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N°36 Una Cena indigesta per il Re?
Lo spunto per trattare della questione Triple H/Cena mi è stato offerto dalla valanga di polemiche scaturite in seguito al suo ritorno e alla mancata perdita del WWE Title da parte del rapper di Boston. Già, perché mai come in questo periodo il pubblico (anche e –soprattutto?- quello italiano) ha chiesto a gran voce il ritorno del “re” sul trono. Parto proprio da questo punto, la questione del “ritorno”.
L’ultimo annetto trascorso aveva visto HHH lontano dalle scene, una sorta di esilio che ha sicuramente giovato alla fama della star di Stamford, creando un’attesa verso il suo ritorno via via sempre più spasmodica, infine confermata dai cori di approvazione che riceve attualmente, pur non essendosi schiodato di un centimetro dalla sua posizione di heel. L’heel per eccellenza della WWE viene acclamato e l’idolo delle folle, colui che si voleva forse far divenire un Hogan del nuovo millennio, è costretto a subire una larga fetta di pubblico che lo fischia. Una situazione quanto mai singolare, non trovate? Da fan di Cena quale sono sempre stato (ero? Ora lo sono più che altro in linea teorica), ho trovato fin da subito questo atteggiamento parecchio bizzarro. Non avrei mai pensato che l’opinione dei fan si fosse spostata a tal punto, e in mente rivedevo i match di Helmsley con Goldberg, quelli del 2003, quando l’unico modo per fermare “Da Man” era ricorrere al martellone e alla collaborazione dell’Evolution (grandissima stable, anche col senno di poi, se me lo concedete). Chiaramente questo non cancella il HHH in forma degli anni precedenti: sicuramente il biondo lottatore ha dato prova di una caratteristica che lo ha contraddistinto da molti altri colleghi: la continuità.
Dal tramonto dell’era Gimmick, passando per l’Attitude e arrivando ai giorni nostri, il pluridecorato campione è sempre stato presente, come neanche Shawn Michaels (per motivi indipendenti dalla sua volontà) ha saputo fare. Se questo fatto da un lato gli ha garantito un costante feedback (positivo o negativo) da parte del pubblico, al tempo stesso gli ha permesso di cementificare il suo ruolo nella federazione, anche prescindendo dalla parentela con la famiglia dei McMahon. Oggi Hunter è uomo di fiducia per la federazione, una delle sue colonne guida, e non risulta difficile immaginarlo in un futuro piuttosto remoto in ruoli direttivi in seno all’organizzazione. Tutto ciò per dire che non gli si può negare uno spessore sicuramente rilevante nell’ambito del contesto WWE, ma ciò è sufficiente nel percorso che lo ha portato a divenire un vero e proprio “beniamino” del pubblico? Diamo per scontato che non è wrestler aduso a proporre tecnicismi eccezionali o manovre spettacolari: il suo notevole background nel business gli permette comunque di ostentare sicurezza sul ring, nonché di svolgere praticamente sempre dei match esteticamente irreprensibili. Detto ciò, non è comunque equo contrapporlo a Cena per rimarcare eventuali carenze tecniche di quest’ultimo, quando insomma si dice che Cena “fa tre mosse” (l’avrete sicuramente sentito dire da qualche amico detrattore, non dite di no, o magari l’avete letto sui forum).
