO!

1- Submission match – Bret Hart vs Stone Cold Steve Austin (Wrestlemania 13)
Ed eccoci al numero, un match che probabilmente ha solo due difetti: quello di non essere stato main event e di non esser stato valevole per alcuna cintura. Per il resto, è leggenda. Una delle migliori rivalità nella storia del wrestling raggiunge l'apogeo in questo Submission match, stipulazione violenta per un feud violentissimo, talmente tanto da dover necessitare di un arbitro più che speciale, cioè Ken Shamrock, leggenda della UFC, uno che quindi quando si tratta di far volare le mani per farsi rispettare sa come fare. Quello che viene fuori e senza alcunissima ombra di dubbio l'incontro più INTENSO nella storia del wrestling, ritmo altissimo, quasi esagitato, nessun attimo di sosta, una battaglia vero e propria, con un maestro di tecnica come Bret Hart impegnato invece in un match completamente brawl, una rissa da strada autentica. I due si scambiarono per tutta la durata del match colpi durissimi, dentro il ring, fuori il ring, e addirittura in mezzo al pubblico, cosa incredibile per l'epoca. La grandezza della contesa inoltre risiede nel fatto che in ogni colpo si sentiva l'odio tra i due, si respirava nell'aria, si riusciva letteralmente a PERCEPIRE l'incredibile rancore che traspariva in ogni singola mossa. La tensione era alle stelle, e le mozioni si susseguirono una dietro l'altro, colpo proibito dopo colpo proibito. E una volta che un colpo di gong di Bret Hart, per impedire un tentativo di strangolamento con un cavo elettrico, apre una vistosa e profonda ferita nella fronte del Rattlesnake, abbiamo probabilmente il miglior finale di match nella storia: Bret Chiude l'avversario nella sua Sharpshooter, una presa solidissima, e Austin sanguinante cerca di resistere. E qui nasce un mito. Austin non era assolutamente in grado di uscire dalla presa di sottomissione, ma al tempo stesso non aveva la neppur minima intenzione di battere le mani al tappeto e cedere. L'immagine in primo piano di Steve Austin sui gomiti che urla dal dolore in agonia con tutto il fiato che ha in gola, con le vene del collo che si gonfiano, e soprattutto col sangue che dalla fronte gli copre il volto fino a scendere sui denti è il battesimo di un qualcosa di radicalmente nuovo. Austin non cede ma non ce la fa più, sviene dal dolore, ma NON cede. Bret vince questo incontro leggendario, ma è lo sconfitto morale. Immediatamente avviene un doppio turn da antologia, con Bret che viene automaticamente fischiato, mentre Austin appena scende dal ring viene salutato da una standing ovation sensazionale. Emozioni, mito, leggenda: qui abbiamo tutto questo, e forse anche di più.

Qui chiudiamo questa carrellata ricordandovi di usare le e-mail e il forum per creare le vostra Top Ten! Ci vediamo tra due settimane per un nuovo countdown nella storia!


Emanuele "Wrestlemania X-Seven" D'Aniello