
N°24 Play by Play
Per chi
ancora avesse dubbi, in queste ultime settimane avrà sicuramente capito quanto
nel mondo del wrestling, per contribuire alla buona riuscita di un match o di
uno show, sia importante un buon commento fatto da un buon duo di commentatori.
L'aspetto del famoso play by play è molto spesso sottovalutato da molti fans,
erroneamente. Spesso e volentieri non si fa caso ad un buon commento, e quindi
si tende a snobbarlo oppure a non ritenerlo fondamentale. Salvo poi accorgersi
dall'errore appena c'è un commento a dir poco disastroso. Lampante per noi
italiani non può non essere il ricordo del tragicomico duo di pionieri
Cavallone-Sironi che distruggeva settimanalmente WCW Nitro verso la fine degli
novanta, e la loro eredità è stata più che “degnamente” presa anni dopo dal duo
Valenti-Recalcati, che ancora oggi porta gli incubi a molti fans nostrani.
Grazie a questi quattro storici mattacchioni,anche i fans italiani meno accorti
e pignoli si sono resi conti di quanto due voci fastidiosamente fuori posto e
incompetenti potessero danneggiare la buona riuscita di un prodotto e mandare di
traverso la visone di un qualsivoglia spettacolo di wrestling, mentre i fans un
po' più grandicelli piangevano al solo ricordo di un certo Dan Peterson e del
suo accento stralunato.
Insomma, un buon commento è fondamentale, e contribuisce non poco alla riuscita
di un grande match. Ci sono frasi dette nel commento che restano scolpite, e
soprattutto c'è tutta l'abilità dei commentatori nel saper tenere vivo
l'incontro anche più inutile, nel riuscire a coinvolgere nell'azione chi
ascolta, nel ricordare la storia dentro un incontro che contribuisce alla
psicologia della sfida. In tutto questo Jim Ross è un maestro, potrebbe tenere
corsi universitari in tutto il mondo sull'argomento. E la WWE è sempre stata
sensibile al commento, tanto da inserire un cronista storico come Gordon Solie
addirittura della Hall of Fame proprio quest'anno. Molti hanno storto il naso
nel vedere un ingresso simile ricordandosi quanti lottatori meritevoli sia
ancora fuori dal gruppo dei leggendari. Ma Solie meritava quell'ingresso per
quanto ha dato al business negli anni della prima sovraesposizione televisiva e
per quanto era bravo al microfono. E non solo il play by play è importante, ma
il commento di spalla, il cosiddetto commento di colore. Bobby Heenan ha fatto
scuola, così come Jesse ventura, e ora il buon Jerry Lawler. Certo, il Re è
ormai alquanto appannato e arrugginito anche perchè alla lunga diventa un po'
ripetitivo e ha perso lo smalto dei giorni migliori. Ma alcune sue uscite, le
sue urla, le sue espressioni, la sua sudorazione quando arrivano le Divas, la
sua voce acuta e le sue urla lo fanno ancora un mito a fianco di JR. Insomma, se
ben 3 commentatori hanno l'onore di essere meritatamente nella Hall of Fame
pochi dubbi rimangono sul perchè dire che il commento nel wrestling è
importante.
Poi però, pensi al presente. E pensi a Jonathan Coachman e Mike Adamle.
Coachman era un intervistatore grandioso. Poi appena diventato un personaggio a
tutto tondo con una propria attitudine, si è trasformato in una macchietta heel
formidabile, una grande spalla per il pezzo grosso di turno che andava bene in
tutti i segmenti. Nel passato però, tutte le volte che è stato proposto come
commentatore, sia primario che di spalla, ha sempre fato flop. E allora perchè
chiamarlo a commentare Smackdown a inizio anno? Possibile che davvero non c'era
nessuno di meglio? Tanto poi la WWE si è accorta dell'errore commesso e ha
chiamato Mick Foley a sostituirlo. Io mi chiedo perchè invece di fare questo
cambio in corsa, dimostrando così a tutti chiaramente il fallimento della
scelta, perchè non trovare fin da subito un commentatore degno invece di buttare
nella mischia Coachman sapendo dove si sarebbe andati a finire. Che poi il ruolo
di “colour commentator” è importantissimo, deve essere reattivo e fulminante, e
certo doti come originalità in Coachman proprio erano assenti. Davvero,
rimpiango moltissimo dietro quella scrivania il buon JBL, che da secondo
commentatore era semplicemente manna dal cielo, perfetto e con delle battute
fulminanti. Che poi, vedendo anche la forma fisica vergognosa che ha ora e
vedendo che sul ring è sempre pietoso come lottatore, lo rimpiango ancora di più
come telecronista.