Perché dico questo? Perché a conti fatti, e i match fra i due lo testimoniano in maniera particolarmente efficace, lo scarto tecnico tra i due wrestler non è significativo ai fini di una valutazione dei due. Certo, si potrebbe obiettare che un Pedigree è mossa più devastante ed efficace della vituperata F-U, e per certi aspetti potrei anche essere d’accordo, ma poi? Anche Triple H, così come Cena, trova la peculiarità del proprio stile in una serie di trademark moves facilmente riconoscibili ed associabili al personaggio, limando in maniera piuttosto sensibile lo spazio concesso a “colpi di scena” e manovre alternative. Sicuramente è un fatto piuttosto diffuso nel wrestling made in WWE degli ultimi tempi, ma è anche una caratteristica che si acuisce al crescere della popolarità del personaggio. Della serie “chi me lo fa fare di inventare duecento mosse per tizio, quando è già popolarissimo così?”. Un ragionamento del genere sicuramente è stato effettuato per il buon Cena (in netta contrapposizione con i suoi esordi da Prototype), a un certo punto però la macchina (mediatica?) pare non aver funzionato più a dovere. Se appare naturale pensare che il fan esigente sia rimasto presto deluso dalla limitatezza (non innata!) in campo sfoggiata da Cena, di primo acchito appare molto più inspiegabile il momento in cui anche lo “zoccolo duro” gli ha voltato le spalle.
Ed è qui che il raffronto tra i due lottatori ci viene ancora una volta in aiuto. Triple H in aggiunta a quanto detto sopra, vanta delle mic skills quantomeno invadibili, che gli hanno garantito l’interesse del pubblico (anche quando si lancia in monologhi a dire il vero un po’ troppo prolungati), calamitandone anche l’odio, ma il tutto mediato da un’ottica di rispetto per il “cattivo” di turno che sa contrapporre alle parole anche i fatti, e che è sempre in grado di svolgere la funzione di vero e proprio mattatore sulle scene. Cena al microfono è bravo (anche prescindendo dalle sue doti canore), su questo non c’è dubbio. Ma i suoi segmenti migliori sono stati quelli quando rappava sarcasticamente ai danni dell’avversario di turno. Quando ne aveva per tutti, e con qualche battuta sagacie era in grado di “sistemare” chiunque. Passato un certo periodo dal suo turn face, questa caratteristica finì con l’affievolirsi in maniera sempre più significativa, delegando allo “you can’t see me” e a qualche gesto con la mano l’intera responsabilità dialettica del rapper di Boston. Col tempo è sicuramente questa una delle variabili fondamentali che hanno generato il calo di popolarità per Cena, legato in un rapporto di inversa proporzionalità al crescente “tifo” per Helmsley. Se una ridefinizione assoluta delle parti tra i due appare mossa piuttosto azzardata (per intenderci, un Cena heel e un HHH che corre in aiuto dei bisognosi), sicuramente questo processo in corso porterà a dei cambiamenti, prima o poi.
Dal canto mio non accuso il pubblico di aver sbagliato, in
quanto sui grandi numeri la massima giuria è proprio la folla dei palazzotti e
dei fan “casalinghi”, ma non posso neanche dire di trovarmi d’accordo con queste
prese di posizione. Cena e HHH sono due validi wrestler, entrambi dotati di una
dose di innato carisma, ma talvolta entrambi necessitano di una necessaria
controparte per esprimersi al meglio. Se sulla carta il loro feud poteva
apparire ottimo, così non è stato ma la colpa non è da attribuirsi al solo Cena.
La combinazione fra gli elementi che è venuta a mancare, il successo di pubblico
che si desidera anche (e soprattutto) per Cena arriverà (tornerà) solo con un
necessario rimescolamento delle carte. Per Triple H la strada attualmente è
spianata, ma sono sicuro che la prospettiva di un suo lungo title reign pieno di
scorrettezza finirà ancora una volta per stancare l’esigentissimo pubblico. E in
una fase di relativa povertà di idee come quella attuale, l’unica soluzione sarà
spremersi le meningi e tirare fuori qualcosa di nuovo, quel qualcosa che in
passato ha prodotto incredibili entusiasmi presso le folle e che da qualche
tempo si è un po’ perso per strada. Fino ad allora, cerchiamo di guardare Cena
con più obiettività e meno acredine: questo ragazzo, e il suo lungocrinito
rivale, portano sulle spalle il peso di buona parte della federazione.
See you next Wweek!