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La Storia del Wrestling
Molti di
voi penseranno che il wrestling sia un fenomeno abbastanza recente con, si e no,
due o tre decine di anni di storia sulle spalle. Cosi non è, sappiatelo!
Se vi piace sognare, per trovare un lontano antenato del wrestling dobbiamo
andare indietro con gli anni, molto indietro: siamo infatti nell’VIII secolo a.C.,
in Grecia, dove si svolgono, per la prima volta, le Olimpiadi. Tra le varie
discipline nelle quali gli atleti si sfidavano c’era anche la “lotta”: è proprio
qui che il wrestling affonda le sue radici più profonde. Non fermiamoci però,
andiamo avanti con gli anni, sempre sognando. Spostiamoci a Roma, nel III/II
secolo a.C., dove troviamo i famosi Gladiatori reclutati tra i prigionieri di
guerra, gli schiavi, i condannati a morte od anche alcuni volontari. Il loro
scopo era quello di divertire il popolo rischiando la vita guadagnandoci solo un
po’ di fama (nei casi migliori si guadagnavano anche la libertà o alcuni
“premi”) dopo tanto allenamento. Ebbene, chi vi ricordano? A me, con le dovute
precauzioni e differenze, proprio i nostri lottatori, i wrestler. Anche loro
lottano per divertire la gente (certo, ci guadagnano pure: prima differenza) per
un po’ di fama o successo ma anche loro, come i gladiatori, rischiano la vita
(o, comunque, almeno qualche ossa) anche nelle manovre che a noi inesperti
possono sembrarci di semplicissima esecuzione. Le cose per la nostra “lotta”
restano cosi fino al IV secolo d.C. quando un decreto dell’imperatore Teodosio
vieta le Olimpiadi. Nei secoli successivi, soprattutto nel Medioevo, la lotta
diviene un’attrazione nelle varie feste di piazza, nulla più, nulla di “sacro”
come era prima se escludiamo i suoi “parenti” in Oriente. Tuttavia, proprio in
questo contesto (cioè nelle varie fiere medievali), la lotta comincia ad essere
predeterminata.
Ma ora basta sognare, spegniamo la nostra macchina del tempo e torniamo a tempi
a noi più consoni e vicini e che più si rifanno alla concezione moderna del
wrestling. Siamo infatti sul finire del 1800 quando nasce il wrestling vero e
proprio, staccatosi dalla lotta greco romana, ed una prima generazione di
wrestler professionistici: William Miller, Clarence Whistler, George
Hackenschmidt, Tom Jenkins, Marshall Green e Frank Gotch. Il primo match che la
storia recente del nostro sport entertainment preferito ci ha tramandato è
quello svoltosi tra William Miller e Clarence Whistler nel lontano Settembre del
1885, in Australia: vinse Whistler che, purtroppo, morì poco dopo per aver
ingerito un pezzo di vetro dopo la fine del match, durante i festeggiamenti per
la vittoria ottenuta. Tale incontro, totalmente diverso da quelli che siamo
abituati a vedere oggi, durò più di un’ora e fu basato per lo più su scambi di
pugni e calci senza le proiezioni aeree e le varie mosse di potenza. Il tempo
passa veloce con il wrestling che resta comunque un fenomeno di nicchia e gli
incontri sono ancora sporadici. Nel 1901 si ha, però, una prima, piccola svolta:
George Hackenschmidt conquista il primo titolo di “campione dei pesi massimi”
vincendo alcuni tornei che si disputano in giro per l’Europa. Mentre
Hackenschmidt domina nel vecchio continente, gli Stati Uniti sono infiammati
dalla faida tra Jenkins e Gotch che sarà vinta, alla fine, proprio da quest’ultimo.
Gotch, a questo punto, non si accontenta e, nel 1908, sfida e batte,
clamorosamente, Hackenschmidt conquistando quindi il “world heavyweight title”.
Tre anni dopo, con Gotch ancora campione e sempre più imbattibile, la sfida si
ripropone: il risultato non cambia, Frank batte George e lo costringe al ritiro
per infortunio. Gotch è ormai imbattibile e non perde un incontro da anni.
Purtroppo, però, l’età incalza ed il nostro campione si ritira nel 1913
dedicandosi al “training” (allenamento) di giovani ragazzi (a dire il vero Gotch
tornerà per un incontro soltanto nel 1917: nel match, però, si rompe una gamba e
dà l’addio definitivo al wrestling).