Poi si arriva al capitolo Mike Adamle. Premettiamo il fatto che io rispetto
molto Adamle e la sua storia, il suo passato di serio professionista rispettato
e stimato. Però, detto questo, qualcuno mi deve spiegare cosa sta a fare nella
WWE, per di più provando a commentatore uno show. Davvero, io non me capacito.
Adamle non sa e non capisce NULLA di quello che vede dentro e fuori dal ring. Si
ricorda a malapena la federazione per cui lavora, visto che l'ha chiamata WEDF,
e si è reso protagonista di uno spettacolare debutto al commento della ECW
immortalato nella storia grazie a numerosi video che girano sul web che
ricapitolano le sue numerose gaffe. Non sa le mosse, non sa le storie, non sa i
nomi dei lottatori! Ora, mi fermo qua su Mike Adamle, perchè sarebbe come
continuare a sparare sulla croce rossa effettivamente. Pensandoci Adamle forse è
quello che ha meno colpe, è come prendessero un appassionato di caccia e pesca e
lo mettessero senza istruzioni a commentare il mondiale di curling. Certo, è pur
vero che un professionista serio come Adamle dovrebbe essere si presume si
documenti un minimo prima di iniziare un qualcosa....però, facciamo finta di
nulla. Il vero problema è a monte, cioè sul perchè la WWE lo ha ingaggiato. Ci
rendiamo conto che una compagnia del genere, come la WWE, di successo, di massa,
esperta, leader del settore, di copertura mondiale, multimilionaria, non ha un
minimo di programmazione? A me sinceramente cadono le braccia al solo pensiero,
rimango attonito.
Cioè, intorno a metà gennaio c'è stata una riunione dirigenziale a Stamford,
sede della WWE, coi massimi nomi della compagnia al tavolo. Non sapevano cosa
decidere in quella riunione molto noiosa evidentemente, ma a Vince McMahon
prudevano le mani, voleva assolutamente buttare qualche soldo. Si, c'è libero
Mike Adamle, espero ex giornalista e commentatori dei programmi della rete NBC,
perchè non lo prendiamo sotto contratto? Ottimo, grande idea...ma che gli
facciamo fare? Non si sa, ma intanto prendiamolo, e per stare sicuri che non
rifiuti lo convinciamo fin da subito mettendo nella trattativa un ingaggio di
600.000 £ l'anno per fargli fare ancora non si sa bene che cosa. Ma non è un po'
troppo, cioè gli diamo netti più dollari di un mid-carder che si fa il mazzo e
suda 365 giorni l'anno e rischia la vita per noi e per i fans ogni volta che
mette piede nel ring? Ma chi se ne frega alla fine, magari licenziamo qualche
jobber inutile o qualcuno col contratto di sviluppo, tanto anche se hanno una
famiglia da mantenere quella famiglia non gliela facciamo mai vedere con tutti
gli spostamenti tra uno show e altro. Bella trovata! Si, ma ora che abbiamo
preso Adamle che gli si fa fare? Non si sa, ma presto qualche buco si troverà. E
infatti dai, mandiamo il nostro Joey Styles a occuparsi del sito WWE, lui che è
uno dei migliori commentatori sulla piazza da anni, perchè sicuramente a fare il
commento e il responsabile del sito insieme si stanca, come se fino a pochi mesi
fa Michael Cole non facesse lo stesso. E dai, così mettiamo Adamle a commentare
la ECW....ma se non sa nulla di quello che vede? Vabbè, imparerà!
Io davvero sono attonito. Una compagnia seria e esperta come la WWE, ha
ingaggiato un uomo con un ingaggio altissimo non sapendo cosa fargli fare. Il
problema quindi è a monte.
E ogni volta che sento Mike Adamle, davvero, rimpiango il grandissimo Joey
Styles che era capace da SOLO di commentare i vecchi ppv ECW in maniera
incredibilmente buona e coinvolgente, e rimpiango le vecchie voci di Gorilla
Monsoon, Bobby Heenan, Vince McMahon, Jesse Ventura.
Davvero, teniamoci stretti JR e The King finché possiamo....