La Storia della WCW: Una splendida meteora

Siamo sul finire del 1980, alcune piccole federazioni indipendenti facenti parte del circuito NWA (principalmente la Georgia Championship Wrestling e la Mid Atlantic Championship Wrestling) si riuniscono sotto l’egida di Jim Crockett, promoter dell’epoca. Proprio così nasce la WCW (World Championship Wrestling), anche se il nome non è ancora quello che l’ha resa famosa.

Crockett, nel giro di pochi anni, riesce a siglare alcuni contratti televisivi in giro per gli USA facendo si che la sua federazione cominciasse a conquistare un numero sempre crescente di fans. La WCW, cosi, sempre sotto la direzione di Crockett e sempre come facente parte del circuito NWA, comincia a produrre un numero sempre maggiore di Pay Per View (si pensi che nel 1986 ve ne fu solo 1 a differenza dei 4 del 1987 e degli 8 del 1988) ed a farsi conoscere su larga scala negli Stati Uniti. Ma sarà il 1988 l’anno di svolta della federazione di Atlanta: Jim Crockett vende la sua “creatura” a Ted Turner, proprietario di diverse emittenti televisive (nonché azionista di maggioranza della Time Warner) ed uno degli uomini più ricchi degli USA. Ovviamente, l’arrivo di Turner significa anche ottime finanze: la WCW inizia una buonissima “campagna acquisti” prendendo alcuni dei più importanti lottatori del tempo (Flair, Steambot e Funk) ed alcuni dei più promettenti ragazzi di allora (Steiner, Sting, Sid e tanti altri). Dopo soli due anni, nel 1991, un altro evento molto significativo segna la storia della WCW: a causa di una disputa con l’NWA riguardo un titolo del mondo conquistato da Flair, la federazione di Atlanta si distacca dallo storico circuito NWA e diventa una federazione a sé stante (tuttavia la decisione non è stata improvvisa: Turner era parecchio ambizioso ed un progetto del genere era già previsto da qualche tempo). La WCW fonda, così, le sue due prime cinture “ufficiali”: quella di campione del mondo, a Flair, e quella di campioni di coppia, a Butch Reed e Ron Simmons.

Negli anni ’92 e ’93, la WCW cambia organigramma, soprattutto a livello di team creativo e di booking: vi entra a far parte proprio quel Eric Bischoff che poi porterà la stessa federazione di Atlanta sulle strade della gloria. Eric, anche lui come Turner, è molto ambizioso e compie alcune mosse che segnano il passaggio della WCW da grande piccola federazione, a major di rilievo che può far paura al colosso dei tempi: la WWF! Nel ’94 “ruba” alla WWF niente meno che Hulk Hogan e, verso la metà del ’95, lancia uno show settimanale per la sua federazione, il celebre “Monday Nitro” trasmesso sul Network TNT (nome scelto perché, pronunciato in americano, ha una forte assonanza con lo show di punta della WWF, ovvero “Monday Night Raw”). La WCW comincia in questo periodo (ed in parte lo aveva già fatto negli anni passati) a regalare grossi feud ai suoi telespettatori e li rende partecipi di un mondo tutto nuovo, quello dei cruiser: proprio questa è stata la categoria in cui la WCW ha dato il meglio di sé lanciando nell’olimpo del wrestling alcuni dei più grandi nomi di oggi e di sempre del settore. La “Monday Night Wars” tra WCW e WWF ha inizio. Nel periodo che va dal ’96 al ’98 la WCW riesce a battere, in termini di ascolti, la WWF per 84 settimane senza che quest’ultima riuscisse ad opporre una quanto meno discreta resistenza. La federazione di Atlanta è diventata così la numero uno al mondo, regalandoci anche alcune emozioni che davvero non dimenticheremo mai (l’NWO con Hogan heel, la striscia impressionante di vittorie di un grande Bill Goldberg, le celebri faide di Sting e Flair, le stupende sfide tra i cruiser e tanto, tanto altro).

La WWF, però, non è stata per troppo tempo ferma a guardare. Nella federazione di Stanford reagiscono, infatti, con la famosa “Era Attitude” e con la celebre faida tra Stone Cold e Vince McMahon nonché con le nuove, sempre più emergenti, stelle di The Rock e Triple H. La WCW, con un backstage fatto ormai da troppe prime donne (Hogan, Goldberg, Bret Hart, Luger, Jarrett, Flair, Sting ed anche Ultimate Warrior, chiamato per poco tempo in WCW proprio per tentare di far risalire i ratings),con il susseguirsi di diversi errori di booking e scelte sbagliate (vedere, un esempio su tutti, l’attore David Acquette come campione del mondo oppure la scelta di rimpiazzare Bischoff con Vince Russo che, da allora, sarà artefice di parecchie cavolate in ambito di booking WCW) e con delle finanze sempre più esigue (soprattutto per i contratti stellari che aveva offerto ai suoi tanti uomini di punta), comincia a perdere colpi. Inizia, così, una rapida discesa per la WCW mentre la WWF vola sempre più in alto. La federazione di Atlanta si trova a fare i conti con dei contratti da capogiro mentre le entrate non sono più come prima: il fallimento è dietro l’angolo. Negli anni tra il ’99 ed il 2001 la situazione peggiora sempre più e la WWF ne approfitta per acquistare, dalla stessa WCW, alcuni tra i più forti giovani talenti del tempo (leggasi Benoit, Jericho, Eddie Guerrero, Dean Malenko, Perry Saturn, Big Show e tanti altri).

Nel 2000 la WCW perde anche il suo contatto televisivo e, quindi, anche una buona parte degli introiti che una federazione può avere. Il fallimento è ormai vicinissimo e si concretizza, precisamente, agli inizi del 2001, quando la federazione di Atlanta viene acquista, per l’irrisoria cifra di 7 milioni di Dollari (una federazione come la WCW valeva di sicuro di più), da quello che può essere considerato il suo più acerrimo nemico: Vincent Kennedy McMahon Jr., il proprietario della rivale WWF che, da poco, aveva acquistato anche un’altra celebre federazione dei tempi, la ECW. La WWF torna, così, al monopolio assoluto nel mondo del wrestling statunitense acquistando anche, di diritto, i contratti di molte superstar che erano alla WCW e che, quindi, ora lotteranno per la federazione di Stanford (Booker T, Billy Kidman, Chris Kanyon, Diamond Dallas Page e molti altri). Non è finita qui però: la WCW rinascerà poco dopo e, insieme alla ECW, costituirà la cosiddetta “Alliance” per cercare di spodestare la WWF (al comando della “Alliance” c’erano gli stessi figli di Vince McMahon, ovvero Shane e Stephanie): purtroppo non ci riuscirà e la WCW sarà definitivamente inglobata dalla federazione di Stanford.

Muore, così, una delle federazioni più importanti di sempre. Quella federazione che, secondo me, è stata la meteora più bella e splendente dell’intero firmamento del wrestling mondiale!


Dario "NiXeL101" De Marco