Una nuova generazione di wrestler, alla vigilia della Grande Guerra, si fa
avanti; i nomi di spicco sono, senza dubbio, Joe Stecher (allievo di Gotch) e Ed
“The Strangler” Lewis (vero nome Robert Friedrich) che, con le loro faide,
espanderanno sempre di più il fenomeno wrestling nel territorio statunitense ed
anche oltre. In questo periodo il wrestling lottato subisce una prima evoluzione
rispetto ai soli pugni e calci del periodo precedente: cominciano a farsi strada
anche le prime proiezioni e le prime manovre di sottomissione. Torniamo a noi.
Siamo nel 1915 quando Stecher conquista il titolo di campione del mondo. Poco
meno di un anno dopo sarà proprio Lewis a mettersi sulla sua strada. Nel 1916 i
due regalano un match a dir poco epico, da guinness dei primati, che durerà poco
meno di 5 ore: Lewis e Stecher arrivano stremati a fine match… è pareggio!
Archiviata per un po’ la loro faida, un’altra stella si impone nel mondo del
wrestling: si tratta di Earl Cuddock, che conquista il titolo del mondo nella
prima metà del 1918. Le carriere di questi tre campioni, tuttavia, si
intrecceranno molto spesso. Dapprima è Stecher, nel 1920, a vincere il titolo
dalle mani di Cuddock davanti a 14.000 spettatori. Dopo soli due mesi, però,
Lewis gli si para di nuovo contro ma Stecher lo batte. I due si riaffronteranno
sul finire dell’anno, nuovamente con il titolo in palio: stavolta è Ed a vincere
ed a portarsi a casa il titolo. Dopo alcuni scontri, nel ’21, contro i fratelli
Zbysko, incontrastati “zar” in Europa, con il titolo che si alterna tra varie
mani, Ed torna in possesso dello stesso nella prima metà del 1922. Per tre anni
Ed resisterà agli assalti di tutti gli avversari che gli si faranno contro (Stecher,
i Zbysko ed altri giovani emergenti). Soltanto nel 1925 perderà il titolo contro
Wayne Munn (che, a dire il vero, era parecchio limitato come abilità nel
quadrato). Wayne, sul tetto del mondo, dura pochissimo venendo sconfitto,
infatti, poco meno di due mesi dopo, da Stanislav Zbysko. Anche quest’ultimo,
però, dura poco: un mese e mezzo; a strappargli la cintura è Joe Stecher che,
tra difese alterne, conserva il titolo per tre anni.
Nel 1928, infatti, si ha uno scontro che in molti chiedevano, lo scontro tra i
due migliori wrestler del tempo. Ed Lewis da una parte e Joe Stecher, dal
Nebraska, dall’altra. A vincere, ed aggiudicarsi il titolo di miglior lottatore
di sempre per i tempi nonché il titolo di campione del mondo è Ed Lewis. “The
Strangler” bisserà il successo pochi mesi dopo confermandosi sempre più sul
tetto del mondo mentre Stecher è in un periodo di forte declino, ormai a fine
carriera. Proprio in questi anni il wrestling subisce una nuova evoluzione,
stavolta di carattere prettamente “gestionale” mentre nuovi wrestler (Sonnenberg,
Londos, Ginsburg, Boesch, Blassie e Lou Thesz; quest’ultimo è stato allenato dal
grandissimo Ed Lewis) si affacciano nel duro mondo del wrestling. Una cosa sola
non cambia: Ed Lewis è ancora li e ci resterà, con fortuna sempre calante data
l’età, fino al 1947 (si chiude, cosi, la carriera di un grandissimo eroe del
ring con oltre 40 anni di carriera sulle spalle e che, per sua stessa
ammissione, ha disputato più di 6.200 incontri perdendone soltanto 33; Ed si
spegnerà, 76enne, l’8 Agosto del 1966 mentre era ricoverato al Veterans
Administration Hospital). Torniamo a noi, vi dicevo del cambio gestionale che
avviene, in questo periodo, nel mondo del wrestling: comincia, infatti, ad
imporsi una nuova forte figura, quella del “promoter”, colui che organizza e
promuove gli spettacoli (i primi e più importanti personaggi del settore sono
Jim Crockett Sr. e Vince McMahon Sr., padre dell’attuale proprietario della WWE
Vince McMahon Jr). Da qui nascono tante prime piccole federazioni di wrestling
in giro per i vari paesi degli Stati Uniti: le più famose, senza ombra di
dubbio, sono la AWA e l’NWA, entrambe fondate nei primi anni ’30. Pochi anni
dopo nascerà anche la MWA che vedrà, come suo campione indiscusso, per diversi
anni, Orville Brown mentre sui troni di AWA ed NWA, siederanno rispettivamente
Sexton e Longson.
Fino alla fine degli anni ’40 le cose non cambiano di molto per i vari titoli
del mondo ma una nuova generazione di atleti si fa vedere, su tutti spicca la
figura di Lou Thesz, colui che può essere considerato, forse, il più grande
lottatore di tutti i tempi. Nel 1949 Lou conquista il titolo MWA, ora NWA, dalle
mani di Orville Brown che non può difenderlo a seguito di un incidente
automobilistico. Nel giro di 3 anni, inoltre, Lou riesce in un impresa senza
precedenti conquistando quelli che, ai tempi, sono i titoli del mondo più
importanti: quello NWA di Boston, quello NWA dell’Ohio e il Los Angeles
Heavyweight Title. Thesz perderà il titolo nel ’56 contro Billy Watson ma in
pochissimi mesi lo riconquisterà di nuovo salvo poi ricederlo a Dick Hutton nel
’57 dopo aver subito un infortunio alla schiena che, sappiatelo, non lo fermerà.
Ma torniamo un po’ indietro con il tempo, andiamo al 1951. Rikidozan, stella del
wrestling giapponese, il puroresu, fonda la prima federazione di wrestling nella
terra del Sol Levante: la Japanese Wrestling Associations (JWA). Il wrestling,
quindi, comincia la sua scalata anche in Giappone dove si faranno vedere, oltre
che i talenti autoctoni, anche quelli americani ed europei (uno su tutti, il
solito Lou Thesz la cui faida con Rikidozan è famosissima).
Tuttavia, se mi è concessa una piccola critica, si ha, in questo periodo, un
numero troppo elevato di federazioni e di promoter: la situazione, me lo si
conceda, è un po’ ingarbugliata. Proprio per questo motivo si assiste alla
scissione delle federazioni più grandi in tante federazioni più piccole che
reclamano la loro indipendenza ed il loro campione. La NWA si spacca in tante
piccole federazioni “di zona” che, però, avranno solo fortuna a breve termine.
Tutte si, tranne una: la WWWF, antenata della WWF prima e della WWE poi.
L’allora WWWF nasce infatti proprio per un disguido tra i vari promoter del
tempo: siamo nel 1963 (gli anni ’60 saranno dominati da altri grandissimi
wrestler quali Verne Gagne, Freddie Blassie e Bruno Sammartino, italiano come
noi, abruzzese, partito con la sua famiglia per gli States con soltanto una
valigia piena di sogni e voglia di diventare un grande) quando Lou Thesz batte
l’allora campione NWA Buddy Rogers. Diversi promoter non accettano questo cambio
di titoli e si staccano dalla NWA formando, come già vi ho anticipato, la WWWF.
Trascuriamo per il momento le vicende di tutti questi grandissimi personaggi e
di tutte queste illustrissime federazioni e passiamo direttamente agli anni ’70
che segnano, anch’essi, una nuova svolta nel mondo del wrestling. Con wrestler
quali Terry Funk ed Abdullah The Butcher nasce infatti una nuova costola del
wrestling, il wrestling hardcore: quello più duro e spietato, quello senza
regole! Tuttavia gli incontri dei tempi non sono ancora quelli “folli” e
“sanguinari” che oggi potete vedere, raramente, in WWE oppure in TNA e, più
spesso, nelle piccole federazioni indipendenti.
Tante ed ancora altre sarebbero le cose da dire ma, vuoi per non rendere troppo
prolissa la storia, vuoi perché tante notizie si sono perse mentre la storia
girava inesorabilmente le sue pagine, purtroppo dobbiamo fermarci qua. Spero
che, sia i fans che i cosiddetti “nemici del wrestling”, abbiano capito cosa si
nasconde realmente dietro al wrestling. Spero che tutti abbiano capito i reali
sacrifici che un lottatore deve fare prima di poter mettere piede su di un ring.
Spero che tutti abbiano capito quante botte in silenzio si devono prendere prima
di diventare, magari, qualcuno. Spero che tutti abbiano capito che il wrestling
non è soltanto Rey Mysterio, John Cena o Batista: gli eroi di oggi si sono
costruiti le rispettive carriere sulle fondamenta gettate da tanti e tanti altri
ragazzi come loro. Spero che tutti abbiano capito che, prima ancora di essere
wrestler, i lottatori sono uomini e che talvolta è giusto rispettarli, senza
attaccarli per semplice “partito preso”. Perché per molti lottatori, il
wrestling è una scelta di vita che provoca gioie e sacrifici. Ed una scelta è un
atto d’amore, da rispettare, sempre e comunque